Riflessione sulla liturgia della Parola di domenica 29 gennaio 2023
Il nesso tra i brani scritturistici di questa quarta domenica del tempo ordinario lo troviamo nella categoria del povero e dell’umile che si scopre oggetto di attenzione e protagonista di una vocazione, quella alla fede. Dio non sceglie a caso e non sceglie per un qualche merito e nemmeno per mettere in ridicolo tale categoria. Vediamo come Dio continua ad usare la pedagogia del “rovesciamento” ben conosciuta dal popolo eletto ed ora usata anche con il nuovo popolo dei credenti, cioè, Egli sceglie e rende forti i deboli per confondere coloro che sono ritenuti dagli uomini i forti e i sapienti. L’emblema è la Vergine di Nazareth che ha sperimentato il modo di agire di Dio e nel magnificat si auto dichiara beata perché l’Onnipotente l’ha guardata e l’ha scelta per compiere l’opera della Sua volontà.
Category: Dominicanes
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Beati perchè guardate
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Domenica della Parola: Gesù inizia l’annuncio del Suo Vangelo
Riflessione sulle letture della Terza Domenica del Tempo Ordinario
LETTURE: Is 8,23b – 9,3; Sal 26; 1 Cor 1,10-13. 17; Mt 4,12-23)
Chi di noi ha potuto sperimentare la gioia per la forza della luce dopo un periodo di oscurità non solo materiale ma soprattutto spirituale, oggi, ascoltando la Parola che la liturgia ci propone certamente viene toccato nel profondo del cuore. -
Come accogliere la testimonianza e l’invito di Giovanni il Battista
Prima di lasciare il posto all’evangelista Matteo, che ci accompagnerà nel corso di quest’anno, nella seconda domenica del tempo Ordinario la liturgia ci propone ancora la figura di Giovanni Battista non più nel ruolo di profeta che invitava a preparare la via al messia – come nel tempo di Avvento – ma come primo testimone, prima persona capace di contemplare in un uomo inviato da Dio la presenza dello Spirito Santo e di confessarlo come “Figlio di Dio”. Veramente il suo è uno sguardo semplice e profondo allo stesso tempo sulla realtà di Cristo. Come vero amico dello sposo, ci invita a rinnovare quella scelta che ci rende discepoli: seguire Gesù.
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Ecco il Figlio amato, l’eletto sul quale Dio ha posto il suo Spirito
Oggi la Chiesa celebra la bella e grande festa del Battesimo del Signore Gesù. È una festa, questa, che non sempre viene apprezzata come si dovrebbe, forse perché in fin dei conti non la si comprende del tutto. Ciò è normale: capire Dio, comprenderlo in pienezza è fondamentalmente impossibile all’intelletto umano. Persino quando – Dio piacendo – saremo davanti a Lui, nel santo Paradiso, non lo comprenderemo fino in fondo ma ciò che vedremo, ovvero la Santissima Trinità nella sua bellezza e gloria lucente, basterà a riempire di letizia, pace e amore la nostra anima, la nostra mente, il nostro cuore.
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Maria festeggia la sua maternità divina
Il giorno di Natale non si conclude il 25 dicembre, ma è una festa che dura ben otto giorni, il cosiddetto Ottavario di Natale, arriva fino al 1° gennaio in cui si celebra la solennità di Maria Santissima Madre di Dio.
Questo dogma, che è una verità di fede, fu proclamato nel Concilio di Efeso dell’anno 431, dove venne affermata la natura umana e divina dell’unica persona del Verbo in Gesù Cristo e quindi venne affermata anche la maternità divina di Maria. -
Centenario della Canonizzazione di San Tommaso e Sant’Antonino
Durante tutto il 2023 i nostri Frati di Firenze celebreranno in Santa Maria Novella e in San Marco il settimo centenario della canonizzazione di S. Tommaso d’Aquino (1323-2023) e il quinto della canonizzazione di S. Antonino Pierozzi (1523-2023)
Sono previsti eventi, conferenze, incontri e celebrazioni per fare memoria di questi due grandi figli dell’Ordine Domenicano che tanto hanno contribuito alla formazione della nostra città e della Chiesa a Firenze!
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Dov’è finita la gloria di Dio?
La liturgia di oggi, giorno di Natale, proclama la vittoria di Dio: una vittoria clamorosa, la cui notizia si diffonde come scintille nella stoppia, una vittoria eclatante, visibile a tutti gli occhi: “vedono con gli occhi il ritorno del Signore a Sion” (Is 52,8); “tutti i popoli vedono la sua gloria” (Sal 97,6); “abbiamo contemplato la sua gloria” (Gv 1,14). “Regna il tuo Dio!” (Is 52,7); “Il Signore regna, esulti la terra” (Sal 97,1).
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Spiritualità-Identità-Missione dei Laici Domenicani nella Chiesa
Un resoconto sull’incontro di Formazione iniziale per i Laici della Provincia Romana di S. Caterina da Siena
Introduzione
Dal 2 al 4 dicembre 2022 si è tenuto a Roma l’incontro provinciale di formazione iniziale promosso dal Consiglio provinciale dei Laici Domenicani. Tre giornate intense di formazione, svoltesi in un clima davvero familiare e gioioso, con un numero significativo di partecipanti di ogni età provenienti da Roma, Perugia, Arezzo, Firenze, Iolo-Prato, Bibbiena, Teramo, Sardegna e Popoli. -
O uomo, o donna, vi restituisco la fiducia
Due sono le meravigliose notizie di questa IV domenica di Avvento: “Dio è con noi” (Mt 1,23) e tu sei amato personalmente da lui (cfr. Rm 1,7). Poco tempo fa, un amico mi ha confidato: “Ho bisogno di segni concreti, di aiuti visibili. Sono troppo abituato a lottare la mia vita, a conquistarla con le mie forze per pensare a un aiuto fuori da questa dimensione”. Ha detto una bella verità: ognuno di noi, infatti, ha bisogno di amare e di essere amato. E a volte cerchiamo segni tangibili dell’amore: segni che Lui c’è, che c’entra qualcosa con gli eventi quotidiani, con le fatiche comunitarie, con le sfide del lavoro, o con quelle richieste troppo impegnative che gli altri avanzano. Eppure “il Signore stesso vi darà un segno” (Is 7,14) del suo amore, della sua premura, della sua provvidenza.