«Invocato lo Spirito Santo, [Domenico] riunì i frati e disse loro il proprio intento: inviarli per il mondo benché pochi di numero, e non trattenerli più a lungo lì, in un sol luogo, tutti insieme. Si sorpresero tutti a sentirlo annunciare così improvvisa decisione. Ma li animava l’evidente autorevolezza della sua santità; cosicché acconsentirono di buon grado, fiduciosi che tutto ciò avrebbe portato buon frutto». Il beato Giordano di Sassonia dedica un paragrafo del Libellus alla grande e feconda decisione di Domenico di disseminare i primi frati predicatori «nei diversi quartieri della Chiesa di Dio» (Libellus 62).
Category: Predicazione
L’Ordine dei frati predicatori, fondato da S. Domenico, “fin dalle sue origini è noto esser stato istituito in modo specifico per la predicazione e la salvezza delle anime”. Perciò i nostri frati, secondo l’insegnamento del fondatore, “ovunque, come persone che desiderano procurare la propria e l’altrui salvezza, si comportino onestamente e religiosamente, da uomini evangelici che, seguendo le orme del loro Salvatore, parlano con Dio o di Dio al prossimo” (Prime Costituzioni dell’Ordine).
Infatti, partecipi della missione degli Apostoli, ne seguiamo anche la vita nella forma concepita da S. Domenico. Tutte le note caratteristiche della nostra vita (vita comune, osservanza dei consigli evangelici, liturgia in comune, studio, osservanza regolare) non solo contribuiscono alla gloria di Dio e alla nostra santificazione, ma servono anche direttamente alla salvezza degli uomini, in quanto tutte insieme ci preparano e stimolano alla predicazione, a cui danno, e dalla quale a loro volta ricevono, vigore di vita.
Da questi elementi saldamente connessi tra loro, è costituita la vita propria dell’Ordine, cioè la vita apostolica nel suo significato integrale, in cui la predicazione e l’insegnamento devono sgorgare dall’abbondanza della contemplazione.
(Cfr. Costituzione fondamentale, n. 2, 4)
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S. Domenico e la vita Apostolica femminile
6° giorno della Novena del Nostro Padre S. Domenico
«E se tu guardi la navicella del padre tuo Domenico, diletto mio figliolo, egli l’ordinò con ordine perfetto, volendo che i suoi figli attendessero solo all’onore di me e alla salute delle anime Egli prese l’officio del Verbo unigenito mio Figliuolo» (S. Caterina da Siena, Dialogo, CLVIII).
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Ancora ispirando la nostra vocazione missionaria
padre Paolo (Vieri) Andreotti, op 1921-1995: frate, missionario, vescovo, a 25 anni dalla sua scomparsa
Nel mio recente viaggio (lo scorso gennaio) nella Republica Islamica del Pakistan ci sono stati due momenti molto emotivi che desidero risaltare:
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Riflessioni nella pandemia
Il tempo della pandemia Covid-19 ha manifestato varie situazioni di crisi che segnano questo nostro tempo. E’ emersa la gravità di una crisi innanzitutto ecologica in cui siamo immersi: il virus è passato all’umanità da altre specie animali in connessione agli sconvolgimenti causati dall’attività umana negli ecosistemi.
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Un uomo di Dio nella città degli uomini
In ricordo di p. Cipriano Ricotti, o.p, tra documenti d’archivio e ricordi personali.
Era il 4 gennaio del 1989. Era di pomeriggio e nella comunità di San Marco cominciava a serpeggiare una certa inquietudine. Il Priore, P. Cipriano Ricotti, non si era visto durante tutto il giorno, lui così puntuale e presente agli atti comuni.
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La Somiglianza tra il Cuore Immacolato di Maria e il Sacro Cuore di Gesù
In tantissime immagini devozionali e tradizionali, il Sacro Cuore di Gesù e il Cuore Immacolato di Maria sono associati. Molte volte, addirittura, Gesù e Maria sono vestiti in maniera quasi identica ed entrambi mostrano i loro cuori in maniera simile. In quanto cattolici, noi comprendiamo quest’associazione a livello intuitivo. Come il Sacro Cuore è il simbolo dell’amore di Gesù per noi, così anche il Cuore Immacolato di Maria indica il suo materno amore per noi.
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Il sussurro di Dio
Dal vangelo secondo Mt 14, 22 Subito dopo ordinò ai discepoli di salire sulla barca e di precederlo sull’altra sponda, mentre egli avrebbe congedato la folla. 23 Congedata la folla, salì sul monte, solo, a pregare. Venuta la sera, egli se ne stava ancora solo lassù. 24 La barca intanto distava già qualche miglio da terra ed era agitata dalle onde, a causa del vento contrario.
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“Perché egli sia il primogenito tra molti fratelli”
Fraternità e sinodalità nell’Ecclesiologia di s. Tommaso
Il tema della fraternità sta suscitando da alcuni anni un rinnovato interesse, sia in ambito antropologico-politico, come principio capace di indicare uno stile di reciprocità e collaborazione tra gli attori della vita politico-sociale, che superi la classica dicotomia tra individualismo e comunismo; sia a livello teologico-ecclesiale, quale categoria ermeneutica in grado di esprimere la natura della Chiesa come comunione e popolo di Dio, e di
«esplicitare il riconoscimento dell’esperienza dell’origine nel rapporto, non di rado conflittuale, che lega nella Chiesa i fratelli e le sorelle tra di loro, ma anche, a raggio più largo, i membri della Chiesa con tutti gli uomini»1.
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La Trinità di Masaccio, espressione della vicinanza di Dio
Una delle cose che più colpisce colui che, entrando in Santa Maria Novella a Firenze, si avvicina alla Trinità di Masaccio, è una frase, una sorta di memento mori sopra quello scheletro così anatomicamente perfetto che si trova ai piedi della Trinità, la frase recita così: «IO FU[I] G[I]A QUEL CHE VOI S[I]ETE E QUEL CH[‘]I[O] SON VOI ANCO SARETE». Ma cosa ci dice veramente questa frase, è semplicemente la classica espressione “Ricordati che devi morire?” un rimando a quel destino di morte al quale tutta l’umanità è chiamata? O nasconde qualcosa di più profondo, un qualcosa che non si riesce a comprendere all’istante?
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Segnasti il corso ed il limite
La prima strofa di un inno piuttosto noto della Liturgia delle ore recita :
O immenso creatore,
che all’impeto dei flutti
segnasti il corso e il limite
nell’armonia del cosmo […]
