Oggi Gesù ci indica un’altra condizione essenziale del discepolato. Diventare discepoli significa porsi all’ascolto della Parola di Dio. Significa appunto disciplinarsi nell’ascolto di essa. In effetti discepolo è vocabolo che ha radice latina da cui anche viene il termine disciplina.
Category: Meditazioni
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Domenico – “faccia moderna del medioevo” vs Ordine domenicano – “faccia moderna del XXI secolo”?
“Perché prima della riforma protestante, Francesco e Domenico obbligheranno i loro adepti a non stare più chiusi in convento ma a uscire a mendicare, per non dovere lavorare e di conseguenza avere tempo a disposizione per predicare. Ecco così apparire la faccia moderna del medioevo, quella della comunicazione.
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Una rinnovata Europa
“Nel Parlamento europeo mi sono permesso di parlare di Europa nonna. Dicevo agli Eurodeputati che da diverse parti cresceva l’impressione generale di un’Europa stanca e invecchiata, non fertile e vitale, dove i grandi ideali che hanno ispirato l’Europa sembrano aver perso forza attrattiva; un’Europa decaduta che sembra abbia perso la sua capacità generatrice e creatrice.
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S. Pietro martire e il buon combattimento della fede
Si dice chehistoria magistra vitae, storia è maestra di vita, tanto più se si tratta della storia di una persona cara o di un personaggio per cui sentiamo una certa simpatia.
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In discernimento sulle orme della santa senese
Abbiate memoria di Cristo crocifisso, Dio e uomo (…). Ponetevi per obietto Cristo crocifisso, nascondetevi nelle piaghe di Cristo crocifisso, annegatevi nel sangue di Cristo crocifisso”
(S. Caterina da Siena, Epistolario, Lettera n. 16)
Il primo ritiro vocazionale di quest’anno ha avuto luogo dal 17 al 19 maggio presso la città di Siena, ospitato dalla comunità domenicana custode dell’imponente e gloriosa Basilica Cateriniana di san Domenico e sotto la direzione dei frati responsabili della pastorale vocazionale della nostra Provincia religiosa (non a caso intitolata alla grande Santa senese).
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“Un profumo stupendo emanava dal corpo del Santo”
Il balsamo della santità e la cura delle ferite della Chiesa
Nell’esortazione apostolica post-sinodale Christus vivit, che ha recepito le indicazioni dell’ultimo Sinodo dei vescovi sul tema “i giovani, la fede e il discernimento vocazionale” (3-28 ottobre 2018), papa Francesco ha inteso rivolgersi a tutti i giovani cristiani, per richiamare loro alcune convinzioni centrali della fede e rinnovare l’invito a «crescere nella santità e nell’impegno per la propria vocazione» (n. 3).
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Il papa operatore di pace
In questi ultimi tempi l’azione pacificatrice del Santo Padre Francesco è stata molto contestata sia da persone esterne alla Chiesa ma in particolare da membri stessi del Mistico Corpo di Cristo, non solo da parte di fedeli laici ma anche da parte di autorevoli pastori. Infatti molti non hanno ben chiaro quali siano i compiti specifici del successore dell’apostolo Pietro, del Dolce Cristo in Terra, direbbe Santa Caterina; per molti infatti il ruolo del papa si limita ad essere una mera guida spirituale o per altri è il capo di una ONG piena di persone corrotte.
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Laici domenicani: un gruppo o un Ordine?
Quando si parla di laici si tende ad identificarli con una “massa indistinta”, normalmente atei oppure un gruppo di “bigotti” o persone ai quali si chiede il minimo impegno, se vogliono, quando addirittura non si pensa alla Chiesa composta solo da un gruppo ristretto di chierici e religiosi, anche questi confusi tra loro. Insomma, fare chiarezza, distinguendo per unire, non per dividere.
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Rosario Elementare
Una delle domande che può affiorare nella nostra mente può essere: perché recitare il Santo Rosario? Spesso questo tipo di domanda, passa dal banale al concreto, dopo aver visto e udito recitare il rosario da un gruppo di vecchiette in una chiesetta. Quindi se la domanda è concreta, non ci resta che sperare e avere fede che la risposta sia altrettanto concreta, evitando il rischio che possa diventare banale. Provando a dare una risposta, è evidente affermare che il rosario è una preghiera mnemonica, ripetitiva, quasi meccanica, visto il ripetersi di tanti Pater, Ave e Gloria.
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Un libro da aprire e leggere continuamente
“Ogni lettore, quando legge, legge se stesso” (Marcel Proust). Amo i libri, a partire dalla loro forma, dal profumo della carta, dalle copertine, dal fruscio delle pagine, per arrivare al tesoro che, molti di essi, contengono e offrono: l’armonia delle parole e la musicalità dei suoni, le storie e le esperienze. Un mondo fatto di creatività e bellezza, che realmente ti fa conoscere meglio te stesso, gli altri, la vita. Ma c’è un libro speciale che mi piace aprire e leggere continuamente.
