Category: Meditazioni

  • Con affetto perenne ti amo per l’eternità

    Con affetto perenne ti amo per l’eternità

    Omelia pronunciata durante la veglia di Pasqua nella Basilica di S. Maria sopra Minerva

    Ti ho nascosto per un poco il mio volto ma con affetto perenne ho avuto pietà di te, dice il tuo redentore, il Signore (Isaia 54,8)

    Sin da quando Dio creò il cielo e la terra, il soffio di Dio, il suo affetto perenne per le sue creature, aleggiava sulle acque (prima lettura della Veglia). Questo stesso affetto perenne accompagnava Israele in fuga dall’Egitto, rivestendo la nube che separava il popolo di Dio dagli egiziani: affetto che diventava luce per i fuggitivi e tenebra per gli oppressori.

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  • Est vir qui adest

    Est vir qui adest

    Omelia tenuta in occasione del Venerdì Santo presso la Basilica di S. Maria sopra Minerva

    La Passione come Rivelazione di Dio
    e del cuore dell’uomo

    Carissimi fratelli e sorelle,

    la liturgia della Domenica delle Palme, che ci offre una sorta di porta d’ingresso alla “Grande settimana” e in particolare al triduo pasquale che stiamo vivendo, ci ha già fatto percorrere con la lettura del vangelo di Marco gli ultimi momenti della vita terrena di Gesù, dall’ingresso in Gerusalemme fino alla deposizione nel sepolcro.

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  • Il sacerdozio: un servizio meravigliosamente duro

    Il sacerdozio: un servizio meravigliosamente duro

    Omelia tenuta in occasione del Giovedi Santo presso la Basilica di S. Maria sopra Minerva

    Oggi celebriamo il Giovedì Santo, inizio del Triduo pasquale in cui rivivremo la Passione, la Morte, e la resurrezione di nostro Signore Gesù Cristo. La scena del Vangelo che abbiamo proclamato comincia con l’amore totale di Gesù per “i suoi” e termina con l’esortazione, se non un vero e proprio comandamento divino, di fare come Lui ha fatto, cioè di lavare i piedi gli uni degli altri, mettersi in ginocchio per servire come il più umile fra i servi. 

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  • “Ed ecco, concepirai un figlio” (Lc 1,31)

    “Ed ecco, concepirai un figlio” (Lc 1,31)

    Concepire e partorire. Sono due azioni che, in forza della natura, sono attribuibili alla sola donna. In effetti, nonostante i goffi tentativi dell’irragionevole scienza estrema, il concepimento e la naturale conseguenza del parto fisico, sono esperienze prettamente ed esclusivamente femminili, ma da tale esperienza e ampliando il senso di questi verbi, possiamo parlare di un concepimento e di un parto non solo corporali, ma anche spirituali. Concepire ha tanti significati e così come partorire si possono intendere in senso lato. Concepire è sicuramente accogliere nel proprio ventre il “seme” di una vita nuova, dare origine ad un nuovo essere vivente, ma è anche cominciare a sentire un affetto, un amore, un odio… concepire è anche immaginare, ideare, pro-gettare.

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  • La salvezza…La salvezza cristiana nel nostro tempo

    La salvezza…La salvezza cristiana nel nostro tempo

    Il 22 Febbraio, Festa della Cattedra di San Pietro, è stata pubblicata, con l’approvazione di Papa Francesco, dalla Congregazione per la Dottrina della Fede, una breve Lettera intitolata Placuit Deo, indirizzata a tutti i Vescovi della Chiesa Cattolica circa alcuni aspetti della salvezza Cristiana. Il titolo, “Piacque a Dio” viene preso dalla Lettera di San Paolo agli Efesini dove dice, appunto, che “piacque a Dio nella sua bontà e sapienza rivelare se stesso a far conoscere a noi il mistero della sua volontà, mediante il quale gli uomini per mezzo di Cristo, Verbo fatto carne, nello Spirito Santo hanno accesso al Padre e sono resi partecipi della divina natura”.

