I vangeli canonici tacciono sulla vita di Maria Vergine antecedente l’annunciazione. Dopo accurato studio, il L. Peretto così conclude: “Se si spoglia l’episodio di tutte le sovrastrutture di cui va carico, sembra si possa dire che la tradizione primitiva riporta la Presentazione come una semplice cerimonia di proscioglimento d’un possibile voto della madre. Da questo punto di vista la congettura non sembra impossibile e giustifica la festa odierna.
Ma la tradizione diventa leggenda quando fa soggiornare la Vergine nel santuario di Gerusalemme, quasi fosse un collegio di vergini dedicate al servizio di Dio. Se tale istituzione fosse esistita, Giuseppe Flavio non l’avrebbe senza dubbio omessa nella descrizione del tempio” (“Nuovo Dizionario di Mariologia”, Ed. Paoline, 1986, pag. 1159). Quanto interessa la liturgia e la pietà sul soggetto è il valore religioso e teologico della Presentazione.








