Category: Predicazione

L’Ordine dei frati predicatori, fondato da S. Domenico, “fin dalle sue origini è noto esser stato istituito in modo specifico per la predicazione e la salvezza delle anime”. Perciò i nostri frati, secondo l’insegnamento del fondatore, “ovunque, come persone che desiderano procurare la propria e l’altrui salvezza, si comportino onestamente e religiosamente, da uomini evangelici che, seguendo le orme del loro Salvatore, parlano con Dio o di Dio al prossimo” (Prime Costituzioni dell’Ordine).

Infatti, partecipi della missione degli Apostoli, ne seguiamo anche la vita nella forma concepita da S. Domenico. Tutte le note caratteristiche della nostra vita (vita comune, osservanza dei consigli evangelici, liturgia in comune, studio, osservanza regolare) non solo contribuiscono alla gloria di Dio e alla nostra santificazione, ma servono anche direttamente alla salvezza degli uomini, in quanto tutte insieme ci preparano e stimolano alla predicazione, a cui danno, e dalla quale a loro volta ricevono, vigore di vita.

Da questi elementi saldamente connessi tra loro, è costituita la vita propria dell’Ordine, cioè la vita apostolica nel suo significato integrale, in cui la predicazione e l’insegnamento devono sgorgare dall’abbondanza della contemplazione.

(Cfr. Costituzione fondamentale, n. 2, 4)

  • Dio non è indifferente

    Dio non è indifferente

    Abstract del messaggio del SANTO PADRE FRANCESCO per la celebrazione della XLIX giornata mondiale della pace.
    Vinci l’indifferenza e conquista la pace.

    “Dio non è indifferente! A Dio importa dell’umanità, Dio non l’abbandona!” Con queste parole il santo Padre Francesco, inizia la sua riflessione sulla giornata della pace, in questo 1 gennaio 2016. All’inizio del testo ricorda come la pace “Sì, (…) è dono di Dio e opera degli uomini. La pace è dono di Dio, ma affidato a tutti gli uomini e a tutte le donne, che sono chiamati a realizzarlo.”

    Ok, è dono di Dio, ma abbiamo fiducia sulla messa in pratica da parte degli uomini? Ecco allora che ci invita a “custodire le ragioni della speranza”, a guardare il positivo che ancora risiede in noi, quella attenzione per il più fragile e per il bene comune. Tale atteggiamento è alla “radice della vocazione fondamentale alla fratellanza e alla vita comune”. Ma tale atteggiamento, prosegue il pontefice, è accompagnato dal “fenomeno della globalizzazione dell’indifferenza”. Siamo passati da una indifferenza individuale, di chi “chiude il cuore per non prendere in considerazione gli altri”, ad una diffusione in scala globale del medesimo problema.

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  • Gli auguri natalizi del nostro Priore Provinciale

    Gli auguri natalizi del nostro Priore Provinciale

    Il Natale con la messa che si celebra nella notte ci trasmette il messaggio, la buona notizia che dovrebbe riempirci di gioia: “Il popolo che camminava nelle tenebre ha visto una grande luce…” (Is 9,1), ”…è apparsa la grazia di Dio che porta salvezza a tutti gli uomini…” (Tt 2,11) “…vi annuncio una grande gioia… oggi …è nato per voi un salvatore” (Lc 2,10-11).

    Il  Vangelo di Luca racconta il fatto, cioè la nascita di Gesù e lo racconta con circostanze di tempo e di luogo: ai tempi dell’imperatore Cesare Augusto in una città della Giudea chiamata Betlemme nacque il Figlio di Dio, Gesù Cristo. L’umiltà e la povertà del Figlio di Dio che entra silenziosamente nella nostra storia fa da contrasto al gesto di autorità e di prestigio politico di Augusto che ordina il censimento di tutta la terra. La prima lettura, presa dal libro di Isaia, riporta una profezia di questo evento, che viene presentato come liberazione da un giogo oppressivo.

