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  • Organi Provinciali

    Organi Provinciali

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    Provincia Romana di S. Caterina da Siena

     PRIORE PROVINCIALE

    FR. ANTONIO COCOLICCHIO, O.P.

     

    UFFICI 

    • fr. Christian Steiner, Socio del Priore provinciale
    • fr. Riccardo Lufrani, Reggente degli Studi
    • fr. Gian Matteo Serra, Sindaco di Provincia
      • fr. Domenico Sprecacenere, vice Sindaco di Provincia
    • fr. Daniele Aucone, Promotore provinciale per la formazione permanente
    • fr. Luciano Cinelli, Archivista e Bibliotecario di Provincia
      • fr. Manuel Russo, vice Archivista e vice Bibliotecario di Provincia
    • fr. Gian Matteo Serra, Promotore provinciale del Rosario e Direttore dell’Associazione “Rosario perpetuo”
      • fr. Andrea Perrotti, vice Promotore provinciale del Rosario e vice Direttore dell’Associazione “Rosario perpetuo”
    • fr. Alessandro Cortesi, Direttore del Centro Espaces “Giorgio La Pira”
      • fr. Fabrizio Cambi, vice Direttore del Centro Espaces “Giorgio La Pira”
    • fr. Fabrizio Cambi, Promotore provinciale della pastorale giovanile
      • fr. Gabriele Scardocci, vice Promotore provinciale della pastorale giovanile
    • fr. Domenico Sprecacenere, Promotore provinciale della pastorale vocazionale
      • fr. Simone Bellomo, vice Promotore provinciale della pastorale vocazionale
    • fr. Marco Baron, Promotore provinciale delle missioni
      • fr. Giuseppe Serrotti, vice Promotore provinciale delle missioni
    • fr. Domenico Vendemmiati, Promotore provinciale della Famiglia Domenicana, del Laicato domenicano e delle Fraternite sacerdotali
    • fr. Alessandro Cortesi, Promotore provinciale di “Justitia et Pax”
      • fr. Gabriele Scardocci, vice Promotore provinciale di “Justitia et Pax”
    • fr. Christian Steiner, Promotore provinciale per la predicazione e i mezzi di comunicazione
      • fr. Gabriele Scardocci e fr. Domenico Vendemmiati, vice Promotori provinciali per la predicazione e i mezzi di comunicazione
    • fr. Maurizio Carosi, Responsabile del prenoviziato
    • fr. Daniele Aucone, Maestro degli studenti
    • fr. Luciano Cinelli, Direttore Biblioteca Domenicana “Jacopo Passavanti” con sede in S. Maria Novella – Firenze
      • fr. Manuel Russo, vice Direttore Biblioteca Domenicana “Jacopo Passavanti” con sede in S. Maria Novella – Firenze
    • fr. Alessandro Cortesi, Direttore Biblioteca dei Domenicani con sede in S. Domenico – Pistoia
      • fr. Manuel Russo, vice Direttore Biblioteca dei Domenicani con sede in S. Domenico – Pistoia
    • fr. Luciano Cinelli, Direttore di “Memorie Domenicane”
      • fr. Manuel Russo, vice Direttore di “Memorie Domenicane”
    • fr. Alessandro Cortesi, Direttore della Rivista “Vita Cristiana”
      • fr. Gabriele Scardocci, vice Direttore della Rivista “Vita Cristiana”
    • fr. Aldo Tarquini, Responsabile Infermeria di Provincia

    COMMISSIONE PER LA VITA INTELLETTUALE

    • fr. Riccardo Lufrani
    • fr. Daniele Aucone
    • fr. Luciano Cinelli
    • fr. Manuel Russo
    • fr. Alessandro Cortesi
    • fr. Fabrizio Cambi
    • Lettori Conventuali


    COMMISSIONE DI PASTORALE GIOVANILE E VOCAZIONALE

    • fr. Domenico Sprecacenere (presidente)
    • fr. Simone Bellomo
    • fr. Fabrizio Cambi
    • fr. Gabriele Scardocci
    • fr. Domenico Vendemmiati

    CONSIGLIO ECONOMICO

    • fr. Gian Matteo Serra
    • fr. Domenico Sprecacenere
    • fr. Giovanni Monti
    • fr. Andrea Perrotti
    • fr. Simone Bellomo

    ESAMINATORI DEGLI ORDINANDI E DEI CONFESSORI

    • fr. Riccardo Lufrani
    • fr. Daniel Ols
    • fr. Bruno Esposito
  • Pistoia, San Domenico*

