Category: Meditazioni

  • L’inquietudine del mondo

    L’inquietudine del mondo

    “Perché Erode temeva Giovanni, sapendolo giusto e santo, e vigilava su di lui; e anche se nell’ascoltarlo restava molto perplesso, tuttavia lo ascoltava volentieri”. Mc 6, 20

    L’inquietudine del mondo è richiamata dall’atteggiamento di Erode nei confronti di Giovanni il Battista,che ne aveva profeticamente denunciato il rapporto con la cognata come non lecito; infatti, colui che su istigazione di Erodiade lo farà decapitare, dopo averlo fatto arrestare, vigilava su Giovanni e lo ascoltava volentieri, ma restando perplesso. Si sente rimproverato dal Battista, ma allo stesso tempo percepisce che gli viene data una possibilità. 

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  • San Tommaso e la “sindrome del sagrestano disincantato”

    San Tommaso e la “sindrome del sagrestano disincantato”

     Omelia di fr. Serge-Thomas Bonino, O.P., per la festa di san Tommaso d’Aquino tenutasi nella Basilica di Santa Maria sopra Minerva (Roma)

    Napoli, 6 dicembre 1273. Festa di San Nicola. Siamo nella sagrestia del convento di San Domenico. Dopo la Messa. Parla fra Tommaso d’Aquino:

    « – Non insistere, caro Reginaldo. Te l’ho appena detto : non ne posso più, mi fermo qua.

    – Certo, Maestro, da tanti anni lavoriamo molto, forse troppo, e difatti in questi giorni, mi sembra un po’ stanco. Allora rimandiamo a domani la redazione delle questioni della Somma di teologia sulla penitenza. Nel frattempo le preparo un rimedio che conosco io… una pozione segreta di zia Giuseppina. Sveglierebbe i morti…

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  • L’Essere, in verità, è Amore

    L’Essere, in verità, è Amore

    Piero Coda lettore di s. Tommaso

    In un saggio pubblicato nel 2008 e apparso nella collana “Contributi di teologia” presso la casa editrice Città Nuova, Piero Coda (già ordinario di teologia trinitaria presso la Pontificia Università Lateranense e ora preside dell’Istituto universitario “Sophia” a Loppiano), dopo diversi contributi già dedicati a una riflessione sistematica negli ambiti della Teologia Fondamentale e Trinitaria, intraprendeva un confronto con uno dei grandi classici del pensiero teologico occidentale (il De Trinitate di s. Agostino), allo scopo di rintracciare le radici e il fondamento di un’ontologia trinitaria, di una speculazione cioè capace di scorgere il ritmo e le tracce della rivelazione trinitaria nel dispiegarsi stesso dell’essere, attraverso quel suo darsi (esse ut actus) all’altro-da-sé come modo specifico e connaturale di essere-sé.

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  • «Egli è lo strumento che ho scelto per me»: da Saulo a Paolo, da Damasco al Risorto

    «Egli è lo strumento che ho scelto per me»: da Saulo a Paolo, da Damasco al Risorto

    “Rendo grazie a colui che mi ha dato la forza, Cristo Gesù Signore nostro, perché mi ha giudicato degno di fiducia chiamandomi al mistero: io che per l’innanzi ero stato un bestemmiatore, un persecutore e un violento. Ma mi è stata usata misericordia, perché agivo senza saperlo, lontano dalla fede”

    Quasi alla fine della sua esperienza terrena, san Paolo ricorda con queste parole la grazia della sua vocazione. Il ricordo di quell’incontro sconvolgente sulla via per Damasco lo fa prorompere in un inno di lode e ringraziamento. La festa liturgica della Conversione di san Paolo (25 gennaio) invita il popolo di Dio a fissare lo sguardo su questo campione della fede, ma ancor di più a benedire il Signore per le meraviglie di grazia che opera, trasformando il cuore dell’uomo per mezzo della sua Misericordia.

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  • Domenico, limpida e brillante trasparenza della “grande luce”

    Domenico, limpida e brillante trasparenza della “grande luce”

    Omelia del Patricarca di Venezia Mons. Francesco Moraglia in occasione della santa Messa a conclusione del Giubileo Domenicano celebrata nel santuario di S. Maria del Sasso, Bibbiena

    Carissimi membri della Famiglia domenicana e voi tutti qui presenti, grati al Signore siamo convenuti per la celebrazione eucaristica che chiude solennemente l’Anno giubilare Domenicano; è un giorno importante e che possiamo definire “storico”, in quanto ricorda la nascita e la fondazione di questa Famiglia Religiosa.