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  • I manoscritti di Qumran: tra Indiana Jones e Vangelo

    I manoscritti di Qumran: tra Indiana Jones e Vangelo

    I manoscritti di Qumran, almeno per nome, sono conosciuti, dal grande pubblico, e molti di noi ne hanno potuto sentire parlare, magari anche durante una predicazione. Ma cosa sono? Cosa contengono? Perché sono così importanti? Cosa dobbiamo sapere a riguardo? Se lo studio di questi manoscritti è appannaggio degli specialisti, innumerevoli sono le divulgazioni che sfruttano il loro rocambolesco ritrovamento e gli altri “ingredienti” della storia, degni delle migliori sceneggiature d’azione. Purtroppo, molto frequenti sono le manipolazioni che un pubblico non informato fatica a riconoscere. Quanti libri, documentari, e articoli presentano i manoscritti di Qumran come vere e proprie mine che sconvolgono i fondamenti della fede cattolica!

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  • C’era una volta la novena di Natale

    C’era una volta la novena di Natale

    C’era una volta la novena di Natale

    Raccontare di quando in questi giorni
    sotto le volte delle nostre chiese, accompagnate dalle note dell’organo,
    riecheggiava l’antico responsorio delle profezie:
    “Regem venturum Dominum, venite adoremus”.

    C’era una volta la novena di Natale
    Quando le liturgie popolari trasmettevano il verso senso delle Ferie privilegiate d’ Avvento:
    un tempo più stringente di preghiere e di adorazione perché il Signore sta per venire.
    Raccontare di quei stupendi giorni e sere in cui si facevano in chiesa gli ultimi ritocchi al presepe,
    con le luci che creavano l’alternanza tra il giorno e la notte, la fontana e il fuoco.

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  • Una visita di carattere e virtù

    Una visita di carattere e virtù

    Lectio divina sul
    Vangelo di domenica 20 dicembre

    Maria, che in quel momento era già incinta di Gesù, si decide a mettersi in viaggio da Nazareth verso una regione montuosa della Giudea per far visita a sua cugina Elisabetta, anch’ella in attesa di Giovanni il Battista. Il viaggio copriva una distanza notevole, tenuto conto del terreno, degli improvvisi cambiamenti delle condizioni metereologiche , del pericolo di ladri e briganti lungo il tragitto, del bisogno di scorte sufficienti di cibo per affrontare il percorso.

    Nonostante i pericoli del viaggio, Maria insieme a Giuseppe, si affretta a raggiungere Elisabetta e si trattiene perfino con lei per un lungo periodo, per aiutarla nelle faccende domestiche. Tuttavia, non è solo la condizione di Elisabetta a motivare Maria a rendersi disponibile, ma sono il suo carattere e la sua virtù che la rendono pronta a mettersi al servizio di sua cugina. La visita di Maria a Elisabetta, si mostra come gesto di carattere e virtù.

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  • Una serata di fraternità domenicana

    Una serata di fraternità domenicana

    Pubblichiamo le testimonianze di fr. Saverio e di fr. Domenico, studenti rispettivamente delle province di Nostra Signora del S. Rosario e Romana di S. Caterina da Siena, che condividono con noi i loro sentimenti a seguito di un incontro fraterno fra gli studenti delle due Province avvenuto nel convento di S. Maria sopra Minerva qualche giorno fa.

    Noi studenti della Provincia del Santo Rosario, che abbiamo la fortuna di vivere nella casa della Santissima Trinità degli Spagnoli a Roma, e quelli della Provincia Romana di Santa Caterina residenti nel Convento di Santa Maria sopra Minerva, ci siamo incontrati per trascorrere una bellissima serata insieme. 

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  • Il tango spirituale del provincial Bergoglio

    Il tango spirituale del provincial Bergoglio

    Chiamatemi Francesco – Il papa della gente (2015)

    Regia: D. Luchetti. Interpreti: R. De la Serna, S. Hernández, M. Santa Ana, J. A. Egido.