    Pistoia, San Domenico*

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    Le prime notizie di un convento di domenicani a Pistoia risale al 1259. A quell’epoca già da qualche tempo era già presente in città una comunità. Verso la fine del XIII secolo fu ultimata la costruzione del transetto della chiesa ed il convento era già abbastanza ampio da poter ospitare i capitoli provinciali. Sin dalle origini il convento è stato luogo di studio e di predicazione e la comunità ebbe rapido sviluppo. Tracce di quell’epoca sono ancora visibili negli affreschi conservati (in particolare la bellissima crocifissione con la sua sinopia degli inizi del ‘300 nel Capitolo).
    Attorno alla comunità dei frati condividevano il carisma apostolico dell’Ordine gruppi di laici uniti in confraternite e le suore claustrali. Tra le confraternite degna di nota è la Compagnia dei Magi di cui resta documentazione in un famoso affresco di Benozzo Gozzoli ‘L’arrivo dei Magi’ nella Cappella dei Magi (titolo dato alla ex sacrestia, ora trasformata in cappella) e nel nome di una strada adiacente al convento (via dei Magi appunto). Nel secolo XIV, pur provato dalla peste nera, il convento vide la presenza di uomini di studio e predicatori: tra di essi è da ricordare Andrea Franchi (+1401), vescovo di Pistoia in anni di conflitti tra fazioni cittadine – tra le quali operò per la pace – e di epidemie . Nel corso del secolo XV il convento si unisce al movimento di riforma iniziato da Caterina da Siena e da Giovanni Dominici, ed ebbe uno degli esponenti di spicco in Lorenzo da Ripafratta (+1456). Nel secolo XV la vita conventuale vede l’affermarsi di una forte attività apostolica e si distingue in particolare la figura del predicatore Giovanni da Pistoia (+1493). Anche le vicende del movimento savonaroliana segnarono la vita dei domenicani pistoiesi: qui infatti vennero accolti frati provenienti da san Marco dopo l’allontanamento forzato. Tale temperie spirituale trova attestazione artistica nell’opera di uno dei grandi artisti di cui rimangono alcune opere ancora visibili nella Cappella dei Magi, Paolino del Signoraccio, compagno e discepolo di Bartolomeo della Porta. Il periodo successivo al Concilio di Trento vide un ampio lavoro di ristrutturazione architettonica che interessò il chiostro e la chiesa. Nel 1785 per iniziativa del granduca Leopoldo, appoggiato dal vescovo Scipione de’ Ricci, a Pistoia furono soppressi tutti gli istituti religiosi maschili e ridotta la presenza dei monasteri. Rimasero i conventi di suore. Il convento da quel momento fu affidato alle suore domenicane per quasi un secolo e mezzo.

    Nel 1928 in seguito ai Patti lateranensi – che prevedevano la restituzione di alcune proprietà confiscate dallo Stato italiano agli enti religiosi – i domenicani tornarono a Pistoia nel convento restituito come proprietà della Provincia Romana e per l’occasione ampliato con la costruzione del secondo piano. Divenne da quel momento sede del noviziato, dello studentato e dello Studium provinciale. Durante la guerra pesanti danni furono causati dal bombardamento sulla città di Pistoia in particolare nella biblioteca, nel refettorio grande, nel chiostro e nel capitolo. Gli anni ’50 e ’60 videro, in parallelo alla progressiva ricostruzione, la fioritura dell’attività di studio e di predicazione in un’atmosfera di vivace collaborazione anche data la presenza dei molti giovani. Nel periodo del concilio Vaticano II fiorirono le attività di una nuova serie della rivista storica ‘Memorie domenicane’ e la redazione di una rivista attenta a temi teologici in rapporto alle vicende storiche e sociali ‘Vita sociale’: lo Studium e l’attività delle riviste furono luoghi di ricerca storica, di dibattito culturale in rapporto con la vita cittadina. A metà degli anni ’70 sorse e proseguì la sua attività per circa vent’anni una associazione culturale ‘La vigna’ per la formazione dei giovani, associata alla vita della comunità. Dopo la chiusura dello Studio provinciale progressivamente il convento vide diminuire la presenza di frati. ‘Vita sociale’ ha cessato le pubblicazioni alla fine degli anni ’90. Impulso nuovo, in una nuova stagione di impegno è stato vissuto in tempi recenti: il convento si caratterizza oggi per essere luogo di formazione teologica, spirituale e di predicazione. Attualmente i frati che compongono la comunità sono impegnati in vari modi nell’attività di studio, di insegnamento e nell’apostolato. Molti incontri di formazione e studio di frati e di gruppi di laici sono organizzati dal convento pistoiese che si sta sempre più connotando come spazio aperto all’incontro, alla ricerca e al dibattito nella prospettiva di una spiritualità attenta alla storia e di una teologia in rapporto con l’esperienza. E’ curata la Biblioteca che comprende circa 40.000 volumi. Il convento è sede attualmente dell’associazione ‘Koinonia’, che stampa una omonima rivista a cadenza mensile, e del centro Espaces intitolato a ‘Giorgio La Pira’, centro legato ad un progetto dell’Ordine domenicano a livello europeo per contribuire alla costruzione dell’Europa con un respiro spirituale e orientata alla pace tra i popoli e al dialogo tra le religioni.

