I manoscritti di Qumran, almeno per nome, sono conosciuti, dal grande pubblico, e molti di noi ne hanno potuto sentire parlare, magari anche durante una predicazione. Ma cosa sono? Cosa contengono? Perché sono così importanti? Cosa dobbiamo sapere a riguardo? Se lo studio di questi manoscritti è appannaggio degli specialisti, innumerevoli sono le divulgazioni che sfruttano il loro rocambolesco ritrovamento e gli altri “ingredienti” della storia, degni delle migliori sceneggiature d’azione. Purtroppo, molto frequenti sono le manipolazioni che un pubblico non informato fatica a riconoscere. Quanti libri, documentari, e articoli presentano i manoscritti di Qumran come vere e proprie mine che sconvolgono i fondamenti della fede cattolica!
Author: administra
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C’era una volta la novena di Natale
C’era una volta la novena di Natale…
Raccontare di quando in questi giorni
sotto le volte delle nostre chiese, accompagnate dalle note dell’organo,
riecheggiava l’antico responsorio delle profezie:
“Regem venturum Dominum, venite adoremus”.C’era una volta la novena di Natale…
Quando le liturgie popolari trasmettevano il verso senso delle Ferie privilegiate d’ Avvento:
un tempo più stringente di preghiere e di adorazione perché il Signore sta per venire.
Raccontare di quei stupendi giorni e sere in cui si facevano in chiesa gli ultimi ritocchi al presepe,
con le luci che creavano l’alternanza tra il giorno e la notte, la fontana e il fuoco. -

Una visita di carattere e virtù
Lectio divina sul
Vangelo di domenica 20 dicembreMaria, che in quel momento era già incinta di Gesù, si decide a mettersi in viaggio da Nazareth verso una regione montuosa della Giudea per far visita a sua cugina Elisabetta, anch’ella in attesa di Giovanni il Battista. Il viaggio copriva una distanza notevole, tenuto conto del terreno, degli improvvisi cambiamenti delle condizioni metereologiche , del pericolo di ladri e briganti lungo il tragitto, del bisogno di scorte sufficienti di cibo per affrontare il percorso.
Nonostante i pericoli del viaggio, Maria insieme a Giuseppe, si affretta a raggiungere Elisabetta e si trattiene perfino con lei per un lungo periodo, per aiutarla nelle faccende domestiche. Tuttavia, non è solo la condizione di Elisabetta a motivare Maria a rendersi disponibile, ma sono il suo carattere e la sua virtù che la rendono pronta a mettersi al servizio di sua cugina. La visita di Maria a Elisabetta, si mostra come gesto di carattere e virtù.
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I voti religiosi – Frati Domenicani
Ma sono davvero necessari e belli questi tre voti di obbedienza, castità e povertà?
Proviamo a dirvi cosa ne pensiamo e come noi li viviamo, nella massima semplicitàGuarda gli altri video: http://www.dominicanes.it/i-media/i-nostri-video.html
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Una serata di fraternità domenicana
Pubblichiamo le testimonianze di fr. Saverio e di fr. Domenico, studenti rispettivamente delle province di Nostra Signora del S. Rosario e Romana di S. Caterina da Siena, che condividono con noi i loro sentimenti a seguito di un incontro fraterno fra gli studenti delle due Province avvenuto nel convento di S. Maria sopra Minerva qualche giorno fa.
Noi studenti della Provincia del Santo Rosario, che abbiamo la fortuna di vivere nella casa della Santissima Trinità degli Spagnoli a Roma, e quelli della Provincia Romana di Santa Caterina residenti nel Convento di Santa Maria sopra Minerva, ci siamo incontrati per trascorrere una bellissima serata insieme.
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Il tango spirituale del provincial Bergoglio
Chiamatemi Francesco – Il papa della gente (2015)
Regia: D. Luchetti. Interpreti: R. De la Serna, S. Hernández, M. Santa Ana, J. A. Egido.
Daniele Luchetti, che tutti probabilmente ricordiamo per I Piccoli Maestri e soprattutto per Il Portaborse, prova a dirigere la storia del giovane papa Francesco. Nella parte del giovane pontefice troviamo Rodrigo De La Serna, già visto in I Diari della motocicletta, nei panni del Bergoglio anziano invece Sergio Hernández. Il film delinea la vicenda dell’allora padre, poi provinciale dei gesuiti, Jorge Mario Bergoglio, a partire dalla gioventù fino alla sua elezione come capo della Chiesa Cattolica. Luchetti costruisce la storia di un caparbio religioso con massiccio uso della camera a mano, con molti piani sequenza e altrettanti scavalcamenti di campo. Forse la non schematicità del montaggio è voluta per richiamare la non schematicità che si potrebbe attribuire al personaggio Bergoglio.
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Criticità educative e predicazione
Ho da pochi mesi concluso il mandato come Assistente Ecclesiastico Generale dell’Agesci (Associazione Guide e Scout Cattolici Italiani), assegnatomi dal Consiglio Permanente della CEI. Quattro anni di fruttuosa esperienza di predicazione del Vangelo, che vorrei sintetizzare. L’Agesci raccoglie nelle sue file 180.000 fra bambini/e, ragazzi/e e giovani in formazione e adulti educatori, a cui si aggiunge un multiforme contorno di famiglie e simpatizzanti. Insomma un variegato spaccato di un grande gruppo sociale italiano. Ci sarebbe tanto da aggiungere, ma non è dato farlo in questo breve spazio, che vorrei invece utilizzare per riflettere con voi su uno specifico aspetto. L’Agesci è un’Associazione educativa che, come noto, si rifà al metodo di Lord Baden Powell o Gilwell. Essa è ben lontana dalla pretesa di rappresentare una scuola pedagogica, ma pone tutta la sua attenzione all’aspetto antropologico della persona.
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La misericordia della gioia e la gioia della misericordia
Lectio Divina sul Vangelo
di Domenica 13 dicembre
Studio:
Nel terzo capitolo del Vangelo di Luca, Giovanni Battista appare come “la voce di uno che grida nel deserto” (3,4). In concreto ciò che ci presenta è “la via del Signore” (3,4) non solo nella sua predicazione, ma anche nella storia della salvezza, che è il sentiero che unisce direttamente l’Antico al Nuovo Testamento.Il terzo capitolo inizia con l’ambientazione storica della predicazione di Giovanni: “nell’anno decimo quinto del regno di Cesare Tiberio (3,1), all’interno del territorio di Ponzio Pilato e del Tetrarca Erode. Il capitolo termina con la genealogia lucana, che parte da Gesù, rivelato al momento del Battesimo come “il figlio diletto” (3,22) e risale all’ indietro fino ad Adamo, “figlio di Dio”(3,38).
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Vitae fratrum – La vita in comune
“Come ci insegna la Regola, il motivo per cui anzitutto ci siamo riuniti è quello di vivere insieme in piena concordia e di avere un’anima sola e un cuor solo in Dio”
“Il carattere unanime della nostra vita, radicata nell’amore di Dio, deve costituire un esempio di quell’universale riconciliazione in Cristo che predichiamo con la parola”
(Libro delle Costituzioni e delle Ordinazioni dei frati dell’Ordine dei predicatori)