    Daniele Luchetti, che tutti probabilmente ricordiamo per I Piccoli Maestri e soprattutto per Il Portaborse, prova a dirigere la storia del giovane papa Francesco. Nella parte del giovane pontefice troviamo Rodrigo De La Serna, già visto in I Diari della motocicletta, nei panni del Bergoglio anziano invece Sergio Hernández. Il film delinea la vicenda dell’allora padre, poi provinciale dei gesuiti, Jorge Mario Bergoglio, a partire dalla gioventù fino alla sua elezione come capo della Chiesa Cattolica. Luchetti costruisce la storia di un caparbio religioso con massiccio uso della camera a mano, con molti piani sequenza e altrettanti scavalcamenti di campo. Forse la non schematicità del montaggio è voluta per richiamare la non schematicità che si potrebbe attribuire al personaggio Bergoglio.

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  • Criticità educative e predicazione

    Criticità educative e predicazione

    Ho da pochi mesi concluso il mandato come Assistente Ecclesiastico Generale dell’Agesci (Associazione Guide e Scout Cattolici Italiani), assegnatomi dal Consiglio Permanente della CEI. Quattro anni di fruttuosa esperienza di predicazione del Vangelo, che vorrei sintetizzare. L’Agesci raccoglie nelle sue file 180.000 fra bambini/e, ragazzi/e e giovani in formazione e adulti educatori, a cui si aggiunge un multiforme contorno di famiglie e simpatizzanti. Insomma un variegato spaccato di un grande gruppo sociale italiano. Ci sarebbe tanto da aggiungere, ma non è dato farlo in questo breve spazio, che vorrei invece utilizzare per riflettere con voi su uno specifico aspetto. L’Agesci è un’Associazione educativa che, come noto, si rifà al metodo di Lord Baden Powell o Gilwell. Essa è ben lontana dalla pretesa di rappresentare una scuola pedagogica, ma pone tutta la sua attenzione all’aspetto antropologico della persona.

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  • La misericordia della gioia e la gioia della misericordia

    La misericordia della gioia e la gioia della misericordia

    Lectio Divina sul Vangelo

    di Domenica 13 dicembre

    Studio:
    Nel terzo capitolo del Vangelo di Luca, Giovanni Battista appare come “la voce di uno che grida nel deserto” (3,4). In concreto ciò che ci presenta è “la via del Signore” (3,4) non solo nella sua predicazione, ma anche nella storia della salvezza, che è il sentiero che unisce direttamente l’Antico al Nuovo Testamento.

    Il terzo capitolo inizia con l’ambientazione storica della predicazione di Giovanni: “nell’anno decimo quinto del regno di Cesare Tiberio (3,1), all’interno del territorio di Ponzio Pilato e del Tetrarca Erode. Il capitolo termina con la genealogia lucana, che parte da Gesù, rivelato al momento del Battesimo come “il figlio diletto” (3,22) e risale all’ indietro fino ad Adamo, “figlio di Dio”(3,38).

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  • L’uomo: culla e riposo di Gesù

    L’uomo: culla e riposo di Gesù

    Dal Vangelo secondo Luca: I pastori furono presi da grande timore, ma l’angelo disse loro: «Non temete: ecco, vi annuncio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è Cristo Signore. Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, adagiato in una mangiatoia».

    Mi piacerebbe che ognuno di noi, almeno per qualche minuto, tornasse bambino.
    I bambini ci aiutano a riscoprire uno dei doni più grandi offerti dalla fede: la gioia dello stupore, uno stupore che conduce all’innamoramento verso Dio. Di fronte al mistero del Natale che andremo a vivere fra qualche giorno, davvero tutti dovremmo riprendere a stupirci … e a innamorarci profondamente. Almeno il 24 e 25 dicembre di ogni anno.

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