Il 15 maggio 2018 è stata presentata l’Istruzione della Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica che applica le disposizioni della Costituzione Apostolica Vultum Dei Quaerere, per i Monasteri femminili di Vita Contemplativa. I passaggi salienti sono: formazione, autonomia, monastero “sui juris“, vigilanza – federazioni, tipo di clausura.
Category: Meditazioni
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Maggio Fiorentino
Maggio è il mese che insieme con Ottobre nei nostri calendari è classificato come mese “Mariano”, ovvero come un periodo ben preciso dell’anno che la pietà popolare ha voluto consacrare alla Santa Vergine. Giustamente uno potrebbe dire che ogni mese è mariano, infatti non vi è mese in cui non si celebri una qualche festa in onore della Madre di Dio o in cui l’amore e la devozione venga meno.
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Un progetto espositivo: la nuova sala museale presso la Sacrestia della Basilica di S. Domenico in Perugia
Il progetto di allestimento prevede di esporre un gruppo di parati liturgici tradizionalmente associati alla figura del pontefice domenicano Benedetto XI (Treviso 1240 – Perugia 1304) nel cosiddetto “salone del Vestito”, locale posto alla sinistra del coro della chiesa di San Domenico e comunicante attraverso un corridoio con la sacrestia.
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«Chi è dunque costui, che anche il vento e il mare gli obbediscono?» (Mc 4, 41)
« Inizio del vangelo di Gesù, Cristo, Figlio di Dio»1. Queste le prime parole del più antico tra i Vangeli: quello di Marco. Eppure in questa frase, apparentemente così povera, ci viene detto tutto quello che dobbiamo sapere su Gesù, vale a dire che è il Cristo e il Figlio di Dio. Ci è presentata una persona, ci è posta davanti un’identità. E adesso la domanda sorge spontanea: chi è realmente Gesù Cristo, il Figlio di Dio? Siamo così sicuri di conoscerlo?
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“L’affetto porta l’anima come i piedi il corpo”. I tratti umani della santità di Caterina
Testo dell’omelia del Cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della Conferenza Episcopale Italiana in occasione della solennità di S. Caterina da Siena, presso la basilica di S. Maria sopra Minerva
Cari Fratelli e Sorelle, è con viva emozione che presiedo stasera la santa Eucaristia in questa insigne basilica romana di Santa Maria sopra Minerva, in cui da secoli riposano le venerate spoglie di santa Caterina da Siena che, insieme a san Francesco d’Assisi, il popolo italiano venera come celesti protettori.
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La sollecitudine del Buon Pastore e la vocazione domenicana
Omelia di fr. Bruno Cadorè, Maestro dell’Ordine dei Predicatori (Domenicani),
tenuta nella basilica di S. Maria sopra MinervaCarissimi fratelli e sorelle, è un grande piacere per me celebrare con tutta la famiglia domenicana quest’eucaristia nella domenica delle vocazioni… o piuttosto, della domenica che si chiama del «Buon pastore». Per invitarci a non sbagliarci quando parliamo delle vocazioni… che vuol dire «vocazione» per l’Ordine di san Domenico?
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Contemplare, meditare e vivere. Una via domenicana
Per lungo tempo si è coltivato, all’interno di molte tradizioni della cristianità, una certa contrapposizione tra la dimensione contemplativa, più propriamente religiosa. e quella relativa invece all’azione, in particolar modo all’azione nel mondo, o come si usava dire, nel secolo. In particolar modo si è spesso ritenuto che la dimensione contemplativa fosse propria della vita religiosa e si contrapponesse, in maniera determinante, con lo stile di vita di chi, i laici ad esempio, vivesse nel mondo, a contatto con le sue complessità, i suoi obblighi, le sue consuetudini.
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Verso il VI centenario della morte di S. Vincenzo Ferrer (1419 – 5 aprile – 2019)
Nel 1418 Vincenzo Ferrer giunse, invitato dal Duca, nella terra di Bretagna: erano i primi giorni nel mese di Marzo e l’ultimo anno della sua vita terrena. Accolto dai Duchi e dal vescovo di Vannes, iniziò il suo percorso da Theix giungendo qualche giorno dopo nella città cuore della Bretagna. Qui predicò tutta la Quaresima e la Pasqua di quell’anno. Il suo cammino proseguì verso Rennes, Caen, Saint-Malo, Saint-Brieuc, Josselin, Ploërmel e tantissimi altri luoghi.
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Cosa avevano in comune i discepoli di Gesù?
La moltitudine di coloro che erano diventati credenti aveva un cuore solo e un’anima sola e nessuno considerava sua proprietà quello che gli apparteneva, ma fra loro tutto era comune.
Questo passaggio della prima lettura della seconda domenica di Pasqua tratto dagli atti degli apostoli è sempre stato usato per individuare le caratteristiche principali della Chiesa nascente, tenendola poi come esempio di vita cristiana, ripresa in modo particolare e più radicale dalla vita religiosa.
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Riflessione sul tempo pasquale
Siamo nel tempo pasquale. Pasqua è un termine che in origine ha due significati. Vuol dire “passaggio” o movimento e “colpo”. Il mistero pasquale è l’esperienza della vita di ogni giorno. Constatiamo che vivere è cambiare e la teoria dell’evoluzione suggerisce che sopravvivono solo quelle specie che si adattano al loro ambiente e così facendo migliorano la qualità della specie. Ciò avviene anche in noi. Tutti sanno che dopo tanti anni c’è un ricambio completo in tutto il nostro corpo, altrimenti moriremmo. La stessa cosa si riscontra nella natura. Non a caso la Pasqua coincide con la primavera. Personalmente mi colpisce la metamorfosi di una farfalla. Miracolo della natura!