Author: administra

  • Bisogna fermare l’aggressore ingiusto!

    Bisogna fermare l’aggressore ingiusto!

    suora

    Le nostre suore domenicane in Iraq ci informano attraverso una lettera sincera e franca sulla situazione che stanno vivendo nella loro terra da quando l’ISIS ha iniziato la sua scalata di terrore e morte. L’aggressore ingiusto va fermato, diceva il papa durante il volo di ritorno dal suo viaggio in Corea del Sud. Una sola nazione non può giudicare come si ferma un aggressore ingiusto, dopo la seconda guerra mondiale c’è stata l’idea delle Nazioni Unite e là si deve discutere e dire “c’è un aggressore ingiusto, sembra di si, come lo fermiamo?
    Eppure, dicono le nostre suore “noi non possiamo fidarci del governo centrale che sta cercando di formare un nuovo consiglio e che è incapace di difendere le minoranze. Inoltre sembra che non sia stata presa nessuna azione seria contro l’ISIS da parte della comunità internazionale. La gente non crede più a niente: né al governo, né alla protezione curda, ne alla Chiesa, e neanche alle forze internazionali.” Noi vogliamo continuare a non tacere.

    Qui di seguito vi riportiamo la traduzione del testo della lettera delle nostre suore per intero.

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  • E io ti dico: tu sei Pietro

    E io ti dico: tu sei Pietro

    PERUGINO-1482

    Nel Vangelo di domenica scorsa, (XXI del Tempo Ordinario)  Gesù pone due domande che nella loro semplicità rimangono di un’estrema attualità: «la gente chi dice che io sia?» è la prima domanda. « E voi, chi dite che io sia? ».

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  • Sono case anche nostre!

    Sono case anche nostre!

    sonocaseanchenostreQuelle case marchiate con la lettera araba “nun”, l’iniziale di Nassarah, parola araba per indicare i “cristiani” sono anche case nostre. Sono le case dei cristiani che da un giorno all’altro hanno lasciato tutto per scappare sotto la minaccia di un gruppo islamico che si è autoproclamato stato.

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  • Nicola Paglia

    Nicola Paglia

    nicola-pagliaNicola di Giovinazzo (Nicolaus de Iuvenatio, de Palea), beato, nacque a Giovinazzo (Bari) alla fine del XII secolo da una famiglia nobile locale.  L’appartenenza al casato dei Paglia, non attestata dalla documentazione coeva, è sostenuta dagli storiografi domenicani di età moderna.

    Tuttavia, alla fine del XVII secolo lo scrittore erudito Antonio Lupis di Molfetta, in una lettera ad Antonio Paglia di Giovinazzo, negò l’appartenenza del beato al casato dei Paglia rivendicandola al proprio, sulla scorta di quanto asserito dal suo antenato Bisanzio Lupis, autore delleCronache di Giovinazzo, pubblicate poi nel 1880 dallo storico locale Giuseppe De Ninno (Lupis, 1687, pp. 316-318).

    È stata dimostrata altresì l’infondatezza dell’identificazione di Nicola con l’omonimo Nicola di Giovinazzo, attivo invece nella seconda metà del XIII secolo, il «sapiente cristiano» (probabilmente esponente dello Studium di Napoli alla fine degli anni Cinquanta), collaboratore di rabbi Mosè da Salerno per il commento alla Guida dei perplessi di Mosè Maimonide (Rigo, 1999, pp. 61-146).

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  • Salve, Regina!

    Diego Velázquez 012 Copia

    Fin dalle proprie origini, l’Ordine domenicano ha sempre lodato e invocato ogni sera la Madre di Dio con la famosa antifona gregoriana “Salve Regina”, riconoscendola a tutti gli effetti come la propria domina.

    Quello dei predicatori, infatti, è un Ordine felicemente inserito nel cuore della Chiesa (In medio Ecclesiae, amavano dire gli antichi) la quale oggi, 22 agosto, festeggia Maria con il titolo di Regina

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  • Saluto del Priore Provinciale

    Saluto del Priore Provinciale

    Aldo-TarquiniCari confratelli e amici, vi saluto e vi do il benvenuto nel nuovo sito della Provincia Romana di S. Caterina da Siena, dei Frati dell’Ordine dei Predicatori. Considerando l’importanza che ha la comunicazione per il nostro Ordine, l’ultimo Capitolo provinciale ha rivolto ai frati questa raccomandazione: “La nostra predicazione, oltre alle forme tradizionali, sia sempre più aperta all’uso delle odierne forme di comunicazione, approfittando delle potenzialità che offre il nuovo continente Internet”.

