Author: administra

  • Sta scritto…

    Gen 2, 7-9; 3, 1-7   Sal 50  Rm 5, 12-19   Mt 4, 1-11
     

    Nella prima domenica di quaresima la liturgia ci propone sempre le tentazioni di Gesù. Esse mostrano al cristiano, che di Cristo è seguace e conforme, come vincere le seduzioni del male alle quali formalmente ha rinunciato con il Battesimo.  Essere battezzati richiede un rinnovamento continuo per tutta la vita. Fin tanto che ci viene donato il “tempo” dobbiamo annegare la nostra volontà incline al fascino del male. Il Signore ci fa capire che insieme ai mezzi tradizionali: digiuno – mortificazione, preghiera ed elemosina, deve esserci l’attenzione alla Sacra Scrittura. Sta scritto…  , questa è la risposta che Gesù ci insegna con il suo esempio. Sta scritto…

    Nella quaresima siamo invitati a nutrirci in abbondanza di “ogni Parola che esce dalla bocca di Dio” e non solo di pane, al quale col digiuno, si pò rinunciare per il bene dei nostri fratelli.

    Tutti siamo chiamati ad impegnarci nello scrutare e studiare le Sacre scritture, per una contemplazione amorosa, che porti frutti di santificazione. Ci accompagni la Vergine Maria che ha compiuto, pur partecipando in modo singolare al mistero di Cristo, il pellegrinaggio della fede che trova l’apice nel venerdì santo, pur restando sempre aperta alla luce della Risurrezione.
     

    fr. Antonio Cocolicchio
    Convento S. Maria sopra Minerva, Roma

  • Il Cristo medico delle anime e dei corpi

    Is 58,9b-14 – Sal 85 (86) – Lc 5,27-32

    «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati; io non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori perché si convertano». (Lc 5,31-32).

    Con queste ultime parole si conclude il passo evangelico che oggi la Liturgia ci offre. E’ una frase ad effetto, che sconvolge! Gesù in questa breve frase compendia tutto il Mistero Divino, il Progetto d’amore che Egli ha per noi. Oggi come allora noi ci riteniamo giusti e retti e non bisognosi delle carezze del Signore ed inorridiamo di fronte a coloro sui quali il Signore opera un cambiamento, ovvero ci scandalizziamo dei pubblicani del nostro tempo che tutto d’un tratto si alzano “dal banco delle imposte” di una vita senza Grazia e cominciano a vivere col Signore.

    La Chiesa ascoltando l’invito di Cristo Medico delle anime e dei corpi ci invita in questo periodo a rivivere con Gesù il Deserto, a sperimentare la Sua mano misericordiosa ed in particolar modo ad ascoltarlo mentre ci chiama non alla morte ma alla vita. Affidiamoci con umiltà a Lui e confidiamo nelle medicine che ci somministra (in particolar modo i Sacramenti) perché chi accoglie Cristo nell’interno della sua casa, vien saziato dalle gioie più straordinarie (S. Ambrogio), gioie queste che giorno dopo giorno possiamo ottenere! … Il tutto sta nel sollevarsi e seguire il solo Medico che davvero conosce le nostre malattie, malattie di cui Lui solo è il farmaco.
     

    fr. Manuel Russo
    Studente al convento di S. Domenico in Bologna

  • Siti consigliati

    Siti consigliati

    siti

    • Ordo Praedicatorum: sito internazionale dell’Ordine dei Predicatori
    • Provincia San Domenico in Italia (Domenicani del nord-Italia)
    • Provincia San Tommaso d’Aquino in Italia (Domenicani del sud-Italia)
    • Laici domenicani della Provincia Romana
      • www.laicidomenicani.com
    • Gioventù Domenicana
    • Pontificia Università San Tommaso d’Aquino (Angelicum)
    • Ecole biblique et archologique francaise de Jerusalem
    • Domuni: Università Domenicana Internazionale
  • Domenico di Guzman

    Domenico di Guzman

    phoca thumb l arte 865Domenico nacque nel 1170 a Caleruega, un villaggio montano della Vecchia Castiglia (Spagna) da Felice di Guzmán e da Giovanna d’Aza.

    A 15 anni passò a Palencia per frequentare i corsi regolari (arti liberali e teologia) nelle celebri scuole di quella città. Qui viene a contatto con le miserie causate dalle continue guerre e dalla carestia: molta gente muore di fame e nessuno si muove! Allora vende le suppellettili della propria stanza e le preziose pergamene per costituire un fondo per i poveri. A chi gli esprime stupore per quel gesto risponde: “Come posso studiare su pelli morte, mentre tanti miei fratelli muoiono di fame?”

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  • Il Rosario Perpetuo: cos’è?

