San Tommaso d’Aquino ha riassunto con “Contemplari et contemplata aliis tradere” (contemplare e condividere il frutto della contemplazione), che è uno dei grandi slogan della Famiglia Domenicana, la bella e felice intuizione di San Domenico. Ci potremo chiedere, tuttavia, se contempliamo, che cosa e come contempliamo?
Category: Predicazione
L’Ordine dei frati predicatori, fondato da S. Domenico, “fin dalle sue origini è noto esser stato istituito in modo specifico per la predicazione e la salvezza delle anime”. Perciò i nostri frati, secondo l’insegnamento del fondatore, “ovunque, come persone che desiderano procurare la propria e l’altrui salvezza, si comportino onestamente e religiosamente, da uomini evangelici che, seguendo le orme del loro Salvatore, parlano con Dio o di Dio al prossimo” (Prime Costituzioni dell’Ordine).
Infatti, partecipi della missione degli Apostoli, ne seguiamo anche la vita nella forma concepita da S. Domenico. Tutte le note caratteristiche della nostra vita (vita comune, osservanza dei consigli evangelici, liturgia in comune, studio, osservanza regolare) non solo contribuiscono alla gloria di Dio e alla nostra santificazione, ma servono anche direttamente alla salvezza degli uomini, in quanto tutte insieme ci preparano e stimolano alla predicazione, a cui danno, e dalla quale a loro volta ricevono, vigore di vita.
Da questi elementi saldamente connessi tra loro, è costituita la vita propria dell’Ordine, cioè la vita apostolica nel suo significato integrale, in cui la predicazione e l’insegnamento devono sgorgare dall’abbondanza della contemplazione.
(Cfr. Costituzione fondamentale, n. 2, 4)
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San Domenico: poliglotta all’occorrenza
«Mentre (san Domenico) andava a Parigi e dopo aver trascorso la notte nella Chiesa di santa Maria di Rocamadour, si associarono a lui come compagni di cammino alcuni pellegrini tedeschi, i quali, ascoltandolo recitare con il suo compagno i salmi e la litania, si unirono ad essi con devozione. Per quattro giorni li mantennero a loro carico.
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La nuova edizione critica della “Legenda maior”
La Società Internazionale per lo Studio del Medioevo Latino (SISMEL) ha il merito di aver promosso e patrocinato l’edizione critica della prima biografia ufficiale di Caterina da Siena, meglio conosciuta come “Legenda maior”, composta da Raimondo da Capua, confessore della Santa di Fontebranda ed in seguito maestro generale dell’Ordine domenicano.
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Un nuovo “catarismo” e i domenicani di oggi
Chi conosce un po’ la storia dei domenicani sa bene quale fu la scintilla che spinse S. Domenico a fondare il nostro Ordine. Mentre infatti Domenico viaggiava verso la Danimarca con il suo vescovo Diego, si imbatté nel Sud della Francia in una forma di “cristianesimo” ormai completamente vuotato del suo contenuto essenziale, detto anche catarismo.
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La pedagogia teologica del Beato Angelico
L’immensa omelia del Beato Angelico, preparata sulla sapienza dei santi – da Agostino, Tommaso d’Aquino, Caterina da Siena, Giovanni Dominici, Antonino Pierozzi, per esempio –, continua nel tempo a insegnare e a formare alla contemplazione dando frutti di santità. Da sant’Agostino ha imparato la speranza che dopo il peccato l’uomo, pur avendo perso la sua “Fortuna”, ha in sé l’imago Deii, per la quale è stato creato.
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Del Corona e il Rosario
Il nostro nuovo Beato Pio Alberto Del Corona ha predicato e scritto abbondantemente sul Rosario. Mentre volge al termine Maggio, il primo dei due mesi mariani, vogliamo estrapolare un breve pensiero dalla sua opera intitolata Le rose di Maria. Mons. Pio, infatti, amava tanto la natura e tutto lo portava a Dio, soprattutto i fiori.
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I quattro amici di Giobbe
Se dovessi pensare all’amicizia una sequenza filmica che ho visto a diciotto anni e mi fece emozionare, può condensare in pochi secondi quello che ne penso. Mi riferisco al film Il Ritorno del Re, della trilogia del Signore degli Anelli tratto dal libro di J.R.R. Tolkien. Nel momento terribile della salita al monte Fato, l’Anello del Potere infligge mille sofferenze a Frodo.
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Filantropia, castità e Amore
In una società malata di egocentrismo, profondamente segnata dal bisogno di guarire le proprie ferite affettive, in questa società dove è l’apparenza ciò che conta… In che rapporti siamo col vero l’amore? Quella della filantropia è un rischio molto grande a cui dobbiamo stare tutti attenti, sposati come consacrati.
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La Santa Vergine: “Suocera” di S. Caterina
La grande Santa Caterina da Siena, piccola mantellata domenicana, da molti è ammirata e conosciuta per la forza con la quale ha richiamato papi, regine e governanti a convertirsi a Cristo e a ritornare alle fonti della vita cristiana. Molti ancora la venerano come grande mistica ed amante del Salvatore, le sue esperienze mistiche sono come un piccolo compendio della spiritualità cristiana. Ma quanti conoscono l’amore e la devozione che essa aveva per la Santa Madre di Dio? Quest’amore ha avuto un ruolo per la sua personale esperienza di Amore e nella sua dottrina? -

Una promessa di rinnovamento

Il seguente articolo è presentato da fr. Alessandro Cortesi, frate della nostra Provincia, che ha partecipato in qualità di relatore al convegno ” Vatican II and the promise of renewal “, offrendo un contributo sul lavoro di p. Congar alla redazione della dichiarazione ” Dignitatis humanae ” sulla libertà religiosa.
Dal 7 al 9 maggio si è tenuto a Toronto in Canada, promosso dal Dominican Institute of Toronto, l’Istituto di ricerca sul Vaticano II e la Facoltà di teologia del S.Michael’s College, il Congresso dal titolo “Vaticano II: promessa di rinnovamento”.
Il Congresso, aperto da un saluto del maestro dell’Ordine fr. Bruno Cadoré, ha visto la partecipazione di circa duecento partecipanti: tra le conferenze maggiori quella di Peter Phan, docente alla Georgetown University of Washington e studioso di dialogo interreligioso, di Robert Doran del Regis College dei gesuiti di Toronto uno tra i