
Signore, ci hai fatti per te e inquieto è il nostro cuore, finché non riposa in te.
L’Ordine dei frati predicatori, fondato da S. Domenico, “fin dalle sue origini è noto esser stato istituito in modo specifico per la predicazione e la salvezza delle anime”. Perciò i nostri frati, secondo l’insegnamento del fondatore, “ovunque, come persone che desiderano procurare la propria e l’altrui salvezza, si comportino onestamente e religiosamente, da uomini evangelici che, seguendo le orme del loro Salvatore, parlano con Dio o di Dio al prossimo” (Prime Costituzioni dell’Ordine).
Infatti, partecipi della missione degli Apostoli, ne seguiamo anche la vita nella forma concepita da S. Domenico. Tutte le note caratteristiche della nostra vita (vita comune, osservanza dei consigli evangelici, liturgia in comune, studio, osservanza regolare) non solo contribuiscono alla gloria di Dio e alla nostra santificazione, ma servono anche direttamente alla salvezza degli uomini, in quanto tutte insieme ci preparano e stimolano alla predicazione, a cui danno, e dalla quale a loro volta ricevono, vigore di vita.
Da questi elementi saldamente connessi tra loro, è costituita la vita propria dell’Ordine, cioè la vita apostolica nel suo significato integrale, in cui la predicazione e l’insegnamento devono sgorgare dall’abbondanza della contemplazione.
(Cfr. Costituzione fondamentale, n. 2, 4)
Ciò che rende la religione cattolica interessante sono i suoi segreti, le cose private e nascoste, quelle cose illuminate dalla luce soprannaturale. A prima vista queste cose segretie appaiono interessanti alla nostra curiosità. Quanti libri o film di un cosiddetto “cattolicesimo nascosto”, o di un presunto “Vaticano segreto” avete visto?

Vorrei partire da quello che può essere considerato una delle immagini-simbolo dell’Umanesimo classico e rinascimentale: il celebre disegno dell’Uomo vitruviano, esposto nelle Gallerie dell’Accademia di Venezia, e ora visibile da qualche anno anche su tutte le monete da 1 € coniate dall’Italia.


Liberami, o Signore,dalla pigrizia che ho e dalla paura che mi prende, dal comodo compromesso e dal facile disimpegno.


Insegnaci a dire dei “no” che abbiano il gusto di un “sì” e a non dire mai dei “sì” che abbiano il gusto di un “no”.