Dio deve agire in tutte le creature e in tutte le loro azioni, altrimenti non avrebbero realtà e consistenza. La mozione divina non è, però, un colpo mortale che mette fine ad ogni opposizione, la tirannia del pugno chiuso. Se c’è qualche mancanza di rispetto per una sola creatura nel mondo, possiamo restare certi che tale mancanza non procede da Dio; Egli muove tutte le cose secondo le loro nature.
Category: Meditazioni
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Una perla d’arte domenicana nel Casentino
Sarà certamente cosa gradita ai visitatori di questo sito la presentazione di tre dipinti presenti nel Santuario di S. Maria del Sasso (Bibbiena), recentemente restaurati a spese del Santuario stesso, sotto la direzione della Soprintendenza di Arezzo.
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Una pagana maestra di fede – la vicenda della Cananea letta dai Padri della Chiesa
Meditazione su Matteo 15, 21-28
In questo brano del Vangelo di san Matteo, possiamo vedere quali devono essere gli atteggiamenti interiori per una buona preghiera: la fede, l’umiltà e la perseveranza. La cananea, nonostante sia una pagana ha fede nel Signore, sa che se Lui vuole può guarire la figlia pertanto invoca la sua misericordia, il suo aiuto. Lo fa con pazienza e perseveranza, nonostante l’apparente rifiuto da parte di Gesù. Lei sa di non appartenere alle pecore della casa di Israele, (fa notare Rabano Mauro, che i pagani erano chiamati cani a causa dell’idolatra) ne è cosciente.
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Il convertito ed il vero amico di Dio
Un esodo dall’Io verso Dio,
un esodo da me verso i miei fratelli
Il sermone1 10 di Giovanni Taulero ci conduce lungo un percorso finalizzato a farci comprendere quale sia la strada che ogni buon cristiano deve percorrere, al fine di ricondurre se stessi alla Fonte primaria della Luce, Dio stesso. In poche righe ci mostra quali sono i pericoli che da esso ci allontana, e qual è la differenza che intercorre tra un vero amico di Dio e uno falso.
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Anniversario della fondazione del proto monastero delle monache domenicane a Roma
S. Domenico ha creduto fino in fondo al valore della preghiera di intercessione e per questo ha fondato durante la sua vita tre monasteri di vita contemplativa e ne ha ordinato la costruzione di un quarto, a Bologna, che è stato realizzato dopo la sua morte.
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Un girotondo di santi e beati
Omelia di S.E. Mons. Robert Le Galle, arcivescovo di Tolosa, in occasione della santa messa in onore del Beato Angelico celebrata a S. Maria sopra Minerva
Avete mai visto, fratelli, una mimosa, delle mimose, tante mimose in fiore? All’inizio della settimana mi trovavo vicino a Perpignano, ad un’ora di cammino dalla Spagna, in un focolare della Carità, dove questi alberi di luce rifulgevano perché pioveva molto. Un bocciolo giallo-verde raccolto che improvvisamente prorompe; una metamorfosi lo trasforma in una sfera di luce setosa che diffonde generosamente una delicata fragranza.
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Il Canto della Bellezza
Con la sua vita cantò la gloria di Dio che egli portava come un tesoro nel profondo del suo cuore ed esprimeva nelle opere d’arte
(San Giovanni Paolo II, 18 febbraio, 1984)In occasione della proclamazione del Beato Angelico come “Patrono degli Artisti” Giovanni Paolo II ha iniziato la sua omelia con un riconoscimento del Beato come “cantore della bellezza.” Il papa diceva: “In questo incontro liturgico desideriamo onorare un uomo a cui fu attribuito il nome di “Angelico”. E la sua vita – in profonda sintonia col soprannome datogli – fu uno straordinario “canto” a Dio: “un canto davanti agli angeli”.”
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Alla fine di un Giubileo
E’ stato pubblicato e diffuso largamente il testo dell’omelia tenuta dal Patriarca di Venezia Francesco Moraglia in occasione della solenne liturgia che chiudeva l’anno giubilare domenicano a Santa Maria del Sasso il 21 gennaio c.a.
Vista la forte impressione suscitata nel sottoscritto e nella folla dei presenti in quella così solenne circostanza, vengo a esporre alcune annotazioni e a mettere in evidenza alcuni punti. L’anno del doppio Giubileo, quello generale (8 dicembre 2015-8 dicembre 2016) e quello domenicano (7 novembre 2015-21 gennaio 2017) è stato caratterizzato da Papa Francesco con la (troppo) ripetitiva proposta della Misericordia: argomento sul quale da subito e con sospetto zelo si sono tuffati i media, quasi che ormai tutto sia divenuto perdonabile e accettabile a prescindere.
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La vocazione alla speranza
Il Nostro Signore Gesù Cristo fa ciascuno di noi una domanda personale, che scopriamo quando ci rendiamo conto che abbiamo la capacità —e la libertà— di fare qualcosa con la nostra vita. La domanda è, semplicemente, che cosa vuoi? Che cosa vuoi fare della tua vita? Che cosa desideri? Che cosa ti piace? Cerca i desideri del tuo cuore. Cerca la verità. La passione che ci vuole per amare ciò che è buono e lottare per esso si trova nella virtù teologale della speranza. La speranza è una virtù che indica la forza non una debolezza. Nel nostro mondo dove la conformità e la sicurezza sono incoraggiate, stranamente è la religione cattolica che ci incoraggia alla libertà, a desiderare, da appassionato, di essere forte. La speranza ricorda l’essenza della vocazione cristiana.
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Chiamati ad essere sale e luce
Gesù chiede ai suoi discepoli le stesse cose che ha vissuto lui stesso nella sua esistenza volendo che la sua missione di salvezza si attui in ogni tempo. Ci dice che come lui siamo chiamati ad essere luce del mondo: “ Io sono la luce del mondo chi segue avrà la luce della vita” e ci ricorda la vocazione di essere anche il sale della terra.
Due immagini per farci comprendere come quello che lui ha compiuto con la sua predicazione e con la sua presenza non può fermarsi ma deve continuare attraverso i suoi discepoli chiamati e fatti partecipi di tutta l’esperienza della sua vita, dall’inizio del suo ministero alla sua passione, morte e risurrezione. “Voi siete il sale della terra…”. Queste parole ci dicono che come il sale è sapore che richiama il sapere e la sapienza.
