
Siete disposti a dimenticare quel che avete fatto per gli altri e a ricordare quel che gli altri hanno fatto per voi?
L’Ordine dei frati predicatori, fondato da S. Domenico, “fin dalle sue origini è noto esser stato istituito in modo specifico per la predicazione e la salvezza delle anime”. Perciò i nostri frati, secondo l’insegnamento del fondatore, “ovunque, come persone che desiderano procurare la propria e l’altrui salvezza, si comportino onestamente e religiosamente, da uomini evangelici che, seguendo le orme del loro Salvatore, parlano con Dio o di Dio al prossimo” (Prime Costituzioni dell’Ordine).
Infatti, partecipi della missione degli Apostoli, ne seguiamo anche la vita nella forma concepita da S. Domenico. Tutte le note caratteristiche della nostra vita (vita comune, osservanza dei consigli evangelici, liturgia in comune, studio, osservanza regolare) non solo contribuiscono alla gloria di Dio e alla nostra santificazione, ma servono anche direttamente alla salvezza degli uomini, in quanto tutte insieme ci preparano e stimolano alla predicazione, a cui danno, e dalla quale a loro volta ricevono, vigore di vita.
Da questi elementi saldamente connessi tra loro, è costituita la vita propria dell’Ordine, cioè la vita apostolica nel suo significato integrale, in cui la predicazione e l’insegnamento devono sgorgare dall’abbondanza della contemplazione.
(Cfr. Costituzione fondamentale, n. 2, 4)


Siete disposti a dimenticare quel che avete fatto per gli altri e a ricordare quel che gli altri hanno fatto per voi?

Una delle affermazioni più chiare e decise di Evangelii Gaudium riguarda la spinta ad essere chiesa in uscita. “La Chiesa ‘in uscita’ è la comunità di discepoli missionari che prendono l’iniziativa, che si coinvolgono, che accompagnano, che fruttificano e festeggiano” (EG 24). “La Chiesa ‘in uscita’ è una Chiesa con le porte aperte” (EG 46). E’ una bella espressione utilizzata da papa Francesco per richiamare ad un movimento nuovo: non ripiegarsi di sé, non essere assorbiti in questioni unicamente interne e di tipo organizzativo.


Dio non si trova mai al termine dei miei ragionamenti o delle mie costruzioni mentali. Si trova al termine del mio impegno.
In poche righe e a partire dalla Sacra Scrittura, affrontiamo i concetti di fratellanza e di prossimo, analizzandoli nella loro evoluzione storica e traendone un comune denominatore indispensabile al fine di realizzare una integrazione del “diverso” da noi, tanto necessaria ai nostri giorni, mantenendo e anzi rafforzando uno dei pilastri della nostra vita di fede: l’amore per il prossimo.


I cristiani n per regione, nè per voce, nè per costumi sono da distinguere dagli altri uomini.