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  • Cosa sperare oggi

    Cosa sperare oggi

    Tra il novero di persone che incontro nel mio variegato apostolato, molte mi interrogano, cariche di un sentito pathos esistenziale, su cosa sperare oggi? Un quesito che mi ha punto nel vivo e mi ha costretto a una lunga riflessione. Vista la centralità del tema, soprattutto per chi oggi si trova frastornato dalle differenti opzioni religiose ed è, non per sua colpa, orfano della gioia che traspare dal messaggio sanificante/santificante del Vangelo, vorrei provare a mettere a fuoco una prematiccia serie di considerazioni. Più che rispondere positivamente alla domanda in oggetto (visto che ancora mi è difficile farlo), cercherò di interrogarla.

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  • Per varcare la stretta e bassa porta del Regno dei Cieli

    Per varcare la stretta e bassa porta del Regno dei Cieli

    Meditazione su Matteo 3, 13-17 

    In questo brano Evangelico, appare in modo evidente l’umiltà del nostro Salvatore Gesù Cristo.
    Benché senza peccato, nostro Signore, in obbedienza al Padre, non solo non ricusa di volersi mettere in fila tra i peccatori per riceverne il battesimo di conversione, ma invita il Battista a non opporre resistenza e adempiere così ogni giustizia. Da come possiamo ben notare, la vera obbedienza alla volontà del Padre, non si lascia sviare neppure da ciò che può sembrare logico: «Sono io che ho bisogno di essere battezzato da te», dice Giovanni, «e tu vieni da me?» (Mt 3,14). L’Obbedienza è perseveranza nella volontà di Dio, è conformità alla sua volontà, perché quella di Dio è volontà salvifica.

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  • La gioia del Signore sia la nostra forza

    La gioia del Signore sia la nostra forza

    Il messaggio del Natale

    La celebrazione eucaristica conclude con uno di questi saluti: La gioia del Signore sia la nostra forza, andate in pace, e i fedeli rispondono dicendo : Rendiamo grazie a Dio. E’ proprio nell’eucaristia, che è “fonte e apice di tutta la vita cristiana”, i fedeli sono nutriti dalla Parola e dai sacramenti: fonte della gioia che uno sperimenta dentro di sé e porta agli altri nella vita quotidiana. Siamo nel periodo di Natale. Ci chiediamo: qual’è la prima reazione davanti a questo grande mistero del Dio che si fa bambino, si fa uomo? Penso che la prima reazione non può essere altro che gioia.

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  • Il Natale e il paradosso del buio

    Il Natale e il paradosso del buio

    Il Natale è segnato da un particolare clima di solennità e di gioia. Ma perché diamo tanta importanza alla nascita di Gesù? Perché tanta festa? Ecco: perché da quel giorno, da quando Gesù è nato a Betlemme, l’amore di Dio è sceso definitivamente sulla terra; da quel giorno nessuno è più solo, nessuno è più abbandonato al destino del male e della morte. Il profeta Isaia parla di un mondo che viveva nelle tenebre, che camminava al buio, di un popolo oppresso da un giogo pesante. E purtroppo anche questo Natale trova ancora tanto buio in questo nostro mondo: è il buio delle guerre, è il buio della fame, delle ingiustizie, delle malattie; è il buio della minaccia del terrorismo; il buio di una vita che è diventata per tutti più difficile e spesso molto dura; e come non pensare anche a quel buio infernale dei disastri naturali. 

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  • Giuseppe, umile e giusto

    Giuseppe, umile e giusto

    Proviamo a leggre le prime conseguenze dell’Annunciazione dell’Angelo a Maria con lo sguardo di san Giuseppe. Non ci viene dato nessun dettaglio su come Maria abbia comunicato a Giuseppe di essere incinta. Si può solo immaginare il carico umano che si riversa in Giuseppe dopo aver appreso dalla donna che ama di essere in cinta, e chissà forse Maria non è riuscita a spiegare a Giuseppe neanche cosa effettivamente stava accadendo. Altrimenti perchè Giuseppe considera di ripudiarla ? Nel segreto certo, ma vuole comunque ripudiarla. 

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