Category: Predicazione

L’Ordine dei frati predicatori, fondato da S. Domenico, “fin dalle sue origini è noto esser stato istituito in modo specifico per la predicazione e la salvezza delle anime”. Perciò i nostri frati, secondo l’insegnamento del fondatore, “ovunque, come persone che desiderano procurare la propria e l’altrui salvezza, si comportino onestamente e religiosamente, da uomini evangelici che, seguendo le orme del loro Salvatore, parlano con Dio o di Dio al prossimo” (Prime Costituzioni dell’Ordine).

Infatti, partecipi della missione degli Apostoli, ne seguiamo anche la vita nella forma concepita da S. Domenico. Tutte le note caratteristiche della nostra vita (vita comune, osservanza dei consigli evangelici, liturgia in comune, studio, osservanza regolare) non solo contribuiscono alla gloria di Dio e alla nostra santificazione, ma servono anche direttamente alla salvezza degli uomini, in quanto tutte insieme ci preparano e stimolano alla predicazione, a cui danno, e dalla quale a loro volta ricevono, vigore di vita.

Da questi elementi saldamente connessi tra loro, è costituita la vita propria dell’Ordine, cioè la vita apostolica nel suo significato integrale, in cui la predicazione e l’insegnamento devono sgorgare dall’abbondanza della contemplazione.

(Cfr. Costituzione fondamentale, n. 2, 4)

  • Porte del cielo…

    Porte del cielo…

    Passare attraverso una porta senza forzarla, fisicamente o moralmente significa essere familiari col luogo dove si entra o da dove si esce.

    Un ladro che attraversa una porta, sia essa aperta o chiusa, forza una realtà che non è sua! Non è di casa! L’attraversare una porta, è quel cammino naturale, quella via comoda, accogliente, che ci permette di entrare nella nostra casa. E’ come quando si rientra da un lungo viaggio, e vedere la porta di casa è sentirsi già a casa. E aprire la porta è immergersi in profumi, luci, luoghi che ci sono familiari, dolci!

    Pensando a Maria, al Vangelo dell’Annunciazione, alla solennità dell’Immacolata, mi viene in mente la litania a lei dedicata: Maria, “porta del Cielo”.

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  • Che possiamo essere la voce che grida nel deserto!

    Che possiamo essere la voce che grida nel deserto!

    Lectio divina 
    sul Vangelo di domenica 6 dicembre
    Lc 3,1-6

    Studium:
    Uno degli aspetti del Vangelo di Luca è rappresentato dalle informazioni storiche. Le date e i luoghi che ci permettono di situare Gesù nella storia.

    In questo periodo descritto da Lc 3,1-2,: i giudei soffrono a causa dell’imperialismo romano, della corruzione dei loro capi, della mancanza di fede dei loro preti, della radicalizzazione politica del popolo che si divide in fazioni e in partiti politici inconciliabili tra loro. La situazione caotica nella quale il popolo si trova spinge a credere al compimento della promessa di Dio: Il Regno di Dio sta arrivando e la storia prenderà una nuova direzione. Per l’evangelista san Luca la venuta di Gesù tra gli uomini cambierà il corso della storia del mondo. Il cuore del testo di Lc 3, 1-2, è in effetti la Parola di Dio che Giovanni Battista annuncia. La sua predicazione suscita molta attenzione.

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  • La compassione in San Domenico

    La compassione in San Domenico

    In Compassione praecipuus” scrive il beato Giordano. San Domenico era insigne nella compassione. La compassione è l’espressione più pura ed elevata della Carità Cristiana che ci conforma al Signore: è misericordia. Questa virtù che mostra di avere in maniera eminente e singolare è coltivata nella preghiera e diventa la fonte, nel suo zelo Apostolico.

    Il beato Giordano mostra che la compassione in san Domenico aveva radici profonde nella sua famiglia: la beata Giovanna viene descritta come una donna piena di compassione verso gli infelici e gli afflitti. San Domenico era misericordioso quanto lei. Sant’Agostino, insegna che la compassione “non è altro che la partecipazione del nostro sentimento alla infelicità degli altri perché con essa, se ci è possibile, siamo spinti ad andare loro incontro” (De Civitate Dei, Libro nono, cap.5)”; essa spinge ad agire e questo è l’atteggiamento che più contraddistingue san Domenico ed è la base dove scaturisce la preghiera e il suo zelo per le anime: con il suo cuore buono amava tutti e come scrive il beato Giordano “poiché amava tutti da tutti era amato”.

