Ti piacerebbe avere dei fratelli sui quali poter sempre contare?
Insieme in fraternità come gli apostoli: una vita semplice e povera, vissuta in comune ed anche itinerante, cioè non attaccata a luoghi, cose, persone. Ciò aiuta ad avvicinarsi e conoscere gli altri nella loro realtà e nei loro problemi. I frati si radunano per condividere la stessa chiamata, proveniente dall’unica chiamata del Cristo; accogliendosi come fratelli, essi intendono vivere la preghiera, la fraternità e il perdono reciproco e si aiutano vicendevolmente a vivere il Vangelo in comunità prima di annunciarlo per le strade del mondo.
Author: administra
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FRATERNITA’
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Comunicato della Provincia
Avendo ricevuto segnalazioni su movimenti tendenti a creare confusione intorno al futuro del Santuario di S. Maria del Sasso a Bibbiena (Arezzo), dopo la comunicazione dell’ intenzione della Provincia di trasferire i due confratelli anziani presso il Convento di S. Domenico di Fiesole, sede dell’ Infermeria di Provincia per assicurare una adeguata assistenza e per continuare la presenza domenicana con un avvicendamento naturale nella vita religiosa, la Provincia Romana di Santa Caterina da Siena dei Frati Predicatori a cui il Santuario appartiene, per implementare la presenza intende accogliere nuovi confratelli per esercitare l’ apostolato mariano e la gestione di questo suo importante luogo di culto.
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“Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli”
Ascendendo al cielo (domenica scorsa) Gesù invia i suoi discepoli e invia ciascuno di noi: “Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli …” Mt 28,19.
Ma come possiamo? Ancora dubitiamo, stiamo aspettando che risolvi i nostri problemi, preferiamo guardare il cielo perché questo mondo non ci capisce, lo temiamo, ci contrasta. Come i discepoli abbiamo paura e ci sentiamo più sicuri restando nelle nostre zone di conforto, quelle che conosciamo meglio, in cui ci muoviamo con disinvoltura, che ci danno sicurezza, che ci fanno stare tranquilli, e, di cui, per protezione, teniamo le porte chiuse.
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Ascende il Signore tra canti di gioia
Coloro che si recano in Pellegrinaggio a Gerusalemme come arrivano sul Monte degli Ulivi, trovano una piccola chiesetta, quasi una cappella, delimitata da un alto muro.
Pazientemente si attende che il proprietario, un arabo palestinese, apra la pesante porta in ferro e permetta l’accesso in questo recinto.
La tradizione narra che in questo luogo si compì l’ultimo atto della vita terrena del Cristo.
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“Contemplazione – azione”: fuoco vivo che brucia, ma non consuma
Sono Matteo, ho 30 anni e sono al termine del mio anno di prenoviziato nella Casa di Santa Maria del Rosario in Prati a Roma. La mia storia vocazionale, cronologicamente, è iniziata il 3 Febbraio 2020; ma, in realtà, è da quando son nato che la voce dell’amore di Dio mi risuona nel cuore.
E già fare questa differenza è fondamentale, alla luce di quello che ora vivo: saper vedere il “Kairos”, indicando la natura qualitativa del tempo trascorso; anziché pensare al mero “Kronos” dove il tempo è quantitativo e, con questo termine, si indica lo scorrere dei minuti.
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Nova et vetera
La vita religiosa esercita su di me un fascino antico. Ricordo bene un episodio che mi occorse alla scuola media. Un’insegnante chiese a me e ad altri allievi, tra il serio e il faceto, a quale ordine mendicante ci sarebbe piaciuto appartenere se fossimo vissuti nel medioevo.
—Ai domenicani—rispondo io, di slancio.
La professoressa sorride. È d’accordo. Forse perché entrambi sentiamo a noi vicini alcuni caratteri dell’Ordine dei Predicatori: la gioia nell’esercizio dell’intelletto, il desiderio della purezza, la passione per la verità ricercata insieme agli altri, comunicata agli altri e vissuta con gli altri. Per molto tempo, al liceo e poi all’università, la vita domenicana rimase in me una semplice idea, una nostalgia di epoche mai vissute.
