Author: administra

  • 22 Novembre, Pistoia

    22 Novembre, Pistoia

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    KOINONIA-APPUNTAMENTI 2015-16

    Convento S.Domenico – Pistoia (Info: Clicca qui)
    “Mandati a predicare il Vangelo”
    Nella linea della esortazione “Evangelii gaudium”

    – DOMENICA 22 NOVEMBRE –
    Ore 10.00:  Il discernimento evangelico nel contesto socio-culturale della crisi comunitaria
    Riccardo Cioni e Alberto Simoni introducono alle lettura del cap. 2 della Evangeli Gaudium

    Ore 11.30: Celebrazione eucaristica
    Ore 12.45: Agape fraterna
    “Spezzando il pane nelle case, prendevano cibo con letizia e semplicità di cuore”
    Nello spirito di Atti 2,46, condivideremo quello che ciascuno metterà a disposizione degli altri

    Ore 14.30: Cosa ci dicono le “vignette” di Koinonia
    Una riflessione sul libro di Renato Scianò con la partecipazione dell’Autore 

    Link al sito di Koinonia: http://www.koinonia-online.it/Incontri.html

  • 5 Novembre, Firenze

    5 Novembre, Firenze

    Nella nostra Basilica di
    San Marco a Firenze

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  • Da una dimensione visibile a una invisibile

    Da una dimensione visibile a una invisibile

    Il termine cimitero deriva dalla parola greca koimêtêrion che significa dormitorio. Per i primi cristiani la morte era un addormentarsi. Il dormire non fa parte della morte ma del ciclo vitale. Come il dormire è quell’azione che consente all’individuo di rinfrancarsi dalla stanchezza per poi riprendere con maggiore vigore la sua vita, così la morte è un momento del ciclo vitale che consente all’individuo di riprendere con più forza e energia la sua esistenza. Per un corretto uso del linguaggio bisognerebbe evitare di contrapporre la vita alla morte, e parlare piuttosto di nascita e di morte, come due importanti aspetti della vita: l’ingresso e l’uscita nell’esistenza terrena fanno parte entrambe del ciclo vitale. In entrambe le fasi c’è una nascita e una morte. Il neonato muore a quel che era e lascia il suo mondo di sicurezza e di protezione per affacciarsi verso l’incognito. Ma è l’unica possibilità che ha per continuare a vivere, e solo uscendo dal ventre materno potrà scoprire tutto l’amore con il quale i suoi genitori l’attendevano.

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  • Chi sono questi vestiti di bianco…?

    Chi sono questi vestiti di bianco…?

    «Questi, che sono vestiti di bianco, chi sono e da dove vengono?» : Abbiamo sentito nella descrizione apocalittica della prima lettura della solennità di tutti i santi. «Sono quelli che vengono dalla grande tribolazione e che hanno lavato le loro vesti, rendendole candide nel sangue dell’Agnello». Risponde uno degli anziani presenti nella scena che descrive la gloria di Dio. Immaginiamo la scena, accogliendola con fede e senza radicalizzarci nel volerla rendere troppo plastica: stiamo parlando della gloria di Dio, non della corte di un re.

    Al centro c’è Dio, l’Agnello, seduto su un trono, e intorno a lui le quattro figure misteriose dell’apocalisse (utilizzate nella tradizione come iconografia per i quattro evangelisti) gli angeli, e poi una moltitudine immensa […] di ogni nazione, tribù, popolo e lingua. […] in piedi davanti al trono e davanti all’Agnello, avvolti in vesti candide, con rami di palma nelle loro mani. E’ una scena che ci aiuta a farci un’idea, certamente vaga, di come tutta la creazione loda e si orienta verso Dio per lodarlo.

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  • Domenico, uomo di misericordia e di preghiera

    Domenico, uomo di misericordia e di preghiera

    Mentre Domenico era studente a Palencia, ci fu una grande carestia che si diffuse in quasi tutta la Spagna. Scosso dalla miseria dei poveri e bruciando di compassione, decide con un solo atto di obbedire ai consigli del Signore e alleviare la sofferenza dei poveri che morivano. Quei libri, che tanto gli sono indispensabili, li vende insieme con ogni suo avere. Dice: “Non posso studiare su delle pelli morte mentre gli uomini muoiono di fame”.

