Category: Meditazioni

  • Fiori contro le pistole…

    Fiori contro le pistole…

    «Dunque tu sei re?» chiede Pilato a Gesù ? «Tu lo dici: io sono re. » risponde un Gesù ormai già catturato e vicino alla sua offerta totale sulla Croce. Abbiamo un re denudato da ogni dignità, preso in giro, schernito, coronato di spine, umiliato … ma talmente innamorato degli uomini sino a donarsi totalmente per essi, per il suo e il loro Regno. Abbiamo un Re che ci fa cittadini di un regno eterno, perchè la patria del nostro Re è l’eternità, e se si è fatto uomo è per ricordarci principalmente questo: guardate alle cose di lassù; guardiamo anche alla croce, e non fermiamoci là, la croce è la porta della nostra eternità!

    Gesù lo dice chiaramente nel Vangelo di oggi : «Il mio regno non è di questo mondo; se il mio regno fosse di questo mondo, i miei servitori avrebbero combattuto perché non fossi consegnato ai Giudei; ma il mio regno non è di quaggiù». La tensione di questi giorni nelle città europee, la paura del terrorismo, la paura di essere coinvolti in un attentato, vedere così tanta polizia a ogni stazione della metro, sono immagini che ci fanno scontrare proprio con questa verità rivelata da Gesù: il mio regno non è di quaggiù. E quindi abbiamo paura di cosa quaggiù sta succedendo.

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  • Maria, nuovo e vero tempio di Dio

    Maria, nuovo e vero tempio di Dio

    I vangeli canonici tacciono sulla vita di Maria Vergine antecedente l’annunciazione. Dopo accurato studio, il L. Peretto così conclude: “Se si spoglia l’episodio di tutte le sovrastrutture di cui va carico, sembra si possa dire che la tradizione primitiva riporta la Presentazione come una semplice cerimonia di proscioglimento d’un possibile voto della madre. Da questo punto di vista la congettura non sembra impossibile e giustifica la festa odierna.

    Ma la tradizione diventa leggenda quando fa soggiornare la Vergine nel santuario di Gerusalemme, quasi fosse un collegio di vergini dedicate al servizio di Dio. Se tale istituzione fosse esistita, Giuseppe Flavio non l’avrebbe senza dubbio omessa nella descrizione del tempio” (“Nuovo Dizionario di Mariologia”, Ed. Paoline, 1986, pag. 1159). Quanto interessa la liturgia e la pietà sul soggetto è il valore religioso e teologico della Presentazione.

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  • Gratia praedicationis: note in margine al Giubileo dell’Ordine dei Predicatori

    Gratia praedicationis: note in margine al Giubileo dell’Ordine dei Predicatori

    Nel 2016 ricorre l’ottavo centenario della conferma dell’Ordine da parte di papa Onorio III e il Giubileo non è solo un momento di celebrazione gioiosa per il nostro Ordine, vitale ancora dopo tanti secoli dalla sua nascita, ma è anche soprattutto un ritornare alle fonti, riscoprirne le finalità e riaffermarne la sua missione. Per il nostro Ordine ritornare alle origini vuol dire confrontarci con il suo carisma: la predicazione.

    “Totalmente al servizio di Dio” è l’emblema della vita religiosa secondo san Tommaso. Un servizio che si esplica nella rinuncia a beni e affetti terreni attraverso la preghiera, lo studio, la predicazione e che ha come fine la diffusione della Parola di Dio nel mondo circostante. Sono ormai 800 anni che l’Ordine è stato fondato e le sue linee portanti non sono state mutate.

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  • E la paura della fine non ci minaccerà più

    E la paura della fine non ci minaccerà più

    Se ti restassero solo pochi minuti nella tua vita, cosa faresti? Questo é una domanda che provoca diverse risposte, spesso profonde e altre volte ridicole. Qualcuno potrebbe dire: farei le cose che preferisco; mangerei i miei cibi preferiti; sentirei le mie musiche preferite, etc… tante occasioni per soddisfare i sensi! In un certo senso, questa risposta dovrebbe farci preoccupare, perché sembra mostrare una mentalità concentrata solamente sui piaceri materiali nel mondo.

    Quattordici anni fa, quando avvenne la tragedia dell’atto terroristico delle torri gemelli negli Stati Uniti, (un dramma che seppur con differenze si è ripetuto ieri in Francia) alcune persone rimaste intrappolate negli edifici colpiti dagli aerei, hanno avuto il tempo di fare qualche telefonata. Tante conversazioni sono state registrate dopo che il primo aereo aveva colpito la prima torre. Alcuni di esse sono avvenute mentre l’orrore si svolgeva con l’arrivo del secondo aereo. Alcune telefonate erano rivolte ai loro cari. 

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  • E’ un po’ come i nonni  che ci raccontano una storia

    E’ un po’ come i nonni che ci raccontano una storia

    Penso che ognuno di noi, fin da bambino, abbia spesso spronato i propri nonni o i propri genitori affinché gli raccontassero un qualche curioso episodio o qualche avvenimento di rilievo, accaduto nel corso della loro vita; e noi, attenti, li ascoltavamo come se fossero dei veri e propri storici! Un qualcosa di simile dovette accadere anche al primo successore di San Domenico, il Beato Giordano di Sassonia, il quale, accogliendo le richieste dei frati che domandavano qualche ‘notizia in più’ sul loro Santo Fondatore e sulla storia dell’Ordine, li raggiunse tutti attraverso un breve scritto, inviato sotto forma di epistola, cui più tardi sarà dato il titolo di ‘Libellus de initio Ordinis Fratrum Prædicatorum’. 

