
Se i discepoli restano con Gesù nelle sue prove; se vincono di giorno in giorno la tentazione di estendere il regno del dominio e di cedere al potere di calpestare;
L’Ordine dei frati predicatori, fondato da S. Domenico, “fin dalle sue origini è noto esser stato istituito in modo specifico per la predicazione e la salvezza delle anime”. Perciò i nostri frati, secondo l’insegnamento del fondatore, “ovunque, come persone che desiderano procurare la propria e l’altrui salvezza, si comportino onestamente e religiosamente, da uomini evangelici che, seguendo le orme del loro Salvatore, parlano con Dio o di Dio al prossimo” (Prime Costituzioni dell’Ordine).
Infatti, partecipi della missione degli Apostoli, ne seguiamo anche la vita nella forma concepita da S. Domenico. Tutte le note caratteristiche della nostra vita (vita comune, osservanza dei consigli evangelici, liturgia in comune, studio, osservanza regolare) non solo contribuiscono alla gloria di Dio e alla nostra santificazione, ma servono anche direttamente alla salvezza degli uomini, in quanto tutte insieme ci preparano e stimolano alla predicazione, a cui danno, e dalla quale a loro volta ricevono, vigore di vita.
Da questi elementi saldamente connessi tra loro, è costituita la vita propria dell’Ordine, cioè la vita apostolica nel suo significato integrale, in cui la predicazione e l’insegnamento devono sgorgare dall’abbondanza della contemplazione.
(Cfr. Costituzione fondamentale, n. 2, 4)


Se i discepoli restano con Gesù nelle sue prove; se vincono di giorno in giorno la tentazione di estendere il regno del dominio e di cedere al potere di calpestare;


Ogni uomo deve decidere se camminerà nella luce dell’altruismo creativo o nel buio dell’egoismo distruttivo.


Ho cercato il Signore e mi ha esaudito. Quelli dunque che non sono esauditi non cercano il Signore.

La novità rivoluzionaria, introdotta dal Concilio Lateranense IV del 1215, fu la pastorale sacramentale. Nella cost. 27, riprendendo da Gregorio Magno l’espressione ars artium, il concilio disponeva che i Vescovi istruissero diligentemente quelli che dovevano essere elevato alla dignità del sacerdozio e di insegnare loro direttamente, o per mezzo di persone capaci, quanto attiene alla valida celebrazione dei divini uffici e all’amministrazione dei sacramenti. La costituzione conclude dicendo che “è preferibile avere pochi e buoni ministri che molti e cattivi”.


Questo è un mondo senza misura e senza gloria, perché si è perso il dono e l’uso della contemplazione… civiltà del frastuono.


A cosa servono belle strade e aeroporti, begli edifici di tanti piani, se vengono costruiti con il sangue dei poveri, che non ne beneficeranno?


A cosa servono belle strade e aeroporti, begli edifici di tanti piani, se vengono costruiti con il sangue dei poveri, che non ne beneficeranno?