Category: Conventi

Come ci insegna la Regola, il motivo per cui anzitutto ci siamo riuniti è quello di vivere insieme in piena concordia e di avere un’anima sola e un cuor solo in Dio. Questa unione, oltrepassando i confini del convento, raggiunge la sua pienezza nella comunione con la provincia e con tutto l’Ordine. Come nella Chiesa degli Apostoli, anche la nostra comunione ha le sue fondamenta, trova il suo sviluppo e la sua stabilità nello stesso Spirito: in Lui riceviamo il Verbo di Dio Padre con la stessa unica fede, lo contempliamo con lo stesso unico amore e lo lodiamo con una stessa unica voce; in Lui formiamo un solo corpo nutrendoci dello stesso unico Pane; in Lui, infine, abbiamo tutto in comune e siamo destinati a una medesima opera di evangelizzazione.

(LCO cap 1, n. 2-3)

  • Cagliari, San Domenico

    Cagliari, San Domenico

    cagliari

    I domenicani giunsero in Sardegna nella seconda metà del XIII secolo. Sotto la guida di Fra Nicolò Fortiguerra di Siena, costituirono una comunità nel quartiere di Villanova a Cagliari e si stabilirono nei pressi di una antica chiesa benedettina dedicata a Sant’Anna che venne in seguito concessa all’ordine dall’arcivescovo Gallo ed inglobata nel chiostro della nuova chiesa da essi edificata nel 1254.
    L’impianto originario dell’edificio si ispirava ai canoni architettonici del gotico italiano con copertura lignea. L’intitolazione a Sant’Anna della primitiva chiesa benedettina, su cui sorse il complesso domenicano, rimase sino al 1313; a partire dal 1316 il complesso divenne “Convento di Castel di Castro”. Nel XIV secolo, sotto il dominio aragonese l’intero edificio si convertì architettonicamente al gusto gotico-catalano. Il convento fu costruito a spese dei sovrani d’Aragona e nel 1533 il re di Spagna Carlo V gli concesse il titolo di Regio convento accordandogli una particolare protezione che estese a tutti i beni ed i possedimenti. Sicuramente già nel XV secolo il complesso, comprendente la chiesa ed il chiostro, occupava la superficie attuale. La chiesa subì delle modifiche sia nel secolo XV che alla fine del XVI, si ignorano però le date certe di questi interventi. E’ databile con assoluta certezza soltanto l’edificazione della cappella del Rosario intrapresa nel 1580.
    La chiesa e l’annesso campanile furono completamente distrutti durante i bombardamenti del 13 maggio 1943 che ridussero in macerie alcuni dei più bei monumenti cittadini ed alcune chiese di antichissima tradizione.

    La ricostruzione della chiesa fu affidata all’architetto Fagnoni, la cui soluzione ha permesso di preservare le strutture originarie al di sotto del nuovo edificio come cripta. La chiesa antica si presenta oggi al visitatore spoglia di abbellimenti. Gran parte degli arredi che la ornavano sono andati purtroppo dispersi, alcuni abbelliscono il San Domenico nuovo. Della cripta e del chiostro di San Domenico si possono ammirare oramai soltanto le nude forme architettoniche che rappresentano una delle più significative espressioni in città dell’arte gotica catalana.

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  • Bibbiena, S. Maria del Sasso

    bibbiena

     Il complesso architettonico di S. Maria del Sasso a Bibbiena comprende il Convento dei frati con annessa foresteria e il Monastero delle Monache domenicane.
    Il coro del Monastero, con pregevoli scranni intarsiati, contiene un grande quadro dell’Assunta, opera dei pittori domenicani Fra Bartolomeo della Porta e Fra Paolino da Pistoia. Nel refettorio si conserva un prezioso affresco che rappresenta il Cenacolo di Raffaele del Colle, detto il  Raffaellino (1534). Il cinquecentesco Chiostro è stato recentemente restaurato in tutte le sue parti.
    Il Santuario si compone di una chiesa superiore, con annessa Cappella di S. Domenico, una cripta e una chiesa inferiore. Consacrato nel 1507, custodisce preziose opera d’arte, in particolare  l’affresco della Madonna del Sasso di Bicci di Lorenzo, la statua della Madonna del Buio in legno  policromo, opera dell’arte fiorentina del quattrocento, una tavola di Giovanni della Robbia e varie  decorazioni di scuola robbiana.
    I Frati domenicani giunsero a Santa Maria del Sasso, dal convento di San Marco in Firenze, il 29 settembre 1468. Il Venerabile Girolamo Savonarola, 20 anni dopo, volle  incrementare in questo luogo la presenza domenicana: nel 1486 inviò 22 frati e  favorì la costruzione del Convento con l’attuale santuario. Il suo intento era quello di creare un centro di vita domenicana, importante per lo studio, la formazione, predicazione e diffusione del culto mariano. Le tristi leggi eversive dell’800 allontanarono i religiosi, potendovi ritornare solamente nel 1873. Dalla stessa data anche i novizi, gli studenti e gli alunni della Scuola Apostolica furono trasferiti a S. Maria, rimanendovi fino al 1909. Da allora rimasero pochi religiosi. Nel 1927 si aggiunsero Monache domenicane di Lucca, che trovarono un ambiente favorevole alla vita contemplativa: la loro presenza è stata fino ad oggi particolarmente significativa per il Santuario.

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