Category: Predicazione

L’Ordine dei frati predicatori, fondato da S. Domenico, “fin dalle sue origini è noto esser stato istituito in modo specifico per la predicazione e la salvezza delle anime”. Perciò i nostri frati, secondo l’insegnamento del fondatore, “ovunque, come persone che desiderano procurare la propria e l’altrui salvezza, si comportino onestamente e religiosamente, da uomini evangelici che, seguendo le orme del loro Salvatore, parlano con Dio o di Dio al prossimo” (Prime Costituzioni dell’Ordine).

Infatti, partecipi della missione degli Apostoli, ne seguiamo anche la vita nella forma concepita da S. Domenico. Tutte le note caratteristiche della nostra vita (vita comune, osservanza dei consigli evangelici, liturgia in comune, studio, osservanza regolare) non solo contribuiscono alla gloria di Dio e alla nostra santificazione, ma servono anche direttamente alla salvezza degli uomini, in quanto tutte insieme ci preparano e stimolano alla predicazione, a cui danno, e dalla quale a loro volta ricevono, vigore di vita.

Da questi elementi saldamente connessi tra loro, è costituita la vita propria dell’Ordine, cioè la vita apostolica nel suo significato integrale, in cui la predicazione e l’insegnamento devono sgorgare dall’abbondanza della contemplazione.

(Cfr. Costituzione fondamentale, n. 2, 4)

  • Maria, nuovo e vero tempio di Dio

    Maria, nuovo e vero tempio di Dio

    I vangeli canonici tacciono sulla vita di Maria Vergine antecedente l’annunciazione. Dopo accurato studio, il L. Peretto così conclude: “Se si spoglia l’episodio di tutte le sovrastrutture di cui va carico, sembra si possa dire che la tradizione primitiva riporta la Presentazione come una semplice cerimonia di proscioglimento d’un possibile voto della madre. Da questo punto di vista la congettura non sembra impossibile e giustifica la festa odierna.

    Ma la tradizione diventa leggenda quando fa soggiornare la Vergine nel santuario di Gerusalemme, quasi fosse un collegio di vergini dedicate al servizio di Dio. Se tale istituzione fosse esistita, Giuseppe Flavio non l’avrebbe senza dubbio omessa nella descrizione del tempio” (“Nuovo Dizionario di Mariologia”, Ed. Paoline, 1986, pag. 1159). Quanto interessa la liturgia e la pietà sul soggetto è il valore religioso e teologico della Presentazione.

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  • Gratia praedicationis: note in margine al Giubileo dell’Ordine dei Predicatori

    Gratia praedicationis: note in margine al Giubileo dell’Ordine dei Predicatori

    Nel 2016 ricorre l’ottavo centenario della conferma dell’Ordine da parte di papa Onorio III e il Giubileo non è solo un momento di celebrazione gioiosa per il nostro Ordine, vitale ancora dopo tanti secoli dalla sua nascita, ma è anche soprattutto un ritornare alle fonti, riscoprirne le finalità e riaffermarne la sua missione. Per il nostro Ordine ritornare alle origini vuol dire confrontarci con il suo carisma: la predicazione.

    “Totalmente al servizio di Dio” è l’emblema della vita religiosa secondo san Tommaso. Un servizio che si esplica nella rinuncia a beni e affetti terreni attraverso la preghiera, lo studio, la predicazione e che ha come fine la diffusione della Parola di Dio nel mondo circostante. Sono ormai 800 anni che l’Ordine è stato fondato e le sue linee portanti non sono state mutate.

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  • E la paura della fine non ci minaccerà più

    E la paura della fine non ci minaccerà più

    Se ti restassero solo pochi minuti nella tua vita, cosa faresti? Questo é una domanda che provoca diverse risposte, spesso profonde e altre volte ridicole. Qualcuno potrebbe dire: farei le cose che preferisco; mangerei i miei cibi preferiti; sentirei le mie musiche preferite, etc… tante occasioni per soddisfare i sensi! In un certo senso, questa risposta dovrebbe farci preoccupare, perché sembra mostrare una mentalità concentrata solamente sui piaceri materiali nel mondo.