    Ma fra Giordano non scrive una cronistoria della vita del Santo e dei primi passi dell’Ordine: forse sarebbe stato poco producente; quanto individua i momenti salienti dell’uno e dell’altro, e difatti leggendo il ‘libellus’, se ne percepisce l’impianto storico, ma anche didascalico-morale. 

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  • S. Caterina da Siena: fedele discepola di S. Domenico

    S. Caterina da Siena: fedele discepola di S. Domenico

    Santa Caterina nasce a Siena il 25 marzo 1347 (24a figlia di Jacopo Benincasa e Lapa). A 6 anni (1353), mentre sta ritornando a casa con Stefano, suo fratello, ha una visione: vede nel cielo, sopra il tetto della chiesa dei frati domenicani, Gesù in trono coronato della tiara papale nell’atto di benedirla, affiancato dai santi, Pietro, Paolo e Giovanni Evangelista. L’anno successivo (1354), a 7 anni, fa voto privato di verginità.

    Già in tenera età è una fedele discepola di Cristo. Alla b. V. Maria, l’istitutrice della vita verginale, chiede la grande grazia di darle in sposo suo Figlio; e promette ad entrambi di non scegliersi altro sposo e di mantenere intatta la sua verginità. Ben presto si accende in lei un ardente zelo per la salvezza delle anime, e una forte simpatia per i santi che hanno dedicato la loro vita a questo ministero. Il Signore le rivela che il santo padre Domenico ha fondato l’Ordine dei Predicatori al fine di predicare e di salvare le anime. 

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  • Suburra – leviatani decadenti

    Suburra – leviatani decadenti

    SUBURRA (2015) Regia: S. Sollima Interpreti: C. Amendola, E. Germano, A. Fassari, P. Favino, G. Scarano (Viola), G. E. Gorietti (Sabrina)

    Tratto dal romanzo di Giancarlo De Cataldo e Carlo Bonini, Suburra è un film che riprende i canoni classici dello stile gangster inserendolo in un ambiente romano. Già il titolo suscita un senso di malfamato e “pulp”, richiamandosi infatti al famigerato quartiere dell’Antica Roma Suburra appunto, noto per i suoi traffici criminali.

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  • Da una dimensione visibile a una invisibile

    Da una dimensione visibile a una invisibile

    Il termine cimitero deriva dalla parola greca koimêtêrion che significa dormitorio. Per i primi cristiani la morte era un addormentarsi. Il dormire non fa parte della morte ma del ciclo vitale. Come il dormire è quell’azione che consente all’individuo di rinfrancarsi dalla stanchezza per poi riprendere con maggiore vigore la sua vita, così la morte è un momento del ciclo vitale che consente all’individuo di riprendere con più forza e energia la sua esistenza. Per un corretto uso del linguaggio bisognerebbe evitare di contrapporre la vita alla morte, e parlare piuttosto di nascita e di morte, come due importanti aspetti della vita: l’ingresso e l’uscita nell’esistenza terrena fanno parte entrambe del ciclo vitale. In entrambe le fasi c’è una nascita e una morte. Il neonato muore a quel che era e lascia il suo mondo di sicurezza e di protezione per affacciarsi verso l’incognito. Ma è l’unica possibilità che ha per continuare a vivere, e solo uscendo dal ventre materno potrà scoprire tutto l’amore con il quale i suoi genitori l’attendevano.

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  • Chi sono questi vestiti di bianco…?

    Chi sono questi vestiti di bianco…?

    «Questi, che sono vestiti di bianco, chi sono e da dove vengono?» : Abbiamo sentito nella descrizione apocalittica della prima lettura della solennità di tutti i santi. «Sono quelli che vengono dalla grande tribolazione e che hanno lavato le loro vesti, rendendole candide nel sangue dell’Agnello». Risponde uno degli anziani presenti nella scena che descrive la gloria di Dio. Immaginiamo la scena, accogliendola con fede e senza radicalizzarci nel volerla rendere troppo plastica: stiamo parlando della gloria di Dio, non della corte di un re.

    Al centro c’è Dio, l’Agnello, seduto su un trono, e intorno a lui le quattro figure misteriose dell’apocalisse (utilizzate nella tradizione come iconografia per i quattro evangelisti) gli angeli, e poi una moltitudine immensa […] di ogni nazione, tribù, popolo e lingua. […] in piedi davanti al trono e davanti all’Agnello, avvolti in vesti candide, con rami di palma nelle loro mani. E’ una scena che ci aiuta a farci un’idea, certamente vaga, di come tutta la creazione loda e si orienta verso Dio per lodarlo.

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  • Domenico, uomo di misericordia e di preghiera

    Domenico, uomo di misericordia e di preghiera

    Mentre Domenico era studente a Palencia, ci fu una grande carestia che si diffuse in quasi tutta la Spagna. Scosso dalla miseria dei poveri e bruciando di compassione, decide con un solo atto di obbedire ai consigli del Signore e alleviare la sofferenza dei poveri che morivano. Quei libri, che tanto gli sono indispensabili, li vende insieme con ogni suo avere. Dice: “Non posso studiare su delle pelli morte mentre gli uomini muoiono di fame”.

    Organizza allora un fondo di carità, vende tutti i suoi beni e dà tutto ai poveri. La vendita dei libri più cari e preziosi – che contengono la Parola di Dio – per aiutare i propri fratelli bisognosi, dimostra che per Domenico il Vangelo non è affatto lettera morta, né un bene da possedere gelosamente per sé, ma è Parola di Vita. Con questo gesto Domenico inaugura un modo radicale di vivere il Vangelo che caratterizzerà sin dalle origini il suo Ordine. Nella vendita dei suoi libri egli esprime la sua prima esperienza di conversione.

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