
Non dire: PADRE se ogni giorno non ti comporti da figlio. Non dire: NOSTRO se vivi soltanto del tuo egoismo.
L’Ordine dei frati predicatori, fondato da S. Domenico, “fin dalle sue origini è noto esser stato istituito in modo specifico per la predicazione e la salvezza delle anime”. Perciò i nostri frati, secondo l’insegnamento del fondatore, “ovunque, come persone che desiderano procurare la propria e l’altrui salvezza, si comportino onestamente e religiosamente, da uomini evangelici che, seguendo le orme del loro Salvatore, parlano con Dio o di Dio al prossimo” (Prime Costituzioni dell’Ordine).
Infatti, partecipi della missione degli Apostoli, ne seguiamo anche la vita nella forma concepita da S. Domenico. Tutte le note caratteristiche della nostra vita (vita comune, osservanza dei consigli evangelici, liturgia in comune, studio, osservanza regolare) non solo contribuiscono alla gloria di Dio e alla nostra santificazione, ma servono anche direttamente alla salvezza degli uomini, in quanto tutte insieme ci preparano e stimolano alla predicazione, a cui danno, e dalla quale a loro volta ricevono, vigore di vita.
Da questi elementi saldamente connessi tra loro, è costituita la vita propria dell’Ordine, cioè la vita apostolica nel suo significato integrale, in cui la predicazione e l’insegnamento devono sgorgare dall’abbondanza della contemplazione.
(Cfr. Costituzione fondamentale, n. 2, 4)


Non dire: PADRE se ogni giorno non ti comporti da figlio. Non dire: NOSTRO se vivi soltanto del tuo egoismo.

I giorni dal 17 al 23 dicembre, detti ferie maggiori, sono un periodo dell’anno liturgico pieno di significato che ci prepara immediatamente al Mistero della Natività del Signore. Questo percorso prenatalizio, che potrebbe molto bene essere indicato come la Settimana Santa del Natale, si caratterizza, peraltro per una moltitudine di espressioni di sentimenti, di devozione religiosa, di tradizioni, arte, musica, poesia, letteratura che prendono forma negli spazi sia sacri che profani.


Lentamente muore chi diventa schiavo dell’abitudine, ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marca, chi non rischia e non cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce.


Ho detto a Dio che la sua Pentecoste non valeva gran cosa e che il suo Spirito Santo non era tanto efficace con tutte queste guerre, queste divisioni, questa gente che muore di fame, questa droga e tutti questi omicidi.

Da pochi giorni, esattamente il 26 novembre scorso, si è concluso l’anno giubilare in occasione del 100° anniversario delle apparizioni della Santissima Madre di Dio a Fatima. Per grazia di Dio, durante il mese di ottobre sono stato in pellegrinaggio in questo luogo privilegiato e benedetto da Dio, in compagnia di alcuni confratelli e di un buon numero di pellegrini.


Credo nel sole, anche quando non splende; credo nell’amore, anche quando non lo sento; credo in Dio, anche quando tace.

I grandi eventi della storia della salvezza, celebrati e partecipati nella liturgia, vengono spesso rappresentati in modo iconografico. Il presepe mette davanti ai nostri occhi il mistero dell’Incarnazione nella sua concretezza storica. La Pasqua trova espressione visiva nei dipinti dell’ultima cena, in statue del Crocifisso e del Risorto. Come si potrebbe rappresentare la solennità dell’Immacolata Concezione?