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  • Perugia, San Domenico

    Perugia, San Domenico

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    I domenicani Cristiano Ermanni della Staffa e il b. Nicola da Giovinazzo, che giunsero a Perugia intorno al 1230, furono i primi frati mendicanti a stanziarsi in città. Qui edificarono tra il 1231 e il 1260 una primitiva chiesa nell’area dove oggi sorge il chiostro maggiore.
    Nel 1304, avendo l’Ordine assunto un ruolo assai importante in città sia dal punto di vista politico che religioso, si iniziarono i lavori di costruzione per una nuova grandiosa basilica. La chiesa venne terminata nel 1458 con stile gotico e consacrata da papa Pio II Piccolomini l’anno successivo.
    La nuova chiesa a tre navate con copertura a volta sorretta da piloni ebbe già alla metà del Cinquecento i primi problemi di staticità.
    All’inizio del Seicento dopo il crollo delle navate (1614-1615) la chiesa venne interamente rifatta su disegno dell’architetto pontificio Carlo Maderno (1629-1632).
    L’imponente facciata, che si apre in cima ad una scalinata a doppia rampa, è ornata da portale di epoca cinquecentesca mentre il fianco e l’abside conservano i contrafforti e le finestre ogivali di epoca Trecentesca
    L’interno, con pianta a croce latina, è caratterizzato da nudità d’insieme. Contrasta con l’austerità delle navate il gotico fiorito della notevolissima vetrata absidale, datata 1411 e firmata dal perugino Bartolomeo di Pietro e dal fiorentino Mariotto di Nardo. Il finestrone, alto 23 metri, è il più grande dell’epoca dopo quello del Duomo di Milano.
    Il campanile fu costruito verso la fine del Quattrocento ed era sormontato da un’altissima cuspide piramidale che sorreggeva una palla ed una croce. L’altezza complessiva doveva raggiungere i 126 metri. Nel 1545 fu mozzato al disopra dei due finestroni gotici.

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  • Montepulciano, Sant’Agnese*

    Montepulciano, Sant’Agnese*

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    La chiesa di S. Agnese venne eretta dal 1306 per volere della stessa santa poliziana Agnese Segnialla. Essa, però, sul finire del ‘600 fu radicalmente ristrutturata. La facciata conserva il portale trecentesco mentre le altre parti ornamentali vennero realizzate nel ‘900. La torre campanaria in mattoni risale agli inizi del ‘700. L’interno a navata unica conserva un affresco trecentesco con la “Madonna col Bambino” della scuola di Simone Martini, un “Crocifisso” in legno di scuola renana del ‘200, “San Michele Arcangelo sconfigge il demonio” di Francesco Curradi (fine ‘500), un affresco con la “Madonna del latte” di scuola senese della metà del ‘400. Sull’altare maggiore si conserva il corpo della santa domenicana. Nella sagrestia e nei locali del santuario sono contenute numerose testimonianze della santa.

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  • Benedetto XVI in visita

    Benedetto XVI in visita alle Monache Domenicane

    Il 24 giugno 2010 il Papa Benedetto XVI ha desiderato fare visita al monastero delle monache domenicane di Monte Mario, in Roma . Dopo il saluto della Priora il Santo Padre ha rivolto alla comunità una intensa meditazione inerente la loro vocazione specifica, quella, dice, di essere “interpreti della Chiesa Sposa, che si unisce in modo speciale con il suo Signore”.

  • San Domenico di Guzman, una vita a fumetti!

  • I Frati Domenicani e la vocazione

  • I Frati Domenicani: carisma e spiritualità.

