Chi conosce un po’ la storia dei domenicani sa bene quale fu la scintilla che spinse S. Domenico a fondare il nostro Ordine. Mentre infatti Domenico viaggiava verso la Danimarca con il suo vescovo Diego, si imbatté nel Sud della Francia in una forma di “cristianesimo” ormai completamente vuotato del suo contenuto essenziale, detto anche catarismo.
Category: Meditazioni
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La pedagogia teologica del Beato Angelico
L’immensa omelia del Beato Angelico, preparata sulla sapienza dei santi – da Agostino, Tommaso d’Aquino, Caterina da Siena, Giovanni Dominici, Antonino Pierozzi, per esempio –, continua nel tempo a insegnare e a formare alla contemplazione dando frutti di santità. Da sant’Agostino ha imparato la speranza che dopo il peccato l’uomo, pur avendo perso la sua “Fortuna”, ha in sé l’imago Deii, per la quale è stato creato.
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Del Corona e il Rosario
Il nostro nuovo Beato Pio Alberto Del Corona ha predicato e scritto abbondantemente sul Rosario. Mentre volge al termine Maggio, il primo dei due mesi mariani, vogliamo estrapolare un breve pensiero dalla sua opera intitolata Le rose di Maria. Mons. Pio, infatti, amava tanto la natura e tutto lo portava a Dio, soprattutto i fiori.
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I quattro amici di Giobbe
Se dovessi pensare all’amicizia una sequenza filmica che ho visto a diciotto anni e mi fece emozionare, può condensare in pochi secondi quello che ne penso. Mi riferisco al film Il Ritorno del Re, della trilogia del Signore degli Anelli tratto dal libro di J.R.R. Tolkien. Nel momento terribile della salita al monte Fato, l’Anello del Potere infligge mille sofferenze a Frodo.
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Filantropia, castità e Amore
In una società malata di egocentrismo, profondamente segnata dal bisogno di guarire le proprie ferite affettive, in questa società dove è l’apparenza ciò che conta… In che rapporti siamo col vero l’amore? Quella della filantropia è un rischio molto grande a cui dobbiamo stare tutti attenti, sposati come consacrati.
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La Santa Vergine: “Suocera” di S. Caterina
La grande Santa Caterina da Siena, piccola mantellata domenicana, da molti è ammirata e conosciuta per la forza con la quale ha richiamato papi, regine e governanti a convertirsi a Cristo e a ritornare alle fonti della vita cristiana. Molti ancora la venerano come grande mistica ed amante del Salvatore, le sue esperienze mistiche sono come un piccolo compendio della spiritualità cristiana. Ma quanti conoscono l’amore e la devozione che essa aveva per la Santa Madre di Dio? Quest’amore ha avuto un ruolo per la sua personale esperienza di Amore e nella sua dottrina? -

Missionaria della misericordia del Padre
Non è impresa semplice quella di scegliere una tra le diverse piste e tracce di riflessione che la Liturgia della Parola che abbiamo ascoltato ci propone, e che si ricollegano a diversi aspetti della spiritualità o dell’opera di S. Caterina.La recente bolla di indizione del Giubileo straordinario, a partire dall’8 dicembre prossimo, che definisce la misericordia come “sintesi” del mistero della fede cristiana, e invita a riproporre tale tema “con nuovo entusiasmo e con una rinnovata azione pastorale” anche nell’ottica della missione della nuova evangelizzazione rende forse opportuno seguire la pista indicataci dal Salmo: “buono e pietoso è il Signore…ti corona di grazia e di misericordia” (Sal 102).
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S. Caterina e il Crocifisso
M’è caro cogliere nella poliedrica personalità di Caterina da Siena la sua missione di Maestra educatrice. Una missione che si è prolungata nei secoli attraverso i suoi scritti. La Chiesa la proclamò “Dottore della Chiesa” insieme a Teresa D’Avila. Lei fu innanzitutto discepola: suo padre non poteva permettersi il lusso di mandare a scuola la sua ventiquattresima figlia, la piccola Caterina. Ci pensò Gesù, il Maestro per eccellenza, che le inviò un giorno S. Giovanni Evangelista e S. Tommaso D’Aquino per insegnarle a scrivere; allora aveva 30 anni e chi le aveva fatto da segretario fino allora continuò a scrivere sotto dettatura le sue lettere.
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S. Caterina e una “discesa precipitevolissima”
Robert Cmpin (1378/1379 – 1444), pittore fiammingo, è l’autore dell’annunciazione di Mérode. E’ un olio su tavola, conservato nel Metropolitan Museum di New York nella sezione the Cloisters è databile al 1427. La scena dominante che si svolge all’interno di una stanza, è la classica annunciazione.Ma ciò che più colpisce non è la genuflessione dell’Angelo bellissimo di fronte alla Vergine, né l’attenzione con cui Maria si nutre della Parola, che pure sono fondamentali. Bensì una piccola figura di bimbo, che scende dal cielo su un raggio luminoso, correndo alla velocità della luce, passando attraverso una finestra chiusa. La finestra chiusa dal vetro, è figura e rimando al concepimento verginale di Maria S.S.
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Caterina, il gregge e…
Sono rimasto molto colpito dall’espressione di papa Francesco durante la messa crismale di un anno fa quando, parlando al clero di Roma, li ha invitati ad essere pastori che hanno l’odore delle pecore! Quella che a prima vista può sembrare un’espressione poetica o romantica, in ogni caso eloquente nell’invitare i sacerdoti ad essere vicini alle persone alle quali sono mandati, a pensarci bene tanto poetica o romantica non è!Riflettendoci bene, pensando all’odore delle pecore, delle pecore vere, e ve lo dice chi viene da una regione dove le pecore non mancano, ce ne sono sei volte tanto rispetto agli abitanti, è tutt’altro che qualcosa di gradevole. L’odore del pastore che ha trascorso la giornata con le sue pecore non ha nulla di romantico. Anzi, spesso è nauseabondo.
