Author: administra

  • 22 aprile, Pistoia

    22 aprile, Pistoia

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    Convento san Domenico Pistoia

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    800 anni dalla fondazione dell’Ordine domenicano (1216-2016)

    PROGRAMMA DELLE INIZIATIVE – PRIMA CONFERENZA:

    Venerdì 22 aprile ore 18.00
    Alberto Coco – bibliotecario convento san Domenico
    Libri e predicazione: la storia della biblioteca di san Domenico

     

    Scarica il calendario con tutti gli appuntamenti giubilari nel nostro convento di S. Domenico in Pistoia, clicca qui!

  • Una vita nuova sempre più evidente

    Una vita nuova sempre più evidente

    Alcune donne di “buon mattino” vanno al sepolcro con gli aromi per imbalsamare il corpo di Gesù. Avevano seguito Gesù fino alla croce e sono andate al sepolcro ormai rassegnate per la fine di un sogno, solo per un ultimo atto di compassione. Con grande stupore trovano la pietra del sepolcro rimossa e all’interno non trovano il corpo di Gesù ma alcuni personaggi che dicono loro: “Perché cercate tra i morti colui che è vivo? Non è qui, è risuscitato”. Con queste semplici parole è annunciata la resurrezione di Gesù. Ma nella versione di Matteo e Marco l’annuncio della resurrezione è accompagnato anche da un mandato: “Andate e dite ai suoi discepoli … egli vi precede in Galilea, là lo vedrete”.

    Credere nella resurrezione di Cristo vuol dire allora essere testimoni di quell’evento, nei contesti della nostra vita quotidiana – di cui la Galilea è metafora – perché è lì che il Signore ci attende, è lì che lo possiamo incontrare, in tutte le situazioni in cui riusciamo a far rinascere la speranza.

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  • Ma perché tutto questo silenzio di Sabato?

    Ma perché tutto questo silenzio di Sabato?

    “Perchè oggi, che è Sabato Santo, dovrei fare silenzio?”. Solo il Padreterno sa quante volte mi sono fatto questa domanda! Dico davvero, non sapevo proprio rispondermi e forse neanche oggi lo so appieno… sì perché, sorpresa delle sorprese, dalla proposizione “sono un domenicano” non ne deriva automaticamente la risposta “ho tutte le risposte”… che trauma! Allora mi sono domandato che cosa mi lascia ammutolito nelle vicende della vita e, allo stesso tempo, per quale motivo la Chiesa faccia memoria anche del giorno in cui tutto il mondo tacque perché Cristo era ancora nel sepolcro, morto.

    Nella mia vita ci sono stati eventi che mi hanno lasciato muto, senza parole: eventi brutti ed eventi belli, difficoltà e gioie. Cercando di fare mente locale, mi accorgo che è l’inaspettato che mi lascia sempre a bocca aperta, in silenzio, muto. Certi avvenimenti mi lasciano spiazzato al punto da non saper cosa dire: a volte abbozzo delle risposte, rendendomi però conto che sarebbe stato meglio rimanere in silenzio perché davvero il silenzio “ha voce, il silenzio “parla”.

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  • 9 aprile, Pistoia

    9 aprile, Pistoia

    Incontro di studio promosso da
    Centro Espaces ‘Giorgio La Pira’ e Associazione Poiein-Lab

    SABATO 9 APRILE 2016
    c/o Convento san Domenico – Ingresso da via delle Logge 6

    espace mappa

    L’Islam in fermento

    9.30
    Introduzione
    Giovanni Capecchi (docente letteratura italiana – Università per stranieri di Perugia) Introduzione alla lettura di alcune pagine

    10.15
    Adel Jabbar (sociologo dei processi migratori – RES Trento) Area arabo-islamica: cambiamenti, conflitti e percorsi di riforma
    Tania Groppi (docente Istituzioni di diritto pubblico – Università di Siena) La Costituzione tunisina del 2014: un segno di speranza dalla sponda sud del Mediterraneo

    11.30 – Coffee Break
    11.45 – Discussione 
    13.00 – Pausa

    16.00
    Tavola rotonda – Tra Occidente e Oriente: un mondo interrelato, modera Giovanni Paci
    Pietro Giovannoni (docente storia – ISSR beato Ippolito Galantini Firenze) Guerre occidentali e situazione del Medio oriente: uno sguardo storico
    Sebastiano Nerozzi (docente storia dell’economia – Università di Palermo) Aspetti economici
    Maurizio Certini (pedagogista – direttore Centro internazionale studenti ‘Giorgio La Pira’ Firenze) Aspetti interculturali

  • “L’apertura della porta del Cielo”

    “L’apertura della porta del Cielo”

    Uno degli effetti della Passione di Cristo secondo 

    san Tommaso d’Aquino
    (S. Th. III, q. 49, a. 5)

    Nella questione 49 all’articolo 5 della III parte della Summa Theologiae, s. Tommaso illustra gli effetti della Passione di Cristo, proponendo così un approfondimento dell’efficacia della Passione per comprendere meglio la modalità in cui tale efficacia salvifica della Passione coinvolge i suoi beneficiari. Tommaso presenta gli effetti della Passione facendo ricorso a tre nozioni fondamentali: 1) la “liberazione” o “redenzione” dal peccato, dal demonio e dal castigo; 2) la “riconciliazione” con Dio; 3) l’ “l’apertura della porta del Cielo”.

