
Non posso darti soluzioni per tutti i problemi della vita.
L’Ordine dei frati predicatori, fondato da S. Domenico, “fin dalle sue origini è noto esser stato istituito in modo specifico per la predicazione e la salvezza delle anime”. Perciò i nostri frati, secondo l’insegnamento del fondatore, “ovunque, come persone che desiderano procurare la propria e l’altrui salvezza, si comportino onestamente e religiosamente, da uomini evangelici che, seguendo le orme del loro Salvatore, parlano con Dio o di Dio al prossimo” (Prime Costituzioni dell’Ordine).
Infatti, partecipi della missione degli Apostoli, ne seguiamo anche la vita nella forma concepita da S. Domenico. Tutte le note caratteristiche della nostra vita (vita comune, osservanza dei consigli evangelici, liturgia in comune, studio, osservanza regolare) non solo contribuiscono alla gloria di Dio e alla nostra santificazione, ma servono anche direttamente alla salvezza degli uomini, in quanto tutte insieme ci preparano e stimolano alla predicazione, a cui danno, e dalla quale a loro volta ricevono, vigore di vita.
Da questi elementi saldamente connessi tra loro, è costituita la vita propria dell’Ordine, cioè la vita apostolica nel suo significato integrale, in cui la predicazione e l’insegnamento devono sgorgare dall’abbondanza della contemplazione.
(Cfr. Costituzione fondamentale, n. 2, 4)

Come, sui sentieri di montagna o sulle strade carrozzabili, sono indicati con una segnaletica specifica i siti panoramici o i luoghi di ristoro e di sosta, così, se mi si permette il paragone, il cammino dell’anno liturgico è segnato dalle feste mariane. L’inizio di questo ciclo liturgico mariano possiamo individuarlo nella festa della Natività di Maria (8 settembre) e il suo culmine nelle feste dell’Assunta e di Maria regina del cielo e della terra (15 e 22 agosto).

E’ in me il vivo ricordo dell’aprile 1982, di un incontro di giovani religiosi in formazione. Allora ero postulante domenicano in compagnia dei nostri formatori, nel Cenobio di Camaldoli, facilitatore e promotore il nostro fr. Domenico Abbrescia.


E’ come un povero che non ha mangiato da tre giorni e i suoi abiti sono stracciati e così egli appare davanti al re; ha forse bisogno di dire cosa desidera?


Al termine di una vita passata nella santità, come al termine di una vita di delitti, la modalità per entrare in paradiso è una sola: Signore, abbi pietà di me, perché sono un peccatore.