Tra il novero di persone che incontro nel mio variegato apostolato, molte mi interrogano, cariche di un sentito pathos esistenziale, su cosa sperare oggi? Un quesito che mi ha punto nel vivo e mi ha costretto a una lunga riflessione. Vista la centralità del tema, soprattutto per chi oggi si trova frastornato dalle differenti opzioni religiose ed è, non per sua colpa, orfano della gioia che traspare dal messaggio sanificante/santificante del Vangelo, vorrei provare a mettere a fuoco una prematiccia serie di considerazioni. Più che rispondere positivamente alla domanda in oggetto (visto che ancora mi è difficile farlo), cercherò di interrogarla.
Category: Predicazione
L’Ordine dei frati predicatori, fondato da S. Domenico, “fin dalle sue origini è noto esser stato istituito in modo specifico per la predicazione e la salvezza delle anime”. Perciò i nostri frati, secondo l’insegnamento del fondatore, “ovunque, come persone che desiderano procurare la propria e l’altrui salvezza, si comportino onestamente e religiosamente, da uomini evangelici che, seguendo le orme del loro Salvatore, parlano con Dio o di Dio al prossimo” (Prime Costituzioni dell’Ordine).
Infatti, partecipi della missione degli Apostoli, ne seguiamo anche la vita nella forma concepita da S. Domenico. Tutte le note caratteristiche della nostra vita (vita comune, osservanza dei consigli evangelici, liturgia in comune, studio, osservanza regolare) non solo contribuiscono alla gloria di Dio e alla nostra santificazione, ma servono anche direttamente alla salvezza degli uomini, in quanto tutte insieme ci preparano e stimolano alla predicazione, a cui danno, e dalla quale a loro volta ricevono, vigore di vita.
Da questi elementi saldamente connessi tra loro, è costituita la vita propria dell’Ordine, cioè la vita apostolica nel suo significato integrale, in cui la predicazione e l’insegnamento devono sgorgare dall’abbondanza della contemplazione.
(Cfr. Costituzione fondamentale, n. 2, 4)
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Una storia di mani
La tua morte, o Gesù, è una storia di mani. Una storia di povere mani, che denudano, inchiodano, giocano a dadi, spaccano il cuore.
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Ancora un po’ di cronaca… guardando indietro e avanti!
Cronache dal santuario domenicano di S. Maria del Sasso (AR)
Per tutte le chiese domenicane è stato l’anno del duplice Giubileo: il Giubileo della misericordia – già chiuso per tutta la Chiesa con la solennità di Cristo Re, il 20 novembre scorso – mentre nell’Ordine Domenicano si chiuderà il 21 gennaio 2017. Qui al Santuario per questo importante evento verrà celebrata una solenne S. Messa alle ore 17, con la presenza del Patriarca di Venezia, l’arcivescovo Francesco Moraglia.
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Per varcare la stretta e bassa porta del Regno dei Cieli
Meditazione su Matteo 3, 13-17
In questo brano Evangelico, appare in modo evidente l’umiltà del nostro Salvatore Gesù Cristo.
Benché senza peccato, nostro Signore, in obbedienza al Padre, non solo non ricusa di volersi mettere in fila tra i peccatori per riceverne il battesimo di conversione, ma invita il Battista a non opporre resistenza e adempiere così ogni giustizia. Da come possiamo ben notare, la vera obbedienza alla volontà del Padre, non si lascia sviare neppure da ciò che può sembrare logico: «Sono io che ho bisogno di essere battezzato da te», dice Giovanni, «e tu vieni da me?» (Mt 3,14). L’Obbedienza è perseveranza nella volontà di Dio, è conformità alla sua volontà, perché quella di Dio è volontà salvifica. -

Con la tua anima

Con la tua anima la mia s’è mescolata, come l’acqua col vino. E chi può separare il vino dall’acqua?
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Luce che brilli
Luce che brilli nelle tenebre, nato dal grembo di una Vergine, spogliaci della nostra notte e rivestici del tuo chiarore diurno.
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Auguri scomodi

Carissimi, non obbedirei al mio dovere di vescovo, se vi dicessi “Buon Natale” senza darvi disturbo.
