Category: Meditazioni

  • “Un passo nella sicurezza e un passo nel rischio”

    “Un passo nella sicurezza e un passo nel rischio”

    Emergenza antropologica e sfida educativa nell’insegnamento di papa Francesco

    In una lettera indirizzata alla diocesi e alla città di Roma del gennaio 2008, Benedetto XVI individuava nel “compito urgente dell’educazione” una delle sfide ecclesiali e sociali più importanti del nostro tempo, a cui rispondere con competenza e sollecitudine. Il venir meno di tanti punti di riferimento abituali, la messa in questione di tradizioni e culture nel loro insieme, la crisi economica e antropologica degli ultimi anni, sono elementi che generano un senso di inquietudine e di disorientamento che rende immediata e spontanea una rinnovata “domanda di educazione”.

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  • Semplicità

    Semplicità

    “Il beato padre Francesco, ricolmo ogni giorno più della grazia dello Spirito Santo, si adoperava a formare con grande diligenza e amore i suoi nuovi figli, insegnando loro con principi nuovi, a camminare rettamente e con passo fermo sulla via della santa povertà e della beata semplicità”. (Tommaso da Celano, Vita prima di san Francecso, XI 26). Così Tommaso da Celano, nel suo ritrarre Francesco d’Assisi, parla di lui sottolineando la capacità di essere educatore di altri con uno stile di semplicità. Semplicità del cuore indica una attitudine che non ha nulla a che fare con l’impreparazione, la superficialità o la spontaneità senza riflessione.

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  • Roma, ATAC, lupi e pastori urbani

    Roma, ATAC, lupi e pastori urbani

    Nel periodo delle vacanze ci capita di fare cose che usualmente non si ha il tempo e l’occasione di fare. Alcune di esse, poi, sono inusuali e al tempo stesso foriere di intuizioni e provocazioni.

    In uno di questi miei giorni di “riposo” ho deciso di fare una passeggiata per Roma, facendomi accompagnare dalla mia compagnia di viaggi preferita: l’Atac. Ovviamente non si tratta della famosa “Associazione teologica amici Cristo” (dotta citazione dal film Acqua e sapone di Carlo Verdone), quanto piuttosto dell’azienda che si occupa del trasporto pubblico nella capitale. Insomma, mi sono fatto una passeggiata romana su di un autobus: non male, vero?

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  • Avvolti nella nube: l’esperienza della preghiera intima

    Avvolti nella nube: l’esperienza della preghiera intima

    Il vangelo della festa della Trasfigurazione esprime grandissimi insegnamenti. Come tutti i più grandi insegnamenti che riceviamo e che ci rimangono in mente, vengono dati da Gesù e dal Padre in un momento molto intenso emotivamente. Nella mia esperienza ciò è avvenuto per tutti i più grandi insegnamenti che ho ricevuto. Anche al liceo le più grandi nozioni di fisica, matematica, letteratura e, ovviamente, vista la mia passione, filosofia, mi sono sempre state date in un momento che aveva in sé una forte emotività. Ricordo il professore di fisica, uno dei tanti che ho avuto, quando, introducendo la fisica come scienza sperimentale, ci spronò ad avere una nostra visione del mondo fisico. Avevo appena sedici anni.

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  • A Salamanca riflettendo sui diritti umani

    A Salamanca riflettendo sui diritti umani

    Circa duecento partecipanti tra frati suore, monache, laici domenicani e preti associati. Cinquanta i paesi del mondo rappresentati. Quattro giorni di convegno a Salamanca, nel convento che vide il fiorire della scuola di teologi che nel secolo XVI diedero inizio alla riflessione sul diritto delle genti ed ebbero intuizioni fondamentali premessa al riconoscimento dei diritti umani fondamentali. Il Congresso svoltosi a Salamanca dal 1 al 4 settembre 2016 ha radunato domenicani impegnati a vario titolo nella difesa dei diritti umani nelle varie regioni, promotori di giustizia e pace, docenti di teologia e scienze sociali in varie università e centri di studio.

