«Dunque tu sei re?» chiede Pilato a Gesù ? «Tu lo dici: io sono re. » risponde un Gesù ormai già catturato e vicino alla sua offerta totale sulla Croce. Abbiamo un re denudato da ogni dignità, preso in giro, schernito, coronato di spine, umiliato … ma talmente innamorato degli uomini sino a donarsi totalmente per essi, per il suo e il loro Regno. Abbiamo un Re che ci fa cittadini di un regno eterno, perchè la patria del nostro Re è l’eternità, e se si è fatto uomo è per ricordarci principalmente questo: guardate alle cose di lassù; guardiamo anche alla croce, e non fermiamoci là, la croce è la porta della nostra eternità!
Gesù lo dice chiaramente nel Vangelo di oggi : «Il mio regno non è di questo mondo; se il mio regno fosse di questo mondo, i miei servitori avrebbero combattuto perché non fossi consegnato ai Giudei; ma il mio regno non è di quaggiù». La tensione di questi giorni nelle città europee, la paura del terrorismo, la paura di essere coinvolti in un attentato, vedere così tanta polizia a ogni stazione della metro, sono immagini che ci fanno scontrare proprio con questa verità rivelata da Gesù: il mio regno non è di quaggiù. E quindi abbiamo paura di cosa quaggiù sta succedendo.








