Il Beato Angelico dipinse questa crocifissione intorno al 1434-35 per il convento di S. Domenico di Fiesole dove era entrato a farsi frate(1420-22) e in quegli anni ricopriva la carica di Vicario del Priore. Il legame con questo convento fu talmente stretto e forte che ancora oggi viene chiamato Fr. Giovanni da Fiesole.
Category: Meditazioni
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Umile ministro della predicazione
Cari amici, confratelli e consorelle, come sapete la vita di Domenico di Guzman è stata condensata in alcune espressioni che spesso ricorrono nelle sue biografie. Una di queste dice che Domenico “parlava con Dio o di Dio”, cioè o pregava o predicava. Un’altra testimonianza esprime lo stesso concetto in questi termini: “il giorno lo dedicava al prossimo e la notte a Dio”. Ciò vuol dire che il suo tempo lo impegnava prevalentemente nel dialogo con Dio e nel dialogo con il prossimo.
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Nelle tempeste della nostra vita
Nelle tempeste della nostra vita, o Gesù tu sei sempre il nostro rifugio. Nei momenti di tristezza tu sei la nostra gioia. Nelle tenebre tu sei la nostra luce. Quando la paura del male ci assale tu sei la nostra fiducia. Quando siamo scoraggiati tu sei la nostra forza. Quando soffriamo per la solitudine tu ci ricordi che sei nostro Amico. Tu non dormi mai.
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Perchè ognuno faccia la sua parte
La maggior parte delle difficoltà della vita ha origine dal modo in cui sono formulate le domande: chi, che cosa, dove, quando, perché, come… Probabilmente non passa un giorno senza che ci si ponga una domanda, non importa quanto banale essa sia, per esempio: chi incontrerò sulla strada oggi, che cosa mangio a pranzo, dove ho messo l’orologio da polso, quando farà meno caldo, perché c’è così traffico oggi, come si fa un capuccino perfetto…
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Gli angeli e noi
“Che capolavoro è l’uomo! Quanto è nobile nei suoi ragionamenti! Quanto infinito nelle sue facoltà! Nelle sue svariate forme e nei suoi movimenti, quanto preciso e ammirevole! Come un angelo nel suo agire!”. Così dice Amleto nella celeberrima opera teatrale di Shakespeare. Effettivamente, l’esistenza presunta o reale degli angeli ha sempre esercitato un certo fascino sull’umanità in generale e su tanti pensatori di quasi ogni tipo dall’antichità fino ad oggi.
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Civiltà digitale del benessere di massa Vs. vita domenicana
Che senso ha la vita domenicana nella nostra civiltà digitale del benessere di massa? In che modo possono comunicare tra loro uno stile di vita che nasce nel medioevo e un altro che in buona parte, invece, affonda le sue radici nella seconda metà del ‘900? Per poter rispondere a questa domanda conviene considerare almeno alcune delle caratteristiche principali e nuove della società del benessere di massa, nella quale l’Occidente è entrato dagli anni ’50 del secolo scorso, seguito negli ultimi decenni dai paesi “emergenti”, vale a dire da miliardi di persone.
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Il carisma di San Domenico, oggi
Il Concilio Vaticano II ha voluto ricordarci la necessità, nel contesto della vita consacrata, di rileggere il carisma del Fondatore nell’attualità dello “oggi” (Perfectae caritatis, 2; Lumen gentium 45). Tematica quanto mai attuale e, a mio dire, ancora nella tensione del divenire! E’ nota la peculiarità del carisma di san Domenico per il quale l’Ordine esercita da secoli la sua missione, sia pure storicamente espressa ora accentuando lo “studio” ora la “missione”: l’ “annunzio” della Parola previamente “contemplata”.
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Premura pastorale per la famiglia nella Chiesa odierna e in Santa Caterina
Oggi si assiste nella società, globalmente indicata occidentale, ad un cambiamento esistenziale etico-morale profondo della famiglia, che presenta un’ampia varietà di complicate situazioni sia per l’assetto civile e sia per la Chiesa.
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Seguiamo contemplando
San Tommaso d’Aquino ha riassunto con “Contemplari et contemplata aliis tradere” (contemplare e condividere il frutto della contemplazione), che è uno dei grandi slogan della Famiglia Domenicana, la bella e felice intuizione di San Domenico. Ci potremo chiedere, tuttavia, se contempliamo, che cosa e come contempliamo?
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San Domenico: poliglotta all’occorrenza
«Mentre (san Domenico) andava a Parigi e dopo aver trascorso la notte nella Chiesa di santa Maria di Rocamadour, si associarono a lui come compagni di cammino alcuni pellegrini tedeschi, i quali, ascoltandolo recitare con il suo compagno i salmi e la litania, si unirono ad essi con devozione. Per quattro giorni li mantennero a loro carico.
