
O Spirito Santo, anima dell’anima mia, in te solo posso esclamare: Abbà, Padre. Sei tu, o Spirito di Dio, che mi rendi capace di chiedere e mi suggerisci che cosa chiedere.


O Spirito Santo, anima dell’anima mia, in te solo posso esclamare: Abbà, Padre. Sei tu, o Spirito di Dio, che mi rendi capace di chiedere e mi suggerisci che cosa chiedere.

In un tempo di muri e di barriere interiori ed esteriori fa bene tornare a far memoria di testimoni di dialogo e di incontro, persone che hanno gettato ponti e si sono lasciati cambiare la vita dall’avventura dell’ospitalità. Agli inizi di marzo di dodici anni fa moriva in Francia il domenicano Serge De Beaurecueil (1917-2005). Entrato nell’Ordine in età giovanile dopo una infanzia segnata da sofferenza interiore per la vita familiare, fu allievo di fr.Marie-Dominique Chenu che gli diceva: “Non studiare le dottrine, studia gli uomini che le hanno concepite, nel loro ambiente e nella loro epoca. Altrimenti rischi di non capire niente”.
Quando ero studente di liceo (1958-59) mi trovavo a san Domenico di Fiesole per la festa di San Tommaso, che allora si celebrava il 7 marzo. Fu invitato a tenere il panegirico il padre Davide Maria Turoldo dell’Ordine dei Servi di Maria che viveva in un convento vicino al nostro: la Badia fiesolana. Il padre Turoldo si presentò in chiesa con una pila di libri liturgici e con quella salì al pulpito. Depose i libri sul parapetto del pulpito in posizione molto pericolosa per chi stava sotto. Avevamo molta stima del padre Turoldo conoscendo le sue doti di studioso, di mistico e… di poeta.

Ripercorrere le vicende che si celano dietro agli oggetti è sempre molto avvincente. Questi oggetti che vengono dal passato hanno delle storie a volte molto affascinanti, storie che ci parlano di amore e morte, di rivoluzioni e di momenti di gioia, ci raccontano da dove veniamo e verso dove siamo proiettati; pure gli oggetti “religiosi” o che vengono proposti alla devozione dei fedeli nascondono a volte delle storie avvincenti.


Quando mi sarò unito a te con tutto il mio essere, non sentirò più dolore o pena; la mia sarà vera vita, tutta piena di te.


Giunga a te la mia preghiera, che guizza come saetta dal desiderio che nutro per i tuoi beni eterni.

Dio deve agire in tutte le creature e in tutte le loro azioni, altrimenti non avrebbero realtà e consistenza. La mozione divina non è, però, un colpo mortale che mette fine ad ogni opposizione, la tirannia del pugno chiuso. Se c’è qualche mancanza di rispetto per una sola creatura nel mondo, possiamo restare certi che tale mancanza non procede da Dio; Egli muove tutte le cose secondo le loro nature.