
Respira in me tu, Santo Spirito, perché siano santi i miei pensieri.
L’Ordine dei frati predicatori, fondato da S. Domenico, “fin dalle sue origini è noto esser stato istituito in modo specifico per la predicazione e la salvezza delle anime”. Perciò i nostri frati, secondo l’insegnamento del fondatore, “ovunque, come persone che desiderano procurare la propria e l’altrui salvezza, si comportino onestamente e religiosamente, da uomini evangelici che, seguendo le orme del loro Salvatore, parlano con Dio o di Dio al prossimo” (Prime Costituzioni dell’Ordine).
Infatti, partecipi della missione degli Apostoli, ne seguiamo anche la vita nella forma concepita da S. Domenico. Tutte le note caratteristiche della nostra vita (vita comune, osservanza dei consigli evangelici, liturgia in comune, studio, osservanza regolare) non solo contribuiscono alla gloria di Dio e alla nostra santificazione, ma servono anche direttamente alla salvezza degli uomini, in quanto tutte insieme ci preparano e stimolano alla predicazione, a cui danno, e dalla quale a loro volta ricevono, vigore di vita.
Da questi elementi saldamente connessi tra loro, è costituita la vita propria dell’Ordine, cioè la vita apostolica nel suo significato integrale, in cui la predicazione e l’insegnamento devono sgorgare dall’abbondanza della contemplazione.
(Cfr. Costituzione fondamentale, n. 2, 4)


Spirito di Dio, vieni ad aprire sull’infinito le porte del nostro spirito e del nostro cuore.

Molte sono le persone che venendo a Roma visitano la nostra basilica della Minerva e rimangono molto stupiti dallo scoprire che il corpo di Santa Caterina da Siena si trova qui, infatti in molti pensano che la santa sia sempre vissuta e morta nella sua bella città natale, Siena. Come ci viene testimoniato in modo unanime da tutte le fonti antiche Santa Caterina trascorse gli ultimi anni della sua vita a Roma. Infatti dopo il ritorno di papa Gregorio XI a Roma essa prese ad abitare in una casa “a due piani” in via di S. Chiara, casa questa quasi dirimpettaia del grande convento domenicano romano di S. Maria Sopra Minerva.


Fin dal risveglio Prima che gli affanni del giorno mi avvolgano, il mio pensiero si volge a te, mio Dio.


Signore Gesù Cristo, tu che hai potere sulla vita e sulla morte, tu che conosci i segreti più intimi, purificami dal male che io ho commesso nel segreto, sotto il tuo sguardo.


Se un uomo sogna da solo, il sogno rimane solo un sogno. Ma se molti uomini sognano la stessa cosa, il sogno diventa realtà.

Alla luce delle letture di venerdì 5 maggio (At 9,1-20 – Gv 6,52-59), appare evidente come San Paolo e Santa Caterina da Siena siano esempi della concreta possibilità di vivere consapevolmente, grazie all’aiuto altrui, a prescindere dai propri percorsi, le parole di Gesù: «Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna».
Paolo, infatti, si trova, sì, a camminare già, seguendo la via dei discepoli di Cristo, ma con l’intenzione di perseguitarli, quando «all’improvviso lo avvolse una luce dal cielo e, cadendo a terra, udì una voce che gli diceva: “Sàulo, Sàulo, perché mi perséguiti?”. Rispose: “Chi sei, o Signore?”. Ed egli: “Io sono Gesù, che tu perséguiti! Ma tu àlzati ed entra nella città e ti sarà detto ciò che devi fare”».