    Il Rosario Perpetuo: cos’è?

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    La Preghiera! E’ questo essenzialmente la finalità della nostra Associazione del Rosario Perpetuo perché, di sua natura, è fondata sulla preghiera. L’Associazione è “un movimento apostolico laicale di preghiera” e più specificamente di preghiera con il santo Rosario. Essa è stata fondata, infatti, per dare una perpetua lode alla Madre di Dio con la recita del Rosario che Lei stessa ha ispirato e che più volte ha significato di gradire , ma nello stesso tempo, la nostra Associazione, è stata fondata per invocare Maria affinché ci ottenga dal Signore le grazie necessarie per il mondo, per i nostri cari vivi e defunti e per ognuno di noi.

    Per realizzare questo intento l’Associazione del Rosario Perpetuo organizza gli iscritti in modo tale che in ogni ora del giorno e della notte ve ne sia un certo numero che, con il Rosario, preghi la Vergine a nome di tutti gli altri iscritti per i motivi suddetti. Un’ora in più di preghiera, da parte di ogni iscritto, quale segno di amore filiale verso la Vergine Santa.

    Il “Rosario Perpetuo” non promuove particolari opere sociali o caritative, non perché le disprezzi o le creda inutili, ma, proprio per assicurare la riuscita di quelle già esistenti, è convinto che alla base di quelle “opere” deve esserci la preghiera perché più sicuramente raggiungano il loro scopo. Il “benessere materiale” si è spesso trasformato in “malessere spirituale” e … non solo spirituale. Ogni nostra fatica, senza la preghiera, sarebbe inutile. C’è un salmo, che dice: “Se il Signore non costruisce la casa, invano vi faticano i costruttori …”

    La nostra Associazione, da parte sua incrementa la preghiera, riunendo insieme le persone che credono nel suo valore, e lo fa nel silenzio, senza pubblicità: l’immagine che presenta di se stessa è quella delle “acque sotterranee” che, pur invisibili, bonificano il terreno che reso fecondo produce abbondanti i suoi frutti . Sia proprio rugiada benefica, per i nostri cari e per tanti bisognosi, quale squisita ed efficace carità nostra per loro, anche il nostro Rosario e specialmente “l’Ora di Guardia in comune”. L’Ora di Guardia è la recita comunitaria o personale del Rosario che facciamo per più di un’ora: essa trae il nome del primo mistero doloroso nel quale Gesù “rimprovera” gli Apostoli prediletti “perché non erano stati capaci di vegliare “un’ora sola” con Lui”. Noi dell’Associazione del Rosario Perpetuo, sotto l’ispirazione della Madonna e guidati da Lei, vogliamo “corrispondere” a quell’Ora chiesta da Gesù. Al termine della nostra Ora, saranno altri a iniziare la loro Ora e così per tutto il mese, per poi rispondere nuovamente, con la corona in mano, il mese successivo.

    Fonte: Il Rosario Perpetuo

  • Conventi

     

    comunità frati

     

    Come ci insegna la Regola, il motivo per cui anzitutto ci siamo riuniti è quello di vivere insieme in piena concordia e di avere un’anima sola e un cuor solo in Dio. Questa unione, oltrepassando i confini del convento, raggiunge la sua pienezza nella comunione con la provincia e con tutto l’Ordine. Come nella Chiesa degli Apostoli, anche la nostra comunione ha le sue fondamenta, trova il suo sviluppo e la sua stabilità nello stesso Spirito: in Lui riceviamo il Verbo di Dio Padre con la stessa unica fede, lo contempliamo con lo stesso unico amore e lo lodiamo con una stessa unica voce; in Lui formiamo un solo corpo nutrendoci dello stesso unico Pane; in Lui, infine, abbiamo tutto in comune e siamo destinati a una medesima opera di evangelizzazione.

     (LCO cap 1, n. 2-3)

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  • San Pietro da Verona

    San Pietro da Verona

    Foto-Pietro-da-VeronaPietro nacque a Verona alla fine del sec. XII in una famiglia eretica, ma già ragazzino si oppose ai suoi parenti. Continuò gli studi all’Università di Bologna dove poi entrò nell’Ordine Domenicano, quando s. Domenico era ancora in vita. Notizie storiche lo citano come grande partecipe nella fondazione delle Società della Fede e delle Confraternite Mariane a Milano, Firenze ed a Perugia; queste istituzioni a difesa della dottrina cristiana sorsero poi presso molti conventi domenicani; questo fra il 1232 e 1234.

    Dal 1236 lo si incontra in tutte le città centro-settentrionali d’Italia come grande predicatore contro l’eresia catara, ma Milano fu il campo principale del suo apostolato, le sue prediche e le sue pubbliche dispute con gli eretici, erano accompagnate da miracoli e profezie così molti ritornavano alla vera fede del Vangelo. 