    Organizza allora un fondo di carità, vende tutti i suoi beni e dà tutto ai poveri. La vendita dei libri più cari e preziosi – che contengono la Parola di Dio – per aiutare i propri fratelli bisognosi, dimostra che per Domenico il Vangelo non è affatto lettera morta, né un bene da possedere gelosamente per sé, ma è Parola di Vita. Con questo gesto Domenico inaugura un modo radicale di vivere il Vangelo che caratterizzerà sin dalle origini il suo Ordine. Nella vendita dei suoi libri egli esprime la sua prima esperienza di conversione.

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  • San Francesco e la famiglia: grazie e scusa

    San Francesco e la famiglia: grazie e scusa

    Continua da: San Francesco e la famiglia: “permesso”

    Grazie: Prima di tutto il ringraziamento, la riconoscenza di Francesco s’indirizza a Dio e, potremmo dire, in due direzioni. Da un lato, in generale, per la creazione e la redenzione e, dall’altro, per ciò che riguarda in particolare lui, Francesco, e la sua opera.
    Limitiamoci, per il primo punto, a ricordare il Cantico delle creature, che ha fornito l’inizio dell’ultima enciclica del Papa regnante, e a citare questo passo della parte finale della Regola non bollata:

    E ti rendiamo grazie, perché come tu ci hai creato per mezzo del tuo Figlio, così per il vero e santo amore, col quale ci hai amato hai fatto nascere lo stesso vero Dio e vero uomo dalla gloriosa sempre Vergine beatissima santa Maria, e per la croce, il sangue e la morte di Lui ci hai voluti liberare e redimere1.

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  • San Francesco e la famiglia: “permesso”

    San Francesco e la famiglia: “permesso”

    Continua da: San Francesco e la famiglia – Introduzione

    Chiedere permesso ha due accezioni. In senso proprio, si tratta di chiedere a chi ha autorità su di noi di permetterci di fare una determinata cosa: insomma, siamo qui nella pratica dell’obbedienza; in senso più largo, si tratta di un atto di cortesia nei riguardi di chi non ha, a propriamente parlare, autorità su di noi, ma che potrebbe esser disturbato o incomodato in qualche modo da un nostro comportamento. Per il primo caso, quello dell’obbedienza, la vita e le parole di san Francesco ci dànno tanti esempi.

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  • 11 Novembre, Roma

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    Mercoledì 11 Novembre:
    Sara Scifo:
    Educarsi all’amore curando le ferite?

    info: Frà Simone Bellomo O.P.
    Convento Santa Maria del Rosario (Clicca qui)
    Via Germanico, 94 – 00192 Roma
    Cell: 338 21 11 567 – Email: frasimonebellomo@gmail.com 

  • 7 Novembre, tutto il Mondo

    7 Novembre, tutto il Mondo

    Apertura del Giubileo Domenicano 
    in occasione degli 800 anni dell’Ordine

    apertura-giubileo

    Segnaliamo solo alcuni degli eventi in occasione
    dell’apertura di questo Giubileo dell’Ordine dei predicatori

    Pagina della Curia Generalizia:  Clicca qui

    Nel convento di San Domenico, SienaClicca qui

    Nel convento di Santa Maria Novella, Firenze: Clicca qui e Qui

    I conventi della città di Roma: Solenne concelebrazione a S. Sabina

    In tutti i conventi della Provincia: S. Messa di apertura del Giubileo

  • San Francesco e la famiglia – Introduzione

    San Francesco e la famiglia – Introduzione

    Pubblichiamo a puntate l’omelia tenuta da fr. Daniel Ols O.P. nella Basilica di S. Maria in Ara Coeli (Roma) in occasione della festa di S. Francesco

    Come sappiamo tutti, questa mattina (ndr: domenica 4 ottobre) si è aperto solennemente il Sinodo sulla famiglia. Era quindi abbastanza naturale pensare, come ho pensato, di offrire qualche riflessione su tale tema alla luce della vita e dell’insegnamento di san Francesco, di cui celebriamo, in questo stesso giorno, la solennità. Però, di prim’acchito, non appare che questa vita e questo insegnamento offrano grandi elementi per una tale impresa. Anzi, ad un primo sguardo, potrebbe sembrare che l’attitudine del santo fosse stata alquanto riservata (diciamo così) nei riguardi della famiglia, della sua propria famiglia in primo luogo, ma anche della famiglia in generale. 

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