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FIORE DI MAGGIO
“Tu che sei nata dove c’è sempre il sole
Sopra uno scoglio che ci si può tuffare
E quel sole ce l’hai dentro al cuore
Sole di primavera
Su quello scoglio in maggio è nato un fiore”…Chi non ricorda questa splendida canzone di Fabio Concato? Il titolo ed il testo di questa vera e propria poesia in note mi riporta, sempre, alla nostra cara Tilde Manzotti.
Perché è nata in maggio. Perché nel cuore aveva il sole dell’Amore. Perché si è tuffata nell’Oceano dell’Amore da uno scoglio per molti quasi inaccessibile, quello del dolore e della sofferenza. Tuffandosi si è inabissata in un mare tempestoso e, come Giona, ad un certo punto è stata inghiottita da un grosso pesce. A prima vista può sembrare un azzardo equiparare l’esperienza mistica di Tilde a quella di Giona, ma in realtà le loro storie paiono coincidere.
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PREDICAZIONE
La PREDICAZIONE è alla base del vivere quotidiano di ogni frate domenicano. Ma cosa significa? Predicare è ricercare, incontrare, testimoniare, trasmettere, insegnare, amare, aprire nuovi cammini, rinsaldare gli spiriti, sanare le ferite, riaprire il cielo. E’ un servizio dedito alla salvezza di ogni essere umano, attraverso un approccio che valorizza ogni aspetto della persona. La predicazione coinvolge i doni della ragione umana, che cerca di comprendere quello che può; indica la Verità, con la fiducia che gli uomini possano attingere ad essa, anche se mai questi potranno esaurirne il Mistero. Tutto questo si traduce in una vita ricca, contemplativa e attiva, radicata nella Tradizione che guarda all’oggi.
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Sant’Antonino, la grandezza dell’umiltà di un nostro grande confratello e pastore
Festeggiamo oggi s. Antonino, nostro confratello nell’Ordine dei Predicatori, vissuto tra il 1389 e il 1459, divenuto vescovo di Firenze nel 1446. Per cosa si distinse Antonino? Possiamo farci aiutare in questa scoperta da due immagini, presenti nella nostra sala espositiva al monastero di Pratovecchio.
Nel primo dipinto, realizzato nella metà del XVI secolo, di scuola toscana, vediamo un ritratto del santo vescovo. Ciò che contraddistingue la sua figura è un atteggiamento molto umile nel volto e, oserei dire, contemplativo. Questi sono già due indizi che ci forniscono la sua fisionomia: fu pastore umile, dapprima nell’Ordine, dove si distinse per povertà e radicalità nel seguire la chiamata che il Signore gli donò, conquistandolo attraverso la parola di riforma del beato Dominici. Contemplativo perché, come dovrebbe essere per tutti i predicatori e predicatrici della Parola di vita, fece scaturire ogni sua parola dall’abbondanza della preghiera che è, in sintesi, il rapporto intimo con il Signore.
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10 maggio – memoria di S. Antonino Pierozzi
Il pensiero va alla Basilica di S. Marco a Firenze che custodisce il suo corpo e sintetizza la sua vita e missione nella Chiesa, nell’ Ordine domenicano.
La Famiglia domenicana della Provincia Romana di Santa Caterina da Siena in questo anno giubilare a ricordo del V centenario della canonizzazione, lo onorerà sabato 13 maggio 2023 nel corso di un pellegrinaggio nel quale vi sarà la gioia di una Professione solenne del nostro fr. Mario Padovano.
Invitiamo tutte le famiglie a trascorrere una bella giornata nel convento di San Marco a Firenze. La mattinata prevede la conferenza a cura di fr. Manuel Russo, la Santa Messa, il pranzo conviviale e la visita al Museo di San Marco.
Vi aspettiamo.
Per informazioni: famigliadomenicana@gmail.com