
Voglio gridare che la vita è indistruttibile, nonostante la morte; che la speranza è la brezza che spazza la disperazione;
L’Ordine dei frati predicatori, fondato da S. Domenico, “fin dalle sue origini è noto esser stato istituito in modo specifico per la predicazione e la salvezza delle anime”. Perciò i nostri frati, secondo l’insegnamento del fondatore, “ovunque, come persone che desiderano procurare la propria e l’altrui salvezza, si comportino onestamente e religiosamente, da uomini evangelici che, seguendo le orme del loro Salvatore, parlano con Dio o di Dio al prossimo” (Prime Costituzioni dell’Ordine).
Infatti, partecipi della missione degli Apostoli, ne seguiamo anche la vita nella forma concepita da S. Domenico. Tutte le note caratteristiche della nostra vita (vita comune, osservanza dei consigli evangelici, liturgia in comune, studio, osservanza regolare) non solo contribuiscono alla gloria di Dio e alla nostra santificazione, ma servono anche direttamente alla salvezza degli uomini, in quanto tutte insieme ci preparano e stimolano alla predicazione, a cui danno, e dalla quale a loro volta ricevono, vigore di vita.
Da questi elementi saldamente connessi tra loro, è costituita la vita propria dell’Ordine, cioè la vita apostolica nel suo significato integrale, in cui la predicazione e l’insegnamento devono sgorgare dall’abbondanza della contemplazione.
(Cfr. Costituzione fondamentale, n. 2, 4)


Voglio gridare che la vita è indistruttibile, nonostante la morte; che la speranza è la brezza che spazza la disperazione;

Quando si varcano le porte della basilica di Santa Maria Sopra Minerva in Roma il turista o il pellegrino rimangono immediatamente sorpresi, oltre che dalla vastità del luogo e delle molteplici opere d’arte, dal soffitto dipinto come un cielo stellato. Molti vedendo l’architettura della basilica pensano immediatamente che si tratti di un soffitto originale di epoca medievale, come quello che si può ammirare nella basilica superiore di Assisi o nei duomi di Siena e San Gimignano. Ma purtroppo non è così: infatti il bel cielo stellato della Minerva risale ad un periodo un po’ più vicino a noi.
Il Cardinal Biffi diceva che il “caso” è il travestimento che usa la Provvidenza di Dio per agire nella nostra vita in incognito. Nei primi anni di sacerdozio e fino ad oggi il “caso” ha voluto che mi fossero affidati incarichi, dentro e fuori l’Ordine a cui appartengo, che avevano a che fare tutti in un modo o nell’altro con la formazione dei più giovani.


“La fede è un intreccio di luce e di tenebra: possiede abbastanza splendore per ammettere, abbastanza oscurità per rifiutare…


Al termine della strada, non c’è la strada ma il traguardo. Al termine della scalata, non c’è la scalata ma la sommità.