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  • Pregare con il proprio corpo: le inclinazioni profonde

    Pregare con il proprio corpo: le inclinazioni profonde

    Quello domenicano è un Ordine nato ben 800 anni fa in pieno medioevo, un’epoca storica dove Dio veniva percepito – perché effettivamente lo è – presente in ogni circostanza della vita, in ogni dove: nelle grandiose cattedrali come nelle più umili abitazioni. Questo “sentire” la presenza di Dio aveva chiaramente dei risvolti anche nella vita liturgica in special modo all’interno dei monasteri e, di conseguenza, anche all’interno dei conventi domenicani.

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  • La mediazione della donna nel carisma domenicano

    La mediazione della donna nel carisma domenicano

    Sono molto felice di poter condividere qualche pensiero sulla nostra vita domenicana proprio nel giorno della “festa della donna”. Non solo perché Domenico iniziò la sua avventura umana e spirituale di predicatore proprio con la fondazione del monastero delle contemplative di Prouille; non solo perché, in fin di vita, ammise di avere preferito sempre parlare con donne giovani piuttosto che con quelle anziane (manifestava, così, la sua fiducia di poter trovare il cuore pulsante e la freschezza del carisma proprio nelle donne, e nelle più giovani!); ma anche perché la nostra vita domenicana, la nostra chiamata alla predicazione della Parola, inizia dentro un grembo.

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  • Visite guidate… e non solo

    Visite guidate… e non solo

    Viaggiare è bello… si sa! Ma è ancora più bello dare un senso al viaggio che si compie. Personalmente, quando ho scelto di compiere un viaggio, sul piano pratico ho sempre approfittato – qualora fosse possibile – del supporto di una guida “in carne e ossa” che mi illustrasse il museo x, la chiesa y, il tale sito archeologico z, et aliis… Perché – diciamocela tutta – quando si viaggia, la cara e vecchia “visita guidata” è tutt’altra cosa rispetto ai cartelloni esplicativi di cui i luoghi di interesse sono tappezzati: certamente è più coinvolgente!

    Rimendo in tema, all’inizio di questo mio primo anno di studentato nel convento domenicano della Minerva a Roma, mi è stato chiesto di stare “dall’altra parte” del normale visitatore.

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  • Metamorfosi tecnologica dell’idea di “vita eterna”?

    Metamorfosi tecnologica dell’idea di “vita eterna”?

    Il progetto transumanista Indefinite Lifespan e l’eccedenza della speranza cristiana

    Il Vangelo che abbiamo ascoltato qualche giorno fa e che la liturgia ci propone in occasione della II domenica di Quaresima, indica, attraverso il brano della trasfigurazione di Gesù davanti ai discepoli (Mc 9, 2-10), il senso e la finalità del tempo liturgico che stiamo vivendo: una trasfigurazione dell’esistenza mediante la sobrietà, il digiuno e la sequela di Cristo (“Ascoltatelo”, Mc 9, 7) che è partecipazione alla condizione nuova del risorto e pegno della comunione definitiva con lui nella vita eterna.

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  • Chi è il profeta e qual è la sua funzione?

    Chi è il profeta e qual è la sua funzione?

    Chi è il profeta e qual è la sua funzione?Nel Nuovo Testamento, Giovanni Battista si definisce “la voce di uno che grida”, dando cosi la definizione del profeta; essere voce. La Parola non è della voce, questa deve soltanto renderla udibile. Ma quando la parola incontra il desiderio dell’anima il timbro della voce acquista una particolare risonanza. Cosa dice il profeta gridando? Egli parla perché ha fatto esperienza di Dio. Tale esperienza avviene attraverso una rivelazione che comporta parola e immagine. L’evangelista Luca presenta il Battista come predicatore itinerante, maestro di preghiera e annunciatore di esigenze morali, quelle che lui stesso praticava con una vita ascetica.

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