
Chiunque tu sia, che nel flusso di questo tempo ti accorgi che, più che camminare sulla terra, stai come ondeggiando tra burrasche e tempeste, non distogliere gli occhi dallo splendore di questa stella, se non vuoi essere sopraffatto dalla burrasca!
L’Ordine dei frati predicatori, fondato da S. Domenico, “fin dalle sue origini è noto esser stato istituito in modo specifico per la predicazione e la salvezza delle anime”. Perciò i nostri frati, secondo l’insegnamento del fondatore, “ovunque, come persone che desiderano procurare la propria e l’altrui salvezza, si comportino onestamente e religiosamente, da uomini evangelici che, seguendo le orme del loro Salvatore, parlano con Dio o di Dio al prossimo” (Prime Costituzioni dell’Ordine).
Infatti, partecipi della missione degli Apostoli, ne seguiamo anche la vita nella forma concepita da S. Domenico. Tutte le note caratteristiche della nostra vita (vita comune, osservanza dei consigli evangelici, liturgia in comune, studio, osservanza regolare) non solo contribuiscono alla gloria di Dio e alla nostra santificazione, ma servono anche direttamente alla salvezza degli uomini, in quanto tutte insieme ci preparano e stimolano alla predicazione, a cui danno, e dalla quale a loro volta ricevono, vigore di vita.
Da questi elementi saldamente connessi tra loro, è costituita la vita propria dell’Ordine, cioè la vita apostolica nel suo significato integrale, in cui la predicazione e l’insegnamento devono sgorgare dall’abbondanza della contemplazione.
(Cfr. Costituzione fondamentale, n. 2, 4)


Chiunque tu sia, che nel flusso di questo tempo ti accorgi che, più che camminare sulla terra, stai come ondeggiando tra burrasche e tempeste, non distogliere gli occhi dallo splendore di questa stella, se non vuoi essere sopraffatto dalla burrasca!

La grandezza dell’agire misericordioso di Dio e della virtù di misericordia che ogni persona è chiamata a praticare è ben espressa da san Tommaso nella Somma di teologia e nei suoi commenti biblici.
Tommaso invita a interrogarsi sulla misericordia divina a partire dall’esperienza umana di avere il cuore triste (miser) nel provare come nostra l’altrui miseria e di voler portarvi aiuto. È per amore del prossimo che percepiamo e sperimentiamo come nostra la sua povertà, la sua sofferenza e il suo bisogno.

Padre nostro invisibile che sei nei cieli sia santificato in noi il tuo Nome perché tu ci hai santificato attraverso il tuo Spirito Santo.

Ti ho cercato, o Signore della vita, e tu mi hai fatto il dono di trovarti: te io voglio amare, mio Dio. Perde la vita, chi non ama te: chi non vive per te, Signore, è niente e vive per il nulla.


Mandaci, o Dio, dei folli, quelli che si impegnano a fondo, che amano sinceramente, non a parole, e che veramente sanno sacrificarsi sino alla fine.

Una volta un re, convocò tutti i maghi, i sapienti e i sacerdoti del suo regno. Li minacciò dei castighi più terribili se non gli mostravano Dio.

I testi stampati o digitali sono la libertà, di parola e di pensiero. Non sarebbero diventati cenere nei roghi se non avessero avuto l’importanza che hanno.

La Chiesa da sempre, ha tenuto in grande considerazione il “ Cantore della fede “ , anche i Sommi Pontefici, nel corso dei secoli, lo hanno via via ricordato. Leone XIII, nel 1886, aveva istituito presso l’Istituto Leoniano dell’università dell’Apollinare ( poi Lateranense ) una cattedra dantesca. Benedetto XV, lo celebrò nell’enciclica “ In praeclara summorum “ il 30 – IV – 1921 nel centenario della morte.

In questo Anno della Misericordia che sta per concludersi, quanti e quanti discorsi abbiamo sentito su questa virtù! Troppo spesso, però, questi discorsi dimenticano il punto essenziale: spiegarci che cosa rende possibile la misericordia nella situazione attuale dell’uomo. Infatti, il Dio misericordioso che ci viene presentato assomiglia, più di una volta, a un bonaccione che perdona tutto a tutti senza distinzioni e, perfino, senza condizioni: passa la spugna e basta…

Ogni volta che entro nella chiesa di San Domenico di Fiesole e guardo l’altare, mi sorprende come abilmente l’artista vi abbia rappresentato l’essenza della nostra fede cristiana intrecciata indissolubilmente alla missione del nostro Ordine nella figura di quattro santi domenicani.