Author: administra

  • L’uomo: culla e riposo di Gesù

    L’uomo: culla e riposo di Gesù

    Dal Vangelo secondo Luca: I pastori furono presi da grande timore, ma l’angelo disse loro: «Non temete: ecco, vi annuncio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è Cristo Signore. Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, adagiato in una mangiatoia».

    Mi piacerebbe che ognuno di noi, almeno per qualche minuto, tornasse bambino.
    I bambini ci aiutano a riscoprire uno dei doni più grandi offerti dalla fede: la gioia dello stupore, uno stupore che conduce all’innamoramento verso Dio. Di fronte al mistero del Natale che andremo a vivere fra qualche giorno, davvero tutti dovremmo riprendere a stupirci … e a innamorarci profondamente. Almeno il 24 e 25 dicembre di ogni anno.

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  • Porte del cielo…

    Porte del cielo…

    Passare attraverso una porta senza forzarla, fisicamente o moralmente significa essere familiari col luogo dove si entra o da dove si esce.

    Un ladro che attraversa una porta, sia essa aperta o chiusa, forza una realtà che non è sua! Non è di casa! L’attraversare una porta, è quel cammino naturale, quella via comoda, accogliente, che ci permette di entrare nella nostra casa. E’ come quando si rientra da un lungo viaggio, e vedere la porta di casa è sentirsi già a casa. E aprire la porta è immergersi in profumi, luci, luoghi che ci sono familiari, dolci!

    Pensando a Maria, al Vangelo dell’Annunciazione, alla solennità dell’Immacolata, mi viene in mente la litania a lei dedicata: Maria, “porta del Cielo”.

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  • Che possiamo essere la voce che grida nel deserto!

    Che possiamo essere la voce che grida nel deserto!

    Lectio divina 
    sul Vangelo di domenica 6 dicembre
    Lc 3,1-6

    Studium:
    Uno degli aspetti del Vangelo di Luca è rappresentato dalle informazioni storiche. Le date e i luoghi che ci permettono di situare Gesù nella storia.

    In questo periodo descritto da Lc 3,1-2,: i giudei soffrono a causa dell’imperialismo romano, della corruzione dei loro capi, della mancanza di fede dei loro preti, della radicalizzazione politica del popolo che si divide in fazioni e in partiti politici inconciliabili tra loro. La situazione caotica nella quale il popolo si trova spinge a credere al compimento della promessa di Dio: Il Regno di Dio sta arrivando e la storia prenderà una nuova direzione. Per l’evangelista san Luca la venuta di Gesù tra gli uomini cambierà il corso della storia del mondo. Il cuore del testo di Lc 3, 1-2, è in effetti la Parola di Dio che Giovanni Battista annuncia. La sua predicazione suscita molta attenzione.

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  • Summa Vitae Fratrum – SUPPLEMENTUM

    Ma quale sarebbe la… “faccia da domenicano“?

  • La compassione in San Domenico

    La compassione in San Domenico

    In Compassione praecipuus” scrive il beato Giordano. San Domenico era insigne nella compassione. La compassione è l’espressione più pura ed elevata della Carità Cristiana che ci conforma al Signore: è misericordia. Questa virtù che mostra di avere in maniera eminente e singolare è coltivata nella preghiera e diventa la fonte, nel suo zelo Apostolico.

    Il beato Giordano mostra che la compassione in san Domenico aveva radici profonde nella sua famiglia: la beata Giovanna viene descritta come una donna piena di compassione verso gli infelici e gli afflitti. San Domenico era misericordioso quanto lei. Sant’Agostino, insegna che la compassione “non è altro che la partecipazione del nostro sentimento alla infelicità degli altri perché con essa, se ci è possibile, siamo spinti ad andare loro incontro” (De Civitate Dei, Libro nono, cap.5)”; essa spinge ad agire e questo è l’atteggiamento che più contraddistingue san Domenico ed è la base dove scaturisce la preghiera e il suo zelo per le anime: con il suo cuore buono amava tutti e come scrive il beato Giordano “poiché amava tutti da tutti era amato”.

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  • 20 Dicembre, Pistoia

    20 Dicembre, Pistoia

    evangelii-gaudium

    KOINONIA-APPUNTAMENTI 2015-16

    Convento S.Domenico – Pistoia (Info: Clicca qui)
    “Mandati a predicare il Vangelo”
    Nella linea della esortazione “Evangelii gaudium”

    – DOMENICA 20 DICEMBRE –
    Ore 10.00:  “La stoltezza della predicazione” (1Cor 1, 21)
    Valdo Pasqui ci introduce alla lettura del cap. 3 della Esortazione Evangeli Gaudium

    Ore 11.30: Celebrazione eucaristica
    Ore 12.45: Agape fraterna
    “Spezzando il pane nelle case, prendevano cibo con letizia e semplicità di cuore”
    Nello spirito di Atti 2,46, condivideremo quello che ciascuno metterà a disposizione degli altri

    Ore 14.30: “Casa di predicazione”
    La riforma della chiesa nel progetto di Domenico per ricordare insieme gli 800 anni
    dall’approvazione dell’Ordine dei Predicatori avvenuta il 22 dicembre 1216

    Link al sito di Koinonia: http://www.koinonia-online.it/Incontri.html

  • Il salto nel buio del vecchio Sherlock

    Il salto nel buio del vecchio Sherlock

    MR HOLMES E IL MISTERO DEL CASO IRRISOLTO (2015) Regia: B. Condon. Interpeti: Ian McKellen, M. Parker, L. Linney, H. Morahan, P. Kennedy

    Tratto dal romanzo Un impercettibile trucco della mente di M. Cullin, Mr Holmes e il mistero del caso irrisolto è un buon film diretto e sceneggiato da Bill Condon, già noto per aver girato The Twilight Saga parte 1 e 2. Bravissimo nella parte di un anziano Sherlock Holmes, Ian Mckellen, che tutti ricorderanno nella parte del mago Gandalf ne Il Signore degli Anelli. La colonna sonora è affidata a  Carter Bruwell.

    La storia prende avvio nel 1947 quando un ormai anziano Holmes (I. Mckellen), ormai in pensione e abbandonato anche dal fido Watson, si ritira in campagna insieme alla governante al suo piccolo figlio, Roger (M. Parker), ad allevare api. L’infallibile detective stringe ben presto amicizia col piccolo Roger che lo porterà a tornare indietro nel tempo e ricordare eventi della sua esistenza tra cui un mistero misterioso che sembra essergli sfuggito…

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  • Dicembre 2015: lavori ancora in corso

    Dicembre 2015: lavori ancora in corso

    Oggi è il primo dicembre ed entriamo ufficialmente in quest’ultimo mese dell’anno solare. Abbiamo varcato una soglia stando bene attenti, qualora fossimo stati superstiziosi, di non colpire lo stipite come nell’antica cultura cinese. Entriamo nell’ultima stanza del piano 2015° dell’edificio chiamato “uomo”. In questa stanza soggiorneremo per 31 giorni, vivremo esperienze nuove ma soprattutto rivivremo nella nostra memoria tutto quello che è accaduto durante l’anno sia all’interno che all’esterno del nostro edificio personale.

    Volenti o nolenti ciò che è stato costruito o abbattuto rimarrà come un segno indelebile. Alcuni di noi avranno ben edificato con mattoni, pietre e cemento armato e rifinito il tutto con ciò che meglio corrisponde al proprio essere, dal minimal chic all’estrema “pacchianeria” del tycoon. Altri di noi invece avranno con fatica e lentezza innalzato solo le mura dando un pò di intonaco alle pareti, arredando il tutto con il minimo indispensabile.

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