    Video prodotto dalla provincia d’Inghilterra e Scozia che descrive sinteticamente e in maniera approfondita quello che è il carisma e la vita dei frati dell’Ordine dei Predicatori.

  • I patroni d’Italia all’Udienza del Papa

    I patroni d’Italia all’Udienza del Papa

    In questo ultimo periodo la città di Roma è stata colpita da violenti acquazzoni e questo ha creato non pochi problemi per tutti i suoi cittadini e pellegrini. Eppure quest’oggi è sembrato proprio che i santi patroni d’Italia abbiano intercesso per il Papa e per tutti noi che eravamo a Piazza S. Pietro, in occasione del 75° anniversario della proclamazione di S. Caterina da Siena e di S. Francesco d’Assisi a patroni d’Italia, donandoci una meravigliosa mattinata di sole.

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  • Firenze, Santa Maria Novella

    Firenze, Santa Maria Novella

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    Da un documento del 983 sappiamo che l’antica chiesa di Santa Maria Novella fu riconfermata in concessione ai canonici della cattedrale fiorentina dall’imperatore Ottone II.
    La città del X secolo era, in confronto a oggi, notevolmente ridotta e la piccola chiesa sorgeva fuori dalle mura. I documenti dell’epoca la citano talvolta col nome di Santa Maria tra le Vigne, a testimoniare la ripresa della coltivazione delle terre circostanti la città, un tempo abbandonate e quindi recuperate e considerate novelle, da cui forse la chiesa ha preso il suo nome.

    Nel 1094 fu consacrata una nuova chiesa di Santa Maria Novella, vicina ma staccata dalla precedente e più grande, con l’accesso a est verso l’attuale piazza dell’Unità Italiana, e situata nella zona della sacrestia e in parte della chiesa vecchia.
    La situazione religiosa della città nel XIII secolo, in particolare la forte e radicata presenza dell’eresia catara, fu uno delle ragioni dell’invio a Firenze nel 1219 di una delegazione di 12 frati domenicani guidati dal Beato Giovanni da Salerno, che giunse da Bologna per volere dello stesso San Domenico e che nel 1221, grazie all’appoggio pontificio, prese possesso dell’antico edificio di Santa Maria Novella.
    Sin dall’inizio sia la chiesa che i locali destinati all’abitazione si rivelarono inadeguati alle necessità di una comunità in continua espansione, poiché ai primi 12 frati bolognesi se ne aggiunsero presto altri, affascinati dall’ideale apostolico che San Domenico aveva dato al suo ordine.
    Quando poi nel 1244 un noto oratore domenicano, San Pietro da Verona (San Pietro Martire) venne a predicare a Firenze, la chiesa non fu più in grado di accogliere i fedeli che accorrevano ad ascoltarlo e fudunque necessario ampliarla a dimensioni più adeguate, gettando così le basi di quello che era destinato a diventare uno dei maggiori insediamenti religiosi

    Il 18 ottobre del 1279 il cardinale domenicano Latino Malabranca, fondò e benedisse la prima pietra della chiesa di Santa Maria Novella dei frati predicatori e nel 1284 la chiesa fu inclusa nella nuova cerchia muraria, nuovamente ampliata data la straordinaria crescita della città. È quasi certo che con il compimento della facciata si conclusero la maggior parte dei lavori di costruzione della chiesa, eccetto forse la sacrestia che risale al 1380.
    A partire dal 1565 la chiesa fu radicalmente restaurata ad opera di Giorgio Vasari, il quale le conferì quell’aspetto con cui ci è più o meno nota oggi.

    In seguito, eccettuati l’arredo della cappella Gaddi, compiuto dal Dosio tra il 1575 e il 1578, e la realizzazione della facciata della sacrestia dei primi decenni del XVII secolo, non vennero più effettuati sostanziali cambiamenti fino alla metà del 1800. In questa nuova ristrutturazione avvenuta tra il 1858 e il 1860, nel vano tentativo di restituire a Santa Maria Novella il suo aspetto originale, gli altari del Vasari furono sostituiti da altri di gusto neo-gotico, si procedette al rifacimento delle finestre secondo le forme gotiche, si realizzò l’impiantito attuale, sostituendo quello di cotto disseminato di tombe, che furono invece allineate tra i pilastri lungo le navate, e infine fu costruito l’altare maggiore attuale, progettato dal Romoli. Il risultato è quanto rimane oggi di Santa Maria Novella.

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