    Cosa si intende per “apertura della porta del Cielo”? Già nel Commento alle Sentenze di Pietro Lombardo, s. Tommaso aveva affrontato il tema nella 18a distinzione, a proposito degli effetti della Passione di Cristo sull’umanità (efficacia universale della Passione):

    «Cristo, nell’adempiere la soddisfazione, ci aprì la porta. Ma adempì la soddisfazione con la Passione. Quindi, con la Passione ci meritò l’apertura della porta» (In III Sent., d. 18, a. 6, qc. 3, sc).

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  • S. Caterina nella Presentazione di Gesù Bambino al Tempio di Pier Dandini

    S. Caterina nella Presentazione di Gesù Bambino al Tempio di Pier Dandini

    Se c’è una persona esterna alla Santa Famiglia , che ha avuto il privilegio di prendere tra le braccia Gesù Bambino, quaranta giorni dopo la sua nascita, questi è certamente il vecchio profeta Simeone. Tanti Santi, ovviamente in visione, hanno avuto via via questo singolare privilegio. Mi viene in mente per esempio Santa Angela da Foligno (1248 – 1309) mentre era in estasi godeva di avere tra le sue braccia il Bambin Gesù e disse per noi queste parole: “Chi non mi avrà conosciuto da piccolo, non mi conoscerà da grande”. Santa Caterina ebbe questo celeste privilegio la notte di Natale del 1370. Le apparve la Beata Vergine Maria nella sua cella e le consegnò tra le sue braccia Gesù Bambino. Questo episodio è visibile nella cella della Santa, grazie al ciclo di affreschi del Franchi (1898). Caterina è innamoratissima del Divino Infante e lo contempla secondo i Vangeli dell’infanzia di Luca, nei suoi vari passaggi. Nel Dialogo della Divina Provvidenza al cap. 151 la Santa fa espressamente riferimento al presepe. “E se tu il vuogli vedere umiliato e in grande povertà, raguarda Dio essere fatto uomo, vestito della viltà de l’umanità vostra”.

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  • A scuola della misericordia

    A scuola della misericordia

    Quando nel Padre nostro chiedo al Signore di perdonarmi come io perdono gli altri, mi assale un senso di paura e di colpa, cui reagisco rovesciando la richiesta e supplicando il buon Dio che mi insegni a perdonare come lui mi perdona. Starei fresco se il Signore fosse misericordioso con me come io lo sono con gli altri! E allora facendo questa preghiera, mi ritrovo alla scuola della misericordia di Dio.

    Il perdono che ci ha creati

    In principio era la misericordia. Da essa siamo stati creati. La misericordia, infatti, è l’amore che va oltre la giustizia e il nostro venire alla vita è stato frutto di un amore in eccesso, non certo di un dato di giustizia. Dunque siamo stati creati da un gesto misericordioso, fatti da mani misericordiose, pensati da una mente misericordiosa. Siamo come impastati di misericordia: questa materia-prima ci costituisce come esseri chiamati alla vita da un perdono che ha preceduto anche il nostro errore e il pentimento.

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  • VOCAZIONALE: 28 – 30 giugno

    VOCAZIONALE: 28 – 30 giugno

    Fine settimana vocazionale con i frati domenicani

    progetto-arancio-800

    Scrivi a:
    Fra’ Simone Bellomo O.P
    .
    Convento Santa Maria del Rosario (Clicca qui)
    Via Germanico, 94 – 00192 Roma
    Cell: 338 21 11 567 – Email: frasimonebellomo@gmail.com 

    – Leggi anche le testimonianze vocazionali di alcuni frati –
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  • 18 marzo, Roma

    18 marzo, Roma

    Meditazione musicale presso la
    Basilica di S. Maria sopra Minerva

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    sette parole

  • Compimento della Legge

    Compimento della Legge

    – Commento a Matteo 5, 17- 19 e seguente –

    Gesù ci insegna prima di tutto che non si può essere cristiani escludendo a priori la legge e i profeti, insomma l’Antico Testamento. Lui è venuto non per abolire, ma per compiere, come dire che seguendo le sue orme anche noi dobbiamo compiere tutto non una parte di ciò che è scritto nel Sacro Testo. Pensiamoci bene: chi di noi, credenti segue e conosce come si conviene tutta la Parola di Dio? Noi cristiani “forse “ conosciamo a mala pena il Vangelo, forse! anzi no! “Avete inteso che fu detto, ma io vi dico…” Gesù non annuncia una nuova morale più esigente e impegnativa.

    

Queste, che sono tra le pagine più radicali del Vangelo, sono anche le più umane, perché qui ritroviamo la radice della vita buona. E Dio vide che era cosa buona. La bontà della natura, le più umane. Insomma la dimensione connaturale che ci rende con “facilità” ciò che dobbiamo essere sin dall’origine, cosa buona, umana perché immagini di Dio. Il discorso della montagna vuole condurci alla radice, lungo una doppia direttrice: la linea del cuore e la linea della persona. Il grande principio di Gesù è il ritorno al cuore, che è il laboratorio dove si forma ciò che poi uscirà fuori e prenderà figura di parola, gesto, atto. È necessario guarire il cuore, ferito dal peccato originale, per guarire la vita. Fu detto: non ucciderai; ma io vi dico: chiunque si adira, chiunque alimenta dentro di sé rabbie e rancori, è già omicida.

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