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  • Chiamati alla comunione con il Padre in Gesù

    Chiamati alla comunione con il Padre in Gesù

    La vocazione che Dio rivolge agli uomini è vivere in comunione con Sé per mezzo di Gesù Cristo, suo Figlio. È chiamata alla santità quella che abbiamo ricevuto nel Battesimo. Ad essa nel corso della vita cerchiamo di rispondere nell’ascolto e la pratica della Parola di Dio.

    Dio che è Santo, cioè “separato, diverso” dal mondo e dal male invita gli uomini ad essere suoi figli, “separati” dal mondo e a vivere la sua Vita. Tutto questo per noi si è realizzato per l’opera di redenzione che Gesù Cristo ha attuato per il mondo intero.

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  • Natività di Maria

    Natività di Maria

    Il brano del vangelo di questa festa mariana è la genealogia e l’annunciazione a Giuseppe. Ciò che più sorprende in questa pagina del vangelo è la capacità di Matteo di leggere una storia tanto sconnessa e disordinata come una tavola dove tutto ha senso e valore. Matteo si rivela un teologo perché aiuta a leggere, sotto l’apparente freddezza dei numeri e dei nomi, il calore di una storia che genera il suo figlio più illustre.

    Trovare nomi di donne in una genealogia desta non poca sorpresa perché la discendenza si trasmette per linea paterna. La sorpresa cresce ancora di più quando si leggono i nomi di Tamar, Racab, Rut, Betsabea, donne dal passato non sempre brillante. 

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  • Santa Rosa da Lima

    Santa Rosa da Lima

    Da Gaspare Flores e Maria de Oliva, cittadini spagnoli stanziati nel Perú, Rosa nacque a Lima il 20 aprile 1586, ricevendo al fonte batte­simale il nome di Isabella, come la nonna ma­terna.

    Chiamata per la prima volta “Rosa” dalla serva india Mariana, quand’era ancora in culla, a motivo della sua straordinaria bellezza, quel nome le rima­se poi sempre, confermatole anche dal santo arcivescovo di Lima, Toribio di Mogrovejo, quando nel 1597 le amministrò la Cresima a Qui­ve, dove la famiglia si era da poco trasferita per ragioni di lavoro. Educata nella pratica della virtù, Rosa ricevette anche una cultura poco comune per una donna del suo tempo. Ancora bambina, consacrò la sua verginità a Dio e cominciò ben presto a condurre una vita spiritualmente elevata.

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  • Nel tempo della violenza stare nei luoghi di frattura

    Nel tempo della violenza stare nei luoghi di frattura

    In questi tempi e giorni la violenza attuata in varie forme appare come un’ onda che prende e trasforma, trascinando tutto con sè, generando rabbia e reazione, incapacità di giudizio e di lettura critica, e anche da parte di chi si dice cristiano venir meno del riferimento al vangelo. Può essere motivo di orientamento e forza riandare alla testimonianza di chi ha saputo leggere i segni dei tempi e impegnarsi con la vita nelle vie esigenti del dialogo e dell’incontro. Qui di seguito riporto in mia traduzione l’omelia tenuta oggi al Capitolo generale dell’Ordine domenicano da fr. Jean Jacques Pérennès a vent’anni dall’assassinio di fr.Pierre Claverie: un testimone da ascoltare. (ac)

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  • I tre punti della “agenda” di Gesù per i giovani

    I tre punti della “agenda” di Gesù per i giovani

    “Maestro, che cosa devo fare per avere la vita eterna?” (Mt 19,16)

    Come tutti ben sappiamo, quest’anno si celebra la Giornata Mondiale della Gioventù a Cracovia, Polonia dal 25 al 31 luglio. In questo contesto, vorrei riflettere con voi sul tema “Il giovane dell’incontro con Gesù”. In Mt 19, 16-21 abbiamo l’interessante dialogo tra Gesù e la giovane ricco, in cui il giovane chiede a Gesù: “Maestro, che cosa devo fare di buono per avere la vita eterna?”.

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