Category: Meditazioni

  • La vera rivoluzione di Amoris laetitia

    La vera rivoluzione di Amoris laetitia

    Nel XX secolo è avvenuta una rivoluzione straordinaria, silenziosa, sconvolgente e dolorosa: la rivoluzione dell’amore. E’ una rivoluzione a casa nostra che è in atto in questo preciso momento. Anzi è la rivoluzione stessa di casa nostra, cioè della famiglia.

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  • La vita segreta della fede

    Ciò che rende la religione cattolica interessante sono i suoi segreti, le cose private e nascoste, quelle cose illuminate dalla luce soprannaturale. A prima vista queste cose segretie appaiono interessanti alla nostra curiosità. Quanti libri o film di un cosiddetto “cattolicesimo nascosto”, o di un presunto “Vaticano segreto” avete visto?

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  • Esseri umani 2.0: dal Transumanesimo all’oltre-uomo del Vangelo

    Esseri umani 2.0: dal Transumanesimo all’oltre-uomo del Vangelo

    Vorrei partire da quello che può essere considerato una delle immagini-simbolo dell’Umanesimo classico e rinascimentale: il celebre disegno dell’Uomo vitruviano, esposto nelle Gallerie dell’Accademia di Venezia, e ora visibile da qualche anno anche su tutte le monete da 1 € coniate dall’Italia.

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  • Fra Antonio di Valdivieso: vescovo, profeta e martire

    Fra Antonio di Valdivieso: vescovo, profeta e martire

    Tra le grandi figure della nostra storia dominicana di altri luoghi e di altri tempi è degno di interesse la figura del vescovo dominicano fra Antonio di Valdivieso, confratello domenicano spagnolo: pastore, profeta, e in un certo senso “protomartire” di America, vissuto in Nicaragua nel secolo XVI, solidale con il pensiero lascasiano nel percorso umanista e liberatore delle grandi figure domenicane di fra Pedro de Cordoba e fra Antonio de Montesinos.

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  • La carità come amicizia in san Tommaso d’Aquino

    La carità come amicizia in san Tommaso d’Aquino

    Tra i molteplici tipi di amore umano che possiamo costatare, l’amore gratuito di benevolenza, “amare una persona per volere il suo bene”, è il punto di partenza dell’amicizia: “L’atto di amore tende sempre verso due cose: verso il bene che si vuole a qualcuno e verso la persona a cui si vuole il bene”. E questo vale anche nei confronti di se stessi: “Amare se stesso, significa volere un bene a se stesso. Si cerca quindi di unire a sé questo bene – per quanto è possibile” (1a, q. 20, a. 1, ad 3).

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  • “Nient’altro che Te, Signore!” sia anche la nostra risposta al Signore

    “Nient’altro che Te, Signore!” sia anche la nostra risposta al Signore

    La vita e l’insegnamento di san Tommaso d’Aquino si potrebbe riassumere in tre eventi significativi della sua vita. Il primo è l’esperienza personale e profonda del Signoreche San Tommaso ha avuto mentre era in preghiera davanti al Crocifisso, al mattino presto nella Cappella di San Nicola, a Napoli.

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  • Tommaso d’Aquino: maestro di musicologia?

    Tommaso d’Aquino: maestro di musicologia?

    Esiste una tipologia di persone che tutti amiamo tanto: i “tuttologi”. Sapete quel genere di individui capaci di dare una risposta, un parere, un’opinione su tutto? Gente simpatica, bisogna dirlo, come un sassolino nella scarpa nuova appena messa. E così quando mi sono messo a ricercare se il buon Tommaso d’Aquino (cui va la mia debita e filiale riverenza) si fosse preso la briga di scrivere anche di musica nella sua Summa theologiae mi sono detto: “Oddio, anche lui è uno di loro!”.

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  • “Chi ha visto me, ha visto il Padre!” (Gv 14,1-12)

    “Chi ha visto me, ha visto il Padre!” (Gv 14,1-12)

    Con queste parole Gesù manifesta ai suoi discepoli il suo rapporto con Dio padre di cui si proclama Figlio. Inizia col confortarli perché non siano turbati dagli eventi che stanno per accadere. Discorso che Gesù fa prima della Passione. A noi in questo momento suona come il saluto che egli fa ai suoi discepoli dopo la sua Resurrezione, al momento dell’Ascensione.. Li esorta a non perdere la fede. Né in Dio Padre, né in lui. “Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me”.

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  • «Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna»

    «Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna»

    Alla luce delle letture di venerdì 5 maggio (At 9,1-20 – Gv 6,52-59), appare evidente come San Paolo e Santa Caterina da Siena siano esempi della concreta possibilità di vivere consapevolmente, grazie all’aiuto altrui, a prescindere dai propri percorsi, le parole di Gesù: «Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna».

    Paolo, infatti, si trova, sì, a camminare già, seguendo la via dei discepoli di Cristo, ma con l’intenzione di perseguitarli, quando «all’improvviso lo avvolse una luce dal cielo e, cadendo a terra, udì una voce che gli diceva: “Sàulo, Sàulo, perché mi perséguiti?”. Rispose: “Chi sei, o Signore?”. Ed egli: “Io sono Gesù, che tu perséguiti! Ma tu àlzati ed entra nella città e ti sarà detto ciò che devi fare”». 

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  • Giorgio La Pira e san Marco: spunti di riflessione

    Giorgio La Pira e san Marco: spunti di riflessione

    Giorgio La Pira (19041977), docente di Diritto Romano, uomo politico, membro dell’Assemblea Costituente, parlamentare italiano, sindaco di Firenze, operatore di giustizia, di pace e di carità, Servo di Dio, ha avuto con il convento di San Marco in Firenze un rapporto privilegiato. Vi abitò infatti dal 1936 al 1944 condividendo la vita con la comunità e in seguito, costretto a lasciarlo per motivi di salute, mantenne con esso sempre uno stretto rapporto fino a dichiarare in una lettera, riferendosi al convento di San Marco: «è la mia sola casa terrena e la cella n° 6 è la mia sola cella terrena: la porto nel cuore, sempre!». Come si spiega che un uomo dalla vita così impegnata culturalmente, socialmente e politicamente volesse vivere in un convento e perché poi il convento di San Marco?

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