
Vi domando, fratelli e sorelle, che cosa vi sembra più importante: la Parola di Dio, o il Corpo di Cristo? Se volete rispondere bene, dovete senza dubbio dire che la Parola di Dio non è da meno del Corpo di Cristo.
L’Ordine dei frati predicatori, fondato da S. Domenico, “fin dalle sue origini è noto esser stato istituito in modo specifico per la predicazione e la salvezza delle anime”. Perciò i nostri frati, secondo l’insegnamento del fondatore, “ovunque, come persone che desiderano procurare la propria e l’altrui salvezza, si comportino onestamente e religiosamente, da uomini evangelici che, seguendo le orme del loro Salvatore, parlano con Dio o di Dio al prossimo” (Prime Costituzioni dell’Ordine).
Infatti, partecipi della missione degli Apostoli, ne seguiamo anche la vita nella forma concepita da S. Domenico. Tutte le note caratteristiche della nostra vita (vita comune, osservanza dei consigli evangelici, liturgia in comune, studio, osservanza regolare) non solo contribuiscono alla gloria di Dio e alla nostra santificazione, ma servono anche direttamente alla salvezza degli uomini, in quanto tutte insieme ci preparano e stimolano alla predicazione, a cui danno, e dalla quale a loro volta ricevono, vigore di vita.
Da questi elementi saldamente connessi tra loro, è costituita la vita propria dell’Ordine, cioè la vita apostolica nel suo significato integrale, in cui la predicazione e l’insegnamento devono sgorgare dall’abbondanza della contemplazione.
(Cfr. Costituzione fondamentale, n. 2, 4)


Vi domando, fratelli e sorelle, che cosa vi sembra più importante: la Parola di Dio, o il Corpo di Cristo? Se volete rispondere bene, dovete senza dubbio dire che la Parola di Dio non è da meno del Corpo di Cristo.


La minaccia peggiore per la libertà non consiste nel lasciarcela strappare – perché chi se l’è lasciata strappare, può sempre riconquistarla – ma nel disimparare ad amarla e nel non capirla più.

Il periodo delle vacanze estive è il momento adatto per dedicarsi alla lettura di quei libri che durante l’anno non si ha il tempo e la voglia di legge. Tendenzialmente sotto l’ombrellone o nel fresco delle nostre case con l’aria condizionata cominciamo la lettura di voluminosi romanzi dei generi più disparati, gialli, thriller, d’amore e così via. Quasi mai ci mettiamo ad aprire una pagina della Sacra Scrittura o di un qualche soggetto spirituale, pensiamo che non sono adatti per l’estate, che in questo periodo di caldo afoso sia meglio fare una pausa da tutto ciò che potrebbe farci riflettere un po’ di più.

Lc 10, 41-42: «Marta, Marta, tu ti preoccupi e ti agiti per molte cose, ma una sola è la cosa di cui c’è bisogno. Maria si è scelta la parte migliore, che non le sarà tolta».
Gesù è entrato in casa di Marta e Maria mentre è in viaggio. Ha così deciso di ritagliare un piccolo spazio del suo cammino al riposo. In questo momento di minore intensità apostolica, nostro Signore vive la felice presenza di due care e pie donne, Marta e Maria che non hanno finzioni nei suoi confronti e gli mostrano immediatamente tutto il loro amore.