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  • Il salto nel buio del vecchio Sherlock

    Il salto nel buio del vecchio Sherlock

    MR HOLMES E IL MISTERO DEL CASO IRRISOLTO (2015) Regia: B. Condon. Interpeti: Ian McKellen, M. Parker, L. Linney, H. Morahan, P. Kennedy

    Tratto dal romanzo Un impercettibile trucco della mente di M. Cullin, Mr Holmes e il mistero del caso irrisolto è un buon film diretto e sceneggiato da Bill Condon, già noto per aver girato The Twilight Saga parte 1 e 2. Bravissimo nella parte di un anziano Sherlock Holmes, Ian Mckellen, che tutti ricorderanno nella parte del mago Gandalf ne Il Signore degli Anelli. La colonna sonora è affidata a  Carter Bruwell.

    La storia prende avvio nel 1947 quando un ormai anziano Holmes (I. Mckellen), ormai in pensione e abbandonato anche dal fido Watson, si ritira in campagna insieme alla governante al suo piccolo figlio, Roger (M. Parker), ad allevare api. L’infallibile detective stringe ben presto amicizia col piccolo Roger che lo porterà a tornare indietro nel tempo e ricordare eventi della sua esistenza tra cui un mistero misterioso che sembra essergli sfuggito…

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  • Dicembre 2015: lavori ancora in corso

    Dicembre 2015: lavori ancora in corso

    Oggi è il primo dicembre ed entriamo ufficialmente in quest’ultimo mese dell’anno solare. Abbiamo varcato una soglia stando bene attenti, qualora fossimo stati superstiziosi, di non colpire lo stipite come nell’antica cultura cinese. Entriamo nell’ultima stanza del piano 2015° dell’edificio chiamato “uomo”. In questa stanza soggiorneremo per 31 giorni, vivremo esperienze nuove ma soprattutto rivivremo nella nostra memoria tutto quello che è accaduto durante l’anno sia all’interno che all’esterno del nostro edificio personale.

    Volenti o nolenti ciò che è stato costruito o abbattuto rimarrà come un segno indelebile. Alcuni di noi avranno ben edificato con mattoni, pietre e cemento armato e rifinito il tutto con ciò che meglio corrisponde al proprio essere, dal minimal chic all’estrema “pacchianeria” del tycoon. Altri di noi invece avranno con fatica e lentezza innalzato solo le mura dando un pò di intonaco alle pareti, arredando il tutto con il minimo indispensabile.

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  • La promessa più grande

    La promessa più grande

    Lectio Divina sulle letture di domenica 29/11

    Lectio:

    Ecco, verranno giorni – oràcolo del Signore – nei quali io realizzerò le promesse di bene che ho fatto alla casa d’Israele e alla casa di Giuda. 
In quei giorni e in quel tempo farò germogliare per Davide un germoglio giusto, che eserciterà il giudizio e la giustizia sulla terra. 
In quei giorni Giuda sarà salvato e Gerusalemme vivrà tranquilla, e sarà chiamata: Signore-nostra-giustizia.

    Studium: 
    Oggi è la prima domenica di Avvento. Inizia un nuovo anno liturgico, cioè un anno che segue, attraverso la liturgia, la storia della salvezza di Dio tramite il suo farsi uomo. Esso inizia con l’attesa della sua venuta (Avvento), continua con la nascita di Gesù (Natale) e la sua vita pubblica; culmina nella Pasqua; ci offre la testimonianza della Chiesa nascente dopo la Pentecoste e ci proietta verso l’attesa dell’ultima venuta di Gesù alla fine dei tempi celebrandolo Re dell’Universo.

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  • La testimonianza di un missionario domenicano

    La testimonianza di un missionario domenicano

    Il nuovo anno mi regalerá di nuovo il Guatemala. Come sapete mi trovo in Italia da diversi mesi per motivi di salute. In estate mi hanno messo la protesi all’anca sinistra. Ora che leggete, speriamo, saró nel processo di riabilitazione dopo il secondo intervento, stavolta all’anca destra. Ogni tanto la macchina del nostro corpo ha bisogno di revisione accurata e di qualche ricambio. Poi di nuovo in mischia, pieni di energia ed entuasiasmo, a condividere la bella avventura della missione a Dolores, nella regione del Petén. In questo periodo di riposo “forzato” ho avuto modo di incontrare molte persone.

    In ospedale e durante la convalescenza, in riunioni con amici che da vicino seguono e aiutano i programmi di promozione umana, in momenti di relax per raccontare esperienze, sogni, illusioni…  Un grazie grande grande a tutti voi che sostenete l’annuncio del Vangelo nella nostra missione. Anche un desiderio forte di coltivare il vincolo dell’amicizia nella comune aspirazione a vivere in un mondo umano e fraterno, libero da cinismi e indifferenza, pienamente riconciliato e in pace, cosí come lo vuole il buon Dio. 

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  • La correzione fraterna

    La correzione fraterna

    La carità divina porta Dio all’uomo allo scopo di stabilirlo nella Sua amicizia. Come ogni amicizia è un amore di benevolenza, cioè, un’amore senza egoismo. La vera carità ama Dio per Se Stesso. Essa non cerca alcun vantaggio o guadagno privato, ma resta in Dio in quanto Egli è il Sommo Bene. Ancora, come ogni amicizia, la carità è basata su una comunanza di interessi o di vita. Mediante la carità Dio dona all’uomo una partecipazione nella Vita Divina e, perciò, una partecipazione nella Felicità Divina.La felicità di Dio sta nel Suo amore per la Sua propria bontà e perfezione infinità.

    La carità è la nostra condivisione della felicità di Dio. Come Dio è felice nell’amore di Sé, così l’uomo è felice quando partecipa in quell’amore mediante la carità. Dal momento che la carità è una partecipazione nell’amore divino,essa spinge l’uomo ad amare tutto ciò che Dio ama. Ma Dio ama tutto quello che è buono e, quindi, l’uomo per mezzo della carità farà altrettanto. Amerà se stesso perché Dio lo ama. Amerà i suoi simili perché Dio li ha creati per Sé, e amerà persino il mondo intero dal momento che anch’esso dà gloria a Dio. Gli animali, le piante, le rocce, i fiumi, le montagne.

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  • Il dialogo come missione

    Il dialogo come missione

    Dialogo come missione: in ricordo di Chrys McVey

    E’ uscito nelle librerie il libro di Chrys McVey Il dialogo come missione, a cura di Alessandro Cortesi OP – Prakash Anthony Lohale OP – Kevin Toomey OP, ed. Nerbini, Firenze 2015.

    Il testo raccoglie una serie di scritti di Chrys McVey (1933-2009) domenicano degli USA vissuto per più di quarant’anni in Pakistan come missionario, uno dei collaboratori del Maestro dell’Ordine fra Timothy Radcliffe tra il 2002 e il 2008, e alcune testimonianze di chi l’ha conosciuto.

    Il testo è stato edito a cura del Centro Espaces ‘Giorgio La Pira’ di Pistoia. Chi desidera ricevere una o più copie può inviare una mail a info@domenicanipistoia.it 

    Qui di seguito l’introduzione del Maestro dell’Ordine fra Bruno Cadoré

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  • Fiori contro le pistole…

    Fiori contro le pistole…

    «Dunque tu sei re?» chiede Pilato a Gesù ? «Tu lo dici: io sono re. » risponde un Gesù ormai già catturato e vicino alla sua offerta totale sulla Croce. Abbiamo un re denudato da ogni dignità, preso in giro, schernito, coronato di spine, umiliato … ma talmente innamorato degli uomini sino a donarsi totalmente per essi, per il suo e il loro Regno. Abbiamo un Re che ci fa cittadini di un regno eterno, perchè la patria del nostro Re è l’eternità, e se si è fatto uomo è per ricordarci principalmente questo: guardate alle cose di lassù; guardiamo anche alla croce, e non fermiamoci là, la croce è la porta della nostra eternità!

    Gesù lo dice chiaramente nel Vangelo di oggi : «Il mio regno non è di questo mondo; se il mio regno fosse di questo mondo, i miei servitori avrebbero combattuto perché non fossi consegnato ai Giudei; ma il mio regno non è di quaggiù». La tensione di questi giorni nelle città europee, la paura del terrorismo, la paura di essere coinvolti in un attentato, vedere così tanta polizia a ogni stazione della metro, sono immagini che ci fanno scontrare proprio con questa verità rivelata da Gesù: il mio regno non è di quaggiù. E quindi abbiamo paura di cosa quaggiù sta succedendo.

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