    Il papa Innocenzo IV nel 1251 lo nominò inquisitore per le città di Milano e Como. La lotta fu dura perché l’eresia era molto diffusa e nella domenica delle Palme 24 marzo 1252, durante una predica, egli predisse la sua morte per mano degli eretici che tramavano contro di lui, assicurando i fedeli che li avrebbe combattuto più da morto che da vivo.

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  • Caterina da Siena

    Caterina da Siena

    Foto-Santa-Caterina-da-SienaQuando si pensa a santa Caterina da Siena vengono in mente tre aspetti di questa mistica nella quale sono stati stravolti i piani naturali: la sua totale appartenenza a Cristo, la sapienza infusa, il suo coraggio. I due simboli che caratterizzano l’iconografia cateriniana sono il libro e il giglio, che rappresentano rispettivamente la dottrina e la purezza. L’insistenza dell’iconografia antica sui simboli dottrinali e soprattutto il capolavoro de Il Dialogo della Divina Provvidenza (ovvero Libro della Divina Dottrina), l’eccezionale Epistolario e la raccolta delle Preghiere sono stati decisivi per la proclamazione a Dottore della Chiesa di santa Caterina, avvenuta il 4 ottobre 1970 per volere di Paolo VI (1897-1978), sette giorni dopo quella di santa Teresa d’ Avila (1515–1582). Caterina (dal greco: donna pura) vive in un momento storico e in una terra, la Toscana, di intraprendente ricchezza spirituale e culturale, la cui scena artistica e letteraria era stata riempita da figure come Giotto (1267–1337) e  Dante (1265–1321), ma, contemporaneamente, dilaniata da tensioni e lotte fratricide di carattere politico, dove occupavano spazio preponderante le discordie fra guelfi e ghibellini.

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  • Il rosario

    Il rosario

    rosario

    La tradizione ci dice che S. Domenico ricevette dalle mani della B. Vergine Maria la corona del S. Rosario. Questa preghiera consiste in un meraviglioso riassunto di tutto il Vangelo, meditato insieme a Maria. In internet ( siti web, nei blog e nei social network, etc. ) si possono trovare moltissimi siti che rimandano alla preghiera del Rosario, ma il nostro Ordine ha un sito ufficiale che è www.rosarium.op.org, aggiornato quotidianamente, in cui ci sono più di 1.500 documenti sul rosario in 50 lingue. Il motto di questo sito è “Prega, predica, vivi… il Rosario!”. E’ un grande programma per andare a Gesù per mezzo di Maria.

    “Poichè la contemplazione delle realtà divine ed il colloquio intimo e familiare con Dio sono da ricercare non solo nelle celebrazioni liturgiche e nella lettura della parola di Dio, ma anche nell’assidua orazione privata, i frati pratichino con diligenza questa forma di orazione.
    Ai frati, poi, stia a cuore la devozione tradizionale nel nostro Ordine alla Vergine Madre di Dio, Regina degli Apostoli ed esempio di meditazione delle parole di Cristo e di docilità alla propria missione. Questa forma di orazione conduce alla contemplazione del mistero della salvezza, nel quale la Vergine Maria è intimamente unita all’opera del suo Figlio. “

    (LCO n. 66 – 67)

    Leggi anche:

    Storia del rosario

    Il rosario perpetuo

  • Per le famiglie

    Per le famiglie

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    Il movimento domenicano delle famiglie vuole offrire a tutte le famiglie la possibilità di interpretare la propria esperienza coniugale e famigliare alla luce del Vangelo attraverso la sapienza ed esperienza dello stile di vita domenicano, nello stesso tempo fa arricchire la vita ecclesiale comunitaria e domenicana dalla vita nuziale e famigliare. La sua visione di Chiesa e civiltà si ispira al Concilio Vaticano II e vuole porsi in stretta comunione con l’epoca digitale nella quale sempre di più la famiglia umana si introduce.

    La parola “movimento” nel linguaggio tommasiano può essere interpretato nel seguente senso: “muovere” è per s. Tommaso “passare dalla potenzialità all’attuazione”, vale a dire “realizzare”. Il movimento vuole perciò contribuire alla realizzazione umana e cristiana delle persone che compongono le varie famiglie. La vita domenicana si articola intorno a quattro modalità di vita: predicare, studiare, contemplare-celebrare la liturgia e vita comunitaria e democratica. Il movimento desidera far scoprire alle famiglie la capacità vivificante e liberante di questa modalità di vita.

    (Bozza statuto Movimento Domenicano delle Famiglie) 

    Sito Web:   Movimento Domenicano delle Famiglie
    E-mail:        famiglieop@gmail.com