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  • Votati alla missione

    Votati alla missione

    votati-missioneNella società dell’ “oggi”, quando la nostra parola probabilmente non ha più il peso che aveva tempo addietro, dove non si osa più impegnarsi per tutta la vita, con la paura di non sapere dove le nostre promesse potrebbero condurci nel futuro, come possiamo noi religiosi pronunciare i nostri voti, il SI per tutta la vita?

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  • I Frati Domenicani: al servizio della Chiesa

    I Frati Domenicani secondo il progetto di S. Domenico sono da sempre “in medio Ecclesiae”, nel cuore della Chiesa, cioè a fianco del santo popolo di Dio, per servirlo e sostenerlo nel cammino verso la santità. Questo video è stato prodotto dai frati della provincia S. Giuseppe (USA) ed è interamente sottotitolato in italiano.

  • Questa è la notte gloriosa!

    Veglia pasquale 2014 – Santa Maria sopra Minerva

    Questa è la notte gloriosa che ricongiunge la terra al cielo e l’uomo al suo creatore!

    E’ la notte in cui ripetiamo più volte l’esultanza del coro degli angeli e di tutta l’assemblea celeste! La lontananza dell’uomo dal suo creatore non c’è più. Le lacrime non vincono più. Il dolore non vince più. Lo smarrimento non vince più. La morte non vince più. Il male non vince più! Gesù dopo aver pianto, sofferto, vissuto lo smarrimento, è risorto! Il cielo, il coro degli angeli, i santi, la vergine Maria sono nell’esplosione di gioia perché l’uomo, creato ad immagine di Dio, riceve il dono della risurrezione! Questa realtà è di una tenerezza e di una profondità d’amore senza limiti! Dio, e tutta la corte celeste che fa festa perché con la risurrezione di Gesù ora possiamo ridire con fierezza: sono ad immagine e somiglianza di DIO!

    Erravo nel deserto del peccato, della mia profonda solitudine dovuta alla mia lontananza da Dio ed è Dio stesso che per pura gratuità ci riporta ad essere suoi figli. Questo crea gioia, gioia in cielo e gioia sulla terra.

    L’espressione di questa gioia la possiamo ritrovare attraverso quattro parole che rappresentano i quattro momenti di questa solenne veglia pasquale: Luce, Parola, Battesimo, Eucaristia.

    Sono quattro parole che ci parlano della gioia della Resurrezione!

    Luce. La gioia della resurrezione, la esprimiamo con la benedizione del fuoco e con l’accensione del cero pasquale. Questo cero arde durante tutto il periodo pasquale, ma anche ad ogni battesimo e ad ogni celebrazione di funerale! La luce è segno di speranza, e questa luce è Cristo! Questo cero rappresenta Cristo nostra luce, Cristo che ci illumina, Cristo che ci guida, Cristo che ci scalda, Cristo che infiamma i nostri cuori tiepidi e ci spinge a cercare sempre di più Dio! Questa luce è lì per aiutarci ad uscire dalle nostre tenebre, per ricordarci che non c’è tenebra che non possa essere spezzata dalla luce del cero pasquale, di Gesù risorto! Questa luce è fra noi per farci assaporare quanto è triste rimanere nelle tenebre delle nostre chiusure e quanta gioia c’è a lasciarsi illuminare da LUI! Ma quante volte preferiamo le tenebre del nostro stare comodi e lontani da Dio?

    Dopo la liturgia del fuoco abbiamo sentito la Parola di Dio! Dio ci parla dalla creazione. Ha parlato ad Adamo ed Eva, a Mosè, a tutti i patriarchi, ai profeti.

    Ha parlato attraverso dei segni forti: Un roveto che arde, un mare che si apre, una nube che li guida, una voce che viene come da una montagna che tuona, ha parlato lui stesso che si fa uomo. Il Vangelo è la buona novella, la gioia dell’annuncio che Dio non ci ha abbandonato e non ci abbandona mai. Se c’è qualcosa da abbandonare, questo è il sepolcro vuoto. E le donne lo fanno. Abbandonano il sepolcro in fretta e con timore e gioia corrono per annunciare! Ecco la parola di gioia: rispondere ad una chiamata di Dio per annunciare il nostro incontro con LUI!

