Category: Meditazioni

  • Una visita di carattere e virtù

    Una visita di carattere e virtù

    Lectio divina sul
    Vangelo di domenica 20 dicembre

    Maria, che in quel momento era già incinta di Gesù, si decide a mettersi in viaggio da Nazareth verso una regione montuosa della Giudea per far visita a sua cugina Elisabetta, anch’ella in attesa di Giovanni il Battista. Il viaggio copriva una distanza notevole, tenuto conto del terreno, degli improvvisi cambiamenti delle condizioni metereologiche , del pericolo di ladri e briganti lungo il tragitto, del bisogno di scorte sufficienti di cibo per affrontare il percorso.

    Nonostante i pericoli del viaggio, Maria insieme a Giuseppe, si affretta a raggiungere Elisabetta e si trattiene perfino con lei per un lungo periodo, per aiutarla nelle faccende domestiche. Tuttavia, non è solo la condizione di Elisabetta a motivare Maria a rendersi disponibile, ma sono il suo carattere e la sua virtù che la rendono pronta a mettersi al servizio di sua cugina. La visita di Maria a Elisabetta, si mostra come gesto di carattere e virtù.

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  • Criticità educative e predicazione

    Criticità educative e predicazione

    Ho da pochi mesi concluso il mandato come Assistente Ecclesiastico Generale dell’Agesci (Associazione Guide e Scout Cattolici Italiani), assegnatomi dal Consiglio Permanente della CEI. Quattro anni di fruttuosa esperienza di predicazione del Vangelo, che vorrei sintetizzare. L’Agesci raccoglie nelle sue file 180.000 fra bambini/e, ragazzi/e e giovani in formazione e adulti educatori, a cui si aggiunge un multiforme contorno di famiglie e simpatizzanti. Insomma un variegato spaccato di un grande gruppo sociale italiano. Ci sarebbe tanto da aggiungere, ma non è dato farlo in questo breve spazio, che vorrei invece utilizzare per riflettere con voi su uno specifico aspetto. L’Agesci è un’Associazione educativa che, come noto, si rifà al metodo di Lord Baden Powell o Gilwell. Essa è ben lontana dalla pretesa di rappresentare una scuola pedagogica, ma pone tutta la sua attenzione all’aspetto antropologico della persona.

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  • La misericordia della gioia e la gioia della misericordia

    La misericordia della gioia e la gioia della misericordia

    Lectio Divina sul Vangelo

    di Domenica 13 dicembre

    Studio:
    Nel terzo capitolo del Vangelo di Luca, Giovanni Battista appare come “la voce di uno che grida nel deserto” (3,4). In concreto ciò che ci presenta è “la via del Signore” (3,4) non solo nella sua predicazione, ma anche nella storia della salvezza, che è il sentiero che unisce direttamente l’Antico al Nuovo Testamento.

    Il terzo capitolo inizia con l’ambientazione storica della predicazione di Giovanni: “nell’anno decimo quinto del regno di Cesare Tiberio (3,1), all’interno del territorio di Ponzio Pilato e del Tetrarca Erode. Il capitolo termina con la genealogia lucana, che parte da Gesù, rivelato al momento del Battesimo come “il figlio diletto” (3,22) e risale all’ indietro fino ad Adamo, “figlio di Dio”(3,38).

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  • L’uomo: culla e riposo di Gesù

    L’uomo: culla e riposo di Gesù

    Dal Vangelo secondo Luca: I pastori furono presi da grande timore, ma l’angelo disse loro: «Non temete: ecco, vi annuncio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è Cristo Signore. Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, adagiato in una mangiatoia».

    Mi piacerebbe che ognuno di noi, almeno per qualche minuto, tornasse bambino.
    I bambini ci aiutano a riscoprire uno dei doni più grandi offerti dalla fede: la gioia dello stupore, uno stupore che conduce all’innamoramento verso Dio. Di fronte al mistero del Natale che andremo a vivere fra qualche giorno, davvero tutti dovremmo riprendere a stupirci … e a innamorarci profondamente. Almeno il 24 e 25 dicembre di ogni anno.

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  • Porte del cielo…

    Porte del cielo…

    Passare attraverso una porta senza forzarla, fisicamente o moralmente significa essere familiari col luogo dove si entra o da dove si esce.

    Un ladro che attraversa una porta, sia essa aperta o chiusa, forza una realtà che non è sua! Non è di casa! L’attraversare una porta, è quel cammino naturale, quella via comoda, accogliente, che ci permette di entrare nella nostra casa. E’ come quando si rientra da un lungo viaggio, e vedere la porta di casa è sentirsi già a casa. E aprire la porta è immergersi in profumi, luci, luoghi che ci sono familiari, dolci!

    Pensando a Maria, al Vangelo dell’Annunciazione, alla solennità dell’Immacolata, mi viene in mente la litania a lei dedicata: Maria, “porta del Cielo”.

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  • La compassione in San Domenico

    La compassione in San Domenico

    In Compassione praecipuus” scrive il beato Giordano. San Domenico era insigne nella compassione. La compassione è l’espressione più pura ed elevata della Carità Cristiana che ci conforma al Signore: è misericordia. Questa virtù che mostra di avere in maniera eminente e singolare è coltivata nella preghiera e diventa la fonte, nel suo zelo Apostolico.

    Il beato Giordano mostra che la compassione in san Domenico aveva radici profonde nella sua famiglia: la beata Giovanna viene descritta come una donna piena di compassione verso gli infelici e gli afflitti. San Domenico era misericordioso quanto lei. Sant’Agostino, insegna che la compassione “non è altro che la partecipazione del nostro sentimento alla infelicità degli altri perché con essa, se ci è possibile, siamo spinti ad andare loro incontro” (De Civitate Dei, Libro nono, cap.5)”; essa spinge ad agire e questo è l’atteggiamento che più contraddistingue san Domenico ed è la base dove scaturisce la preghiera e il suo zelo per le anime: con il suo cuore buono amava tutti e come scrive il beato Giordano “poiché amava tutti da tutti era amato”.

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  • Dicembre 2015: lavori ancora in corso

    Dicembre 2015: lavori ancora in corso

    Oggi è il primo dicembre ed entriamo ufficialmente in quest’ultimo mese dell’anno solare. Abbiamo varcato una soglia stando bene attenti, qualora fossimo stati superstiziosi, di non colpire lo stipite come nell’antica cultura cinese. Entriamo nell’ultima stanza del piano 2015° dell’edificio chiamato “uomo”. In questa stanza soggiorneremo per 31 giorni, vivremo esperienze nuove ma soprattutto rivivremo nella nostra memoria tutto quello che è accaduto durante l’anno sia all’interno che all’esterno del nostro edificio personale.

    Volenti o nolenti ciò che è stato costruito o abbattuto rimarrà come un segno indelebile. Alcuni di noi avranno ben edificato con mattoni, pietre e cemento armato e rifinito il tutto con ciò che meglio corrisponde al proprio essere, dal minimal chic all’estrema “pacchianeria” del tycoon. Altri di noi invece avranno con fatica e lentezza innalzato solo le mura dando un pò di intonaco alle pareti, arredando il tutto con il minimo indispensabile.

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  • La promessa più grande

    La promessa più grande

    Lectio Divina sulle letture di domenica 29/11

    Lectio:

    Ecco, verranno giorni – oràcolo del Signore – nei quali io realizzerò le promesse di bene che ho fatto alla casa d’Israele e alla casa di Giuda. 
In quei giorni e in quel tempo farò germogliare per Davide un germoglio giusto, che eserciterà il giudizio e la giustizia sulla terra. 
In quei giorni Giuda sarà salvato e Gerusalemme vivrà tranquilla, e sarà chiamata: Signore-nostra-giustizia.

    Studium: 
    Oggi è la prima domenica di Avvento. Inizia un nuovo anno liturgico, cioè un anno che segue, attraverso la liturgia, la storia della salvezza di Dio tramite il suo farsi uomo. Esso inizia con l’attesa della sua venuta (Avvento), continua con la nascita di Gesù (Natale) e la sua vita pubblica; culmina nella Pasqua; ci offre la testimonianza della Chiesa nascente dopo la Pentecoste e ci proietta verso l’attesa dell’ultima venuta di Gesù alla fine dei tempi celebrandolo Re dell’Universo.

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  • La testimonianza di un missionario domenicano

    La testimonianza di un missionario domenicano

    Il nuovo anno mi regalerá di nuovo il Guatemala. Come sapete mi trovo in Italia da diversi mesi per motivi di salute. In estate mi hanno messo la protesi all’anca sinistra. Ora che leggete, speriamo, saró nel processo di riabilitazione dopo il secondo intervento, stavolta all’anca destra. Ogni tanto la macchina del nostro corpo ha bisogno di revisione accurata e di qualche ricambio. Poi di nuovo in mischia, pieni di energia ed entuasiasmo, a condividere la bella avventura della missione a Dolores, nella regione del Petén. In questo periodo di riposo “forzato” ho avuto modo di incontrare molte persone.

    In ospedale e durante la convalescenza, in riunioni con amici che da vicino seguono e aiutano i programmi di promozione umana, in momenti di relax per raccontare esperienze, sogni, illusioni…  Un grazie grande grande a tutti voi che sostenete l’annuncio del Vangelo nella nostra missione. Anche un desiderio forte di coltivare il vincolo dell’amicizia nella comune aspirazione a vivere in un mondo umano e fraterno, libero da cinismi e indifferenza, pienamente riconciliato e in pace, cosí come lo vuole il buon Dio. 

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  • La correzione fraterna

    La correzione fraterna

    La carità divina porta Dio all’uomo allo scopo di stabilirlo nella Sua amicizia. Come ogni amicizia è un amore di benevolenza, cioè, un’amore senza egoismo. La vera carità ama Dio per Se Stesso. Essa non cerca alcun vantaggio o guadagno privato, ma resta in Dio in quanto Egli è il Sommo Bene. Ancora, come ogni amicizia, la carità è basata su una comunanza di interessi o di vita. Mediante la carità Dio dona all’uomo una partecipazione nella Vita Divina e, perciò, una partecipazione nella Felicità Divina.La felicità di Dio sta nel Suo amore per la Sua propria bontà e perfezione infinità.

    La carità è la nostra condivisione della felicità di Dio. Come Dio è felice nell’amore di Sé, così l’uomo è felice quando partecipa in quell’amore mediante la carità. Dal momento che la carità è una partecipazione nell’amore divino,essa spinge l’uomo ad amare tutto ciò che Dio ama. Ma Dio ama tutto quello che è buono e, quindi, l’uomo per mezzo della carità farà altrettanto. Amerà se stesso perché Dio lo ama. Amerà i suoi simili perché Dio li ha creati per Sé, e amerà persino il mondo intero dal momento che anch’esso dà gloria a Dio. Gli animali, le piante, le rocce, i fiumi, le montagne.

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