Author: administra
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17 febbraio, Roma
MERCOLEDI’ 17 FEBBRAIO 2016 ALLE ORE 18.00
primo incontro dei Mercoledì Caterinianinella Sala del Refettorio nel Chiostro del
convento di S. Maria sopra Minerva (Clicca qui)Tema dell’incontro:
L’orazione 19 di S. Caterina sulla MisericordiaGuiderà l’incontro Anisoara Tatar
Laica Domenicana e studentessa all’Angelicum. -
18-20 Dicembre 2015
Lo scorso 18-20 dicembre si è svolto a Roma il fine settimana vocazionale, l’ultimo del 2015.
Hanno partecipato due giovani che in gergo definiamo “in ricerca vocazionale”, oltre ai nostri postulanti e ai frati dell’equipe vocazionale, con la collaborazione dei frati studenti.
Questa volta non vorrei soffermarmi sulla cronaca dell’incontro ma, brevemente, su cosa significa essere “in ricerca vocazionale”.
Uno che è in ricerca di qualcosa in qualche modo è inquieto, non è tranquillo finché non trova quello che cerca. In questo caso si “cerca” di capire la volontà di Dio sulla nostra vita, in particolare la chiamata o vocazione specifica della nostra vita. Quello che un tempo si definiva: “la scelta dello stato di vita”.
Sì, perché tutti siamo chiamati (vocati) a servire e amare Dio nella nostra vita, ma come? Dove? Secondo quale carisma? Ecco allora l’opera preziosa del discernimento vocazionale, discernere, distinguere, capire, accogliere la voce di Dio che mi parla e mi chiama a qualcosa (e respingere le voci del “mondo” e del tentatore che ci distolgono dalla volontà di Dio).
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21 febbraio, Pistoia

KOINONIA-APPUNTAMENTI 2015-16
Convento S.Domenico – Pistoia (Info: Clicca qui)
“Mandati a predicare il Vangelo”
Nella linea della esortazione “Evangelii gaudium”– DOMENICA 21 FEBBRAIO –
Ore 9:45: Nella potenza dello Spirito
“Lettura” comunitaria del 5° capitolo Evangeli Gaudium
A cura di Laura CaffagniniOre 11.30: Celebrazione eucaristica
Ore 12.45: Agape fraterna
“Spezzando il pane nelle case, prendevano cibo con letizia e semplicità di cuore”
Nello spirito di Atti 2,46, condivideremo quello che ciascuno metterà a disposizione degli altriOre 14.30: Lettura e riflessioni su
Abramo “Padre dei credenti”: ma dove sono i suoi figli? -

7-18 aprile, Siena
Scrittura Cateriniana e predicazione domenicana
Nell’ambito del Giubileo dell’Ordine domenicano
(800 anni)Esposizione delle lettere e della bolla di canonizzazione di Santa Caterina da Siena.
Dove: Sagrestia della Basilica Cateriniana di San Domenico a Siena (Clicca qui)
Dal 7 al 18 di Aprile 2016 – Orario della Basilica – ingresso gratuito
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Uomini verso Dio – Frati Domenicani
Il sacerdote domenicano è chiamato ad essere, ad immagine di San Domenico,
un “vir apostolicus“, cioè un uomo che, vivendo la stessa vita degli Apostoli,
è inviato a tutti gli uomini per annunciare Colui che lo ha chiamato. -

Tommaso d’Aquino e le diverse vocazioni nella Chiesa
Pubblichiamo l’omelia che fr. Miroslav Konštanc Adam O.P., Rettore della Pontificia Università San Tommaso d’Aquino in Urbe, ha tenuto ieri nella Basilica di S. Maria sopra Minerva in occasione della festa di S. Tommaso d’Aquino.
Carissimi fratelli ed amici!
Oggi, anniversario della traslazione delle reliquie di San Tommaso d’Aquino a Tolosa nell’anno 1369, celebriamo la festa di questo grande Santo Domenicano. Figlio dei conti d’Aquino, signori di Roccasecca, Tommaso, nato nel 1225, era destinato ad una splendida carriera politica, o per lo meno ad una dignitosa carriera prelatizia. Serio fin da giovane, riflessivo e saggio, i genitori lo vedevano già o ministro o cardinale, o almeno abate di una grande abbazia, come quella per esempio di Montecassino. Tommaso deluse tutto il parentado quando, dopo aver studiato filosofia a Napoli, dichiarò di voler entrare nel giovane, povero, combattuto Ordine di San Domenico: un Ordine addirittura di “mendicanti”! I nobili parenti tentarono in ogni modo d’impedirgli quella ritenuta pazzia. I fratelli lo inseguirono per sequestrarlo. Egli riuscì a sfuggire alle troppo premurose attenzioni della famiglia, ed entrato tra i frati predicatori venne inviato allo Studio di Parigi, dove i compagni lo schernirono per il suo carattere taciturno. -

“Per amore di Te”
La confessione di fede
di san Tommaso d’AquinoSan Tommaso, “cantore dell’eucarestia”, che redasse l’ufficio e la messa della festa del Corpus Domini, tre giorni prima di morire, al momento di ricevere la comunione come viatico, si rivolge al Cristo con questi sentimenti:
Ricevo Te, prezzo della redenzione dell’anima mia. Ricevo Te, viatico della mia peregrinazione [in terra]. Per amore di Te ho studiato, ho vegliato, ho faticato. Te ho predicato, Te ho insegnato. Mai ho proferito qualcosa contro di Te, ma se qualcosa l’ho detta, l’ho detta per ignoranza e non persisto nella mia idea. E se ho detto qualcosa di errato rispetto a questo sacramento e agli altri, rimetto tutto alla correzione della santa Romana Chiesa, nella cui obbedienza ora lascio questa vita (Tocco, Vita di san Tommaso, n. 58).
In questa professione di fede, san Tommaso esprime innanzitutto la gratitudine per la redenzione della sua anima, che Cristo ha operato donando la sua vita in riscatto per l’uomo. Egli riconosce che l’amore di Cristo, che dona la sua vita per la salvezza degli uomini, è all’origine del suo moto d’amore per Cristo. È la vita, il comportamento di Cristo che commuove il cuore di Tommaso, lo fa uscire da sé stesso per amare Gesù Salvatore. L’amore che nutriamo per Cristo è suscitato da Lui stesso, è un dono che Lui ci fa.
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Comunicazione e misericordia, un incontro fecondo
L’8 maggio 2016, la domenica di Pasqua che precede la Pentecoste, sarà la 50a Giornata Mondiale delle comunicazioni sociali. Si tratta dell’unica giornata mondiale stabilita dal Concilio Vaticano II. Il tema scelto da papa Francesco nel suo messaggio reso pubblico il 24 gennaio scorso ( Leggilo cliccando qui ), in piena sintonia con il Giubileo straordinario della Misericordia è : Comunicazione e misericordia: un incontro fecondo.
« Ciò che diciamo e come lo diciamo, ogni parola e ogni gesto dovrebbe poter esprimere la compassione, la tenerezza e il perdono di Dio per tutti ». Nessun tipo di diversità dovrebbe impedire il dialogo, che dovrebbe invitarci a comunicare da figli di Dio con tutti, senza esclusione, creando ponti, favorendo l’inclusione.
Il papa nel suo messaggio, come d’altronde ha già fatto in molti altri scritti, è come se volesse esprimere il sogno di un mondo più bello, che comprende anche quello delle comunicazioni, con parole di una semplicità disarmante : « Com’è bello vedere persone impegnate a scegliere con cura parole e gesti per superare le incomprensioni, guarire la memoria ferita e costruire pace e armonia»;