    I chiamati di Gesù non avevano nulla di speciale: erano pescatori, peccatori pubblici, esattori delle tasse, persone ai margini! La Parola di Gesù diventa gioia nella loro vita e loro ora corrono per annunciarla!

    E noi? Ascoltiamo la sua Parola? E se ci è stata data la grazia di riceverla, la stiamo annunciando oppure siamo ancora presso la toma vuota della nostra paura?

    Il terzo momento di questa veglia che seguirà fra un po’ è il rinnovo del nostro Battesimo. Battesimo è la terza parola di stanotte. Col Battesimo i frutti della risurrezione entrano nella nostra vita! Divento erede speciale dei benefici di questa santa notte di Pasqua e il vero beneficio è quello di essere chiamato e soprattutto aiutato a vivere da risorto! Il battesimo imprime in me un segno che mi abilita a chiedere a Dio l’aiuto che un figlio chiede.

    Cosa ne faccio del mio battesimo? Mi sento veramente figlio, sento di essere segnato per sempre ad essere un uomo che deve crescere nella somiglianza a Dio? Nella santità? La gioia pasquale è la gioia di chi, attraverso il Battesimo, riceve la promessa di Dio che non sarà mai abbandonato nel suo cammino di santità. Forse messo alla prova, ma mai abbandonato.

    L’ultima parola che esprime la gioia di stasera è eucaristia! Questa veglia culmina sull’altare! In questi giorni abbiamo visto il nostro altare spogliarsi di ogni bellezza! Non aveva tovaglie, fiori, candele, nulla! Stanotte accoglie Gesù risorto che si dona per noi! Sull’altare celebriamo la Pasqua, Gesù che si offre per noi, che si dona per noi, che muore per risorgere! Il suo morire per risorgere nutre e incoraggia ogni nostro desiderio di bene, e stimola i nostri desideri di bene! Ogni eucaristia che celebriamo è un rivivere la Pasqua. La grandezza di Dio che si dona per noi si dilata nel tempo e ci tocca attraverso l’eucaristia, cambiandoci! Accostiamoci all’eucaristia con rispetto certamente, ma soprattutto con una grande fiducia! E’ Dio che viene a me, ed è un Dio gioioso che viene a me! Lui è la gioia! Lasciamoci avvolgere nell’eucaristia da questa gioia!

    Luce, Parola di Dio, Battesimo, Eucaristia, ecco le grazie di stanotte! Non siamo qui a chiederle, perché Dio ce le sta già donando, siamo qui per accoglierle. Lasciamo che questi doni rinfranchino e risveglino nell’intimità del nostro cuore la gioia di essere figli di Dio, figli per i quali Dio si fa uomo, cammina con noi, soffre con noi, muore con noi, e risorge per noi! Amen

    fr. Gian Matteo Serra
    Convento S. Maria sopra Minerva, Roma

  • E’ così che finisce tutto?

    E’ il giorno in cui la Chiesa sosta presso il sepolcro del suo Signore, in silenzio adorante per il dramma della violenza che si è abbattuta sul solo Giusto. Ma quali sono i sentimenti che in questo giorno prendono dimora nel cuore di ciascuno di noi? E’ il sentimento di chi pensa che tutto sia finito, che i germi di speranza che ha fatto fiorire nel cuore di tanti suoi contemporanei, tra cui i discepoli di Emmaus, siano stati devitalizzati dal dramma realizzatosi sul Golgota? E’ il sentimento dello smarrimento e della paura che ha fatto disperdere il gruppo dei suoi discepoli nonostante che avessero “conosciuto” la vita quotidiana del Maestro più da vicino e fossero stati informati sulla necessità di seguirlo sul sentiero della Croce?

    Oppure è il sentimento di Maria di Magdala e delle altre donne che lo hanno seguito fino ai piedi della Croce? Il loro cuore, pur ferito dallo scandalo della crocifissione, palpita di trepida speranza per la fede che ancora pongono sulla promessa di Gesù:

    “Il Figlio dell’uomo viene consegnato nelle mani degli uomini e lo uccideranno; ma, una volta ucciso, dopo tre giorni risorgerà” (Mc. 9,31). Il loro correre al sepolcro, al sorgere dell’alba il primo giorno della settimana, è reso più spedito da questa speranza che coltivano nel loro cuore. Allora questo è il sentimento che ci dovrebbe accompagnare in questo giorno di silenzio e di adorazione.

    fr. Daniele Cara,
    Convento S. Maria Novella, Firenze