    Quattordici anni fa, quando avvenne la tragedia dell’atto terroristico delle torri gemelli negli Stati Uniti, (un dramma che seppur con differenze si è ripetuto ieri in Francia) alcune persone rimaste intrappolate negli edifici colpiti dagli aerei, hanno avuto il tempo di fare qualche telefonata. Tante conversazioni sono state registrate dopo che il primo aereo aveva colpito la prima torre. Alcuni di esse sono avvenute mentre l’orrore si svolgeva con l’arrivo del secondo aereo. Alcune telefonate erano rivolte ai loro cari. 

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  • E’ un po’ come i nonni  che ci raccontano una storia

    E’ un po’ come i nonni che ci raccontano una storia

    Penso che ognuno di noi, fin da bambino, abbia spesso spronato i propri nonni o i propri genitori affinché gli raccontassero un qualche curioso episodio o qualche avvenimento di rilievo, accaduto nel corso della loro vita; e noi, attenti, li ascoltavamo come se fossero dei veri e propri storici! Un qualcosa di simile dovette accadere anche al primo successore di San Domenico, il Beato Giordano di Sassonia, il quale, accogliendo le richieste dei frati che domandavano qualche ‘notizia in più’ sul loro Santo Fondatore e sulla storia dell’Ordine, li raggiunse tutti attraverso un breve scritto, inviato sotto forma di epistola, cui più tardi sarà dato il titolo di ‘Libellus de initio Ordinis Fratrum Prædicatorum’. 

    Ma fra Giordano non scrive una cronistoria della vita del Santo e dei primi passi dell’Ordine: forse sarebbe stato poco producente; quanto individua i momenti salienti dell’uno e dell’altro, e difatti leggendo il ‘libellus’, se ne percepisce l’impianto storico, ma anche didascalico-morale. 

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  • S. Caterina da Siena: fedele discepola di S. Domenico

    S. Caterina da Siena: fedele discepola di S. Domenico

    Santa Caterina nasce a Siena il 25 marzo 1347 (24a figlia di Jacopo Benincasa e Lapa). A 6 anni (1353), mentre sta ritornando a casa con Stefano, suo fratello, ha una visione: vede nel cielo, sopra il tetto della chiesa dei frati domenicani, Gesù in trono coronato della tiara papale nell’atto di benedirla, affiancato dai santi, Pietro, Paolo e Giovanni Evangelista. L’anno successivo (1354), a 7 anni, fa voto privato di verginità.

    Già in tenera età è una fedele discepola di Cristo. Alla b. V. Maria, l’istitutrice della vita verginale, chiede la grande grazia di darle in sposo suo Figlio; e promette ad entrambi di non scegliersi altro sposo e di mantenere intatta la sua verginità. Ben presto si accende in lei un ardente zelo per la salvezza delle anime, e una forte simpatia per i santi che hanno dedicato la loro vita a questo ministero. Il Signore le rivela che il santo padre Domenico ha fondato l’Ordine dei Predicatori al fine di predicare e di salvare le anime. 

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  • Indulgenze in occasione dell’Anno Giubilare Domenicano

    Indulgenze in occasione dell’Anno Giubilare Domenicano

    Ci rallegra la notizia che Sua Santità Papa Francesco ha concesso la possibilità di acquistare l’indulgenza plenaria a tutti i fedeli che partecipano alle celebrazioni giubilari che avranno luogo a livello internazionale o nelle singole Province e a tutti coloro che si recheranno in forma di pellegrinaggio nelle chiese o cappelle della Famiglia Domenicana. 

    Le condizioni e le modalità per ricevere l’indulgenza sono descritte nel documento inviato dalla Penitenzeria apostolica. Il Santo Padre sollecita tutti i sacerdoti dell’Ordine a rendersi disponibili alla celebrazione della penitenza nei luoghi giubilari e ad amministrare con frequenza la Santa Comunione agli infermi. Tutta la Famiglia Domenicana è invitata a far conoscere questa notizia e a ricevere questa indulgenza plenaria che rafforza e incoraggia l’impegno comune di rinnovamento di tutto l’Ordine in questo anno giubilare.

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  • Lettera del Priore Provinciale per l’apertura del Giubileo Domenicano

    Lettera del Priore Provinciale per l’apertura del Giubileo Domenicano

    Cari fratelli e care sorelle,

    il 7 novembre 2015 si inaugura l’anno giubilare dell’Ordine per l’ottavo centenario della sua fondazione. Il Maestro fr. Bruno Cadoré, con un messaggio che ha inviato a tutto l’Ordine ci invita a cogliere la felice coincidenza tra il giubileo dell’Ordine e il giubileo straordinario della Misericordia indetto da Papa Francesco.

    Possiamo vedere in questa coincidenza un motivo per vivere con maggiore consapevolezza questo tempo che ci è dato, non tanto per disperderci in impegni organizzativi o puramente celebrativi, ma per riconfermarci in ciò che sta alla radice della nostra chiamata e missione. Il dono di misericordia di Dio è infatti all’origine della nostra vita domenicana. Quando siamo stati accolti nell’Ordine abbiamo chiesto una sola cosa: la misericordia di Dio e quella dei fratelli. Questo gesto si pone come attitudine di fondo del nostro cammino.

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  • Si apre quest’oggi il Giubileo dell’Ordine Domenicano!

    Si apre quest’oggi il Giubileo dell’Ordine Domenicano!

    I fratelli e le sorelle di tutto il mondo celebrano, a partire dal 7 novembre 2015, solennità di tutti i santi domenicani la stessa gioia: un anno giubilare all’occasione degli 800 anni dalla fondazione dell’Ordine, 1216-2016.
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  • Suburra – leviatani decadenti

    Suburra – leviatani decadenti

    SUBURRA (2015) Regia: S. Sollima Interpreti: C. Amendola, E. Germano, A. Fassari, P. Favino, G. Scarano (Viola), G. E. Gorietti (Sabrina)

    Tratto dal romanzo di Giancarlo De Cataldo e Carlo Bonini, Suburra è un film che riprende i canoni classici dello stile gangster inserendolo in un ambiente romano. Già il titolo suscita un senso di malfamato e “pulp”, richiamandosi infatti al famigerato quartiere dell’Antica Roma Suburra appunto, noto per i suoi traffici criminali.

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  • Da una dimensione visibile a una invisibile

    Da una dimensione visibile a una invisibile

    Il termine cimitero deriva dalla parola greca koimêtêrion che significa dormitorio. Per i primi cristiani la morte era un addormentarsi. Il dormire non fa parte della morte ma del ciclo vitale. Come il dormire è quell’azione che consente all’individuo di rinfrancarsi dalla stanchezza per poi riprendere con maggiore vigore la sua vita, così la morte è un momento del ciclo vitale che consente all’individuo di riprendere con più forza e energia la sua esistenza. Per un corretto uso del linguaggio bisognerebbe evitare di contrapporre la vita alla morte, e parlare piuttosto di nascita e di morte, come due importanti aspetti della vita: l’ingresso e l’uscita nell’esistenza terrena fanno parte entrambe del ciclo vitale. In entrambe le fasi c’è una nascita e una morte. Il neonato muore a quel che era e lascia il suo mondo di sicurezza e di protezione per affacciarsi verso l’incognito. Ma è l’unica possibilità che ha per continuare a vivere, e solo uscendo dal ventre materno potrà scoprire tutto l’amore con il quale i suoi genitori l’attendevano.

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