Category: Meditazioni

  • Omelia per la solennità di Santa Caterina da Siena (S.Em.za Card. Walter Kasper)

    Omelia per la solennità di Santa Caterina da Siena (S.Em.za Card. Walter Kasper)

    Cari fratelli e sorelle!

    Nella seconda Lettura di questa solennità di Santa Caterina da Siena, San Paolo ci permette di guardare in profondità il suo cuore e ci mostra la più profonda dimensione del suo apostolato: “Perciò sono lieto delle sofferenze che sopporto per voi e completo nella mia carne quello che manca ai patimenti di Cristo.”

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  • Il sole che non prova tramonti

    Il sole che non prova tramonti

    È veramente evento unico il giorno solenne di Pasqua nella nostra vicenda terrena. In esso celebriamo e rinnoviamo il memoriale della Risurrezione del Signore; in esso siamo condotti alla comunione di vita con il risorto nel sacramento del suo Corpo e Sangue, dopo aver accolto la sua parola e rinnovato il patto dell’Alleanza nelle promesse battesimali. Nella Risurrezione di Gesù siamo stati ri-creati per essere partecipi della sua stessa Vita.

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  • Tra i rituali di morte del mondo, l’invito pasquale a non avere paura

    Tra i rituali di morte del mondo, l’invito pasquale a non avere paura

    La suggestiva veglia pasquale, che segna il passaggio dalla quaresima alla Pasqua, così carica di simboli e ricca di parole, appare come un risveglio, una rinascita: dalle tenebre alla luce, dal silenzio alla parola, dalla morte alla vita. La luce che si propaga gradualmente nel buio e il canto che rompe il silenzio della notte sono un invito alla gioia e alla speranza: “Esulti il coro degli angeli, esulti l’assemblea celeste: un inno di gloria saluti il trionfo del Signore risorto. Gioisca la terra inondata da così grande splendore: la luce del re eterno ha vinto le tenebre del mondo”.

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  • Dalla maledizione alla Redenzione

    Dalla maledizione alla Redenzione

    Il Venerdì Santo è la giornata della meditazione sulla Passione, Croce e morte di Gesù Cristo, Salvatore del mondo. La Chiesa intera è chiamata ad inginocchiarsi davanti al Redentore, che muore sulla Croce, versando fino all’ultima goccia del sangue per noi. In questa giornata si svolge solo l’adorazione della Croce. Nella narrazione del Passio, possiamo contemplare “l’uomo dei dolori che ben conosce il patire” (Is 53,3).

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  • Sempre illuminati dal Segno della Croce

    Sempre illuminati dal Segno della Croce

    La nostra vita spirituale e il nostro cammino di vita cristiana che è chiaramente incastonato nel Mistero della Croce e con esso sempre dialogante, si rievoca e si rivive durante la Grande Settimana, che raccoglie e racchiude il Mistero Pasquale della Passione, Morte e Resurrezione del Cristo Gesù. Ed è per questo che la Croce, e il Crocifisso, sono simbolo e segno supremi dell’esperienza cristiana del Popolo di Dio, il popolo della Nuova Alleanza.

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  • La divina volontà: accoglienza di un Dono

    La divina volontà: accoglienza di un Dono

    Accoglietevi gli uni gli altri come Cristo accolse voi per la gloria di Dio (Rm 15, 1-3)

    Accogliersi! È l’invito insistente di Gesù alla sua Chiesa, che formiamo tutti noi. L’uomo di fede è l’uomo dell’ascolto dinamico, un ascoltare che si esprime nell’accoglienza, prima di tutto, del Dono di Dio, che è vita, intelligenza, salute, amore, fede, e in particolare, della Sua Divina Volontà. Ed è questo Dono che rende possibile il passaggio dal prendere in modo possessivo al donare per amore. Dunque, è dal senso di gratitudine, profondo e gioioso, nei riguardi di Dio, che nasce il senso dell’accoglienza nei riguardi del prossimo. Una gratitudine che non si riduce a un semplice scambio verbale devozionale per un dono reale ricevuto, ma si esprime donando quanto abbiamo ricevuto, affinché cresca e raggiunga il suo fine, cioè “dare gloria a Dio”, come invita l’Apostolo.

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  • Amoris laetitia scandalosa: una nota a luci rosse in latino?

    Amoris laetitia scandalosa: una nota a luci rosse in latino?

    Si potrebbe chiamare la lettera apostolica Amoris laetitia la “lettera delle note”. Di fatto buona parte della stampa e del mondo cattolico si è concentrata soprattutto sull’analisi e sull’interpretazione delle note del capitolo ottavo del documento (vedi nn. 329, 336, 344, 348, 351 e 364). Assecondando questo gusto per le note di Amoris laetitia volevo attirare l’attenzione su un’altra nota poco nota ma molto interessante sotto il profilo tommasiano. Amoris laetitia si potrebbe definire particolarmente tommasiana. È Tommaso il teologo più citato. Sono ben 18 le citazioni di Tommaso d’Aquino e la maggior parte di esse (15) si trova nella parte centrale della lettera, nel capitolo quarto “L’amore nel matrimonio”, le altre tre nel capitolo più discusso “Accompagnare, discernere e integrare la fragilità”.

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  • La stele frantumata: Serge de Beaurecueil

    La stele frantumata: Serge de Beaurecueil

    In un tempo di muri e di barriere interiori ed esteriori fa bene tornare a far memoria di testimoni di dialogo e di incontro, persone che hanno gettato ponti e si sono lasciati cambiare la vita dall’avventura dell’ospitalità. Agli inizi di marzo di dodici anni fa moriva in Francia il domenicano Serge De Beaurecueil (1917-2005). Entrato nell’Ordine in età giovanile dopo una infanzia segnata da sofferenza interiore per la vita familiare, fu allievo di fr.Marie-Dominique Chenu che gli diceva: “Non studiare le dottrine, studia gli uomini che le hanno concepite, nel loro ambiente e nella loro epoca. Altrimenti rischi di non capire niente”.

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  • San Tommaso, poeta innamorato dell’Eucarestia

    Quando ero studente di liceo (1958-59) mi trovavo a san Domenico di Fiesole per la festa di San Tommaso, che allora si celebrava il 7 marzo. Fu invitato a tenere il panegirico il padre Davide Maria Turoldo dell’Ordine dei Servi di Maria che viveva in un convento vicino al nostro: la Badia fiesolana. Il padre Turoldo si presentò in chiesa con una pila di libri liturgici e con quella salì al pulpito. Depose i libri sul parapetto del pulpito in posizione molto pericolosa per chi stava sotto. Avevamo molta stima del padre Turoldo conoscendo le sue doti di studioso, di mistico e… di poeta.

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  • Storia della reliquia dell’avambraccio di san Tommaso

    Storia della reliquia dell’avambraccio di san Tommaso

    Ripercorrere le vicende che si celano dietro agli oggetti è sempre molto avvincente. Questi oggetti che vengono dal passato hanno delle storie a volte molto affascinanti, storie che ci parlano di amore e morte, di rivoluzioni e di momenti di gioia, ci raccontano da dove veniamo e verso dove siamo proiettati; pure gli oggetti “religiosi” o che vengono proposti alla devozione dei fedeli nascondono a volte delle storie avvincenti.

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