
Non essere amati è una semplice sfortuna; la vera disgrazia è non amare.
L’Ordine dei frati predicatori, fondato da S. Domenico, “fin dalle sue origini è noto esser stato istituito in modo specifico per la predicazione e la salvezza delle anime”. Perciò i nostri frati, secondo l’insegnamento del fondatore, “ovunque, come persone che desiderano procurare la propria e l’altrui salvezza, si comportino onestamente e religiosamente, da uomini evangelici che, seguendo le orme del loro Salvatore, parlano con Dio o di Dio al prossimo” (Prime Costituzioni dell’Ordine).
Infatti, partecipi della missione degli Apostoli, ne seguiamo anche la vita nella forma concepita da S. Domenico. Tutte le note caratteristiche della nostra vita (vita comune, osservanza dei consigli evangelici, liturgia in comune, studio, osservanza regolare) non solo contribuiscono alla gloria di Dio e alla nostra santificazione, ma servono anche direttamente alla salvezza degli uomini, in quanto tutte insieme ci preparano e stimolano alla predicazione, a cui danno, e dalla quale a loro volta ricevono, vigore di vita.
Da questi elementi saldamente connessi tra loro, è costituita la vita propria dell’Ordine, cioè la vita apostolica nel suo significato integrale, in cui la predicazione e l’insegnamento devono sgorgare dall’abbondanza della contemplazione.
(Cfr. Costituzione fondamentale, n. 2, 4)

San Tommaso d’Aquino, la cui festa è celebrata il 28 gennaio, fu un santo alquanto originale per la sua epoca. Mentre, infatti, le vite dei santi medievali si dilungano generalmente su descrizioni compiacenti delle penitenze, delle macerazioni alle quali essi si sottomettevano – pensiamo a san Domenico che si dava la “disciplina” con una catena di ferro, dormiva per terra, ecc. –, non troviamo niente di tutto questo nella vita di san Tommaso.

Ogni anno, a S. Maria del sasso, nel mese di dicembre si ripetono due eventi importanti: il mercatino missionario dell’Immacolata e il grande presepio artistico. Il primo rimane aperto due settimane; il presepio resta in piedi dal natale fino all’inizio della quaresima. Il mercatino e pesca di beneficenza offrono l’occasione di raccogliere un buon aiuto per le missioni, che viene destinato per un sereno natale a tanti bambini poveri delle nostre missioni (“nostre” per indicare quelle strettamente unite al santuario di Santa Maria del Sasso e cioè quelle domenicane del Pakistan, Guatemala e Congo).

Omelia in occasione della festa di san Tommaso tenuta dal Rettore della Pontificia Università S. Tommaso d’Aquino (Angelicum) presso la Basilica di S. Maria sopra Minerva, Roma.
La scena dell’insegnamento di Gesù nella sinagoga di Cafàrnao è nel Vangelo di san Marco – nel Vangelo probabilmente più antico del Nuovo Testamento – la prima menzione dell’attività pedagogica concreta di Gesù. Introducendoci nell’attività pubblica Marco presenta il brevissimo riassunto dell’insegnamento di Gesù, successivamente descrive la nomina dei discepoli, per condurci, infine, alla scena di oggi – in cui racconta la Sua prima lezione pubblica.

Lasciai il mio paese / lo lasciai perché non avevo più tempo / avevo un grande appuntamento. / Ho visto il deserto / tanta sabbia, poca acqua e troppi morti. / Arrivato in Libia / perché tanto male? / Perché tanto odio / Non c’è niente da fare / e allora mare lasciami passare. / Non ho fatto niente, niente di male. / Sono sulla rotta nera / e l’acqua non è leggera / sento l’odore della benzina / e allora ti prego / manda un po’ di sole / su chi cammina solo tra milioni di persone. / Sono molto stanco / ma continuo a vivere / e vivo / perché non avrò niente di meglio da fare / finché non sarò morto. /