
Come la sinfonia ha bisogno di ogni nota…
L’Ordine dei frati predicatori, fondato da S. Domenico, “fin dalle sue origini è noto esser stato istituito in modo specifico per la predicazione e la salvezza delle anime”. Perciò i nostri frati, secondo l’insegnamento del fondatore, “ovunque, come persone che desiderano procurare la propria e l’altrui salvezza, si comportino onestamente e religiosamente, da uomini evangelici che, seguendo le orme del loro Salvatore, parlano con Dio o di Dio al prossimo” (Prime Costituzioni dell’Ordine).
Infatti, partecipi della missione degli Apostoli, ne seguiamo anche la vita nella forma concepita da S. Domenico. Tutte le note caratteristiche della nostra vita (vita comune, osservanza dei consigli evangelici, liturgia in comune, studio, osservanza regolare) non solo contribuiscono alla gloria di Dio e alla nostra santificazione, ma servono anche direttamente alla salvezza degli uomini, in quanto tutte insieme ci preparano e stimolano alla predicazione, a cui danno, e dalla quale a loro volta ricevono, vigore di vita.
Da questi elementi saldamente connessi tra loro, è costituita la vita propria dell’Ordine, cioè la vita apostolica nel suo significato integrale, in cui la predicazione e l’insegnamento devono sgorgare dall’abbondanza della contemplazione.
(Cfr. Costituzione fondamentale, n. 2, 4)

Sembra che la discussione, anzi la confusione, sulla questione del matrimonio, sulla sua forma e significato, sia un problema proprio dei nostri tempi, che cioè oggi, come mai prima, la dottrina sul matrimonio che si trova nel Vangelo e che la Chiesa mantiene ferma, non sia ben accolta. Ma questa impressione non rispecchia la verità. Basta guardare lo stesso Nuovo Testamento per vedere che era proprio così già sin dall’inizio.

Il linguaggio evoluto è un carattere distintivo dell’uomo. La sua capacità simbolica, in grado di gestire quantità enormi di informazioni, è alla base del processo evolutivo: con esso comunichiamo le nostre idee e stabiliamo relazioni. Per questo motivo il linguaggio si evolve con la storia umana rinnovando i legami semantici, le relazioni fra significati e significanti, decretando l’abbandono di parole arcaiche e la nascita di nuove espressioni.


Vi ammiro, voi cristiani, perché identificate Cristo con il povero e il povero con Cristo, e quando date del pane ad un povero sapete di darlo a Gesù.

Mi sono sempre piaciute le storie: non si tratta di semplici racconti o favole che non hanno nulla a che vedere con la nostra esistenza. Sono, appunto, storie di qualcuno che ha vissuto un qualcosa di significativo, e che magari potrebbe parlare alla vita di un altro. Vorrei allora raccontarne una. Una come tante. Umile, se paragonata alle avventure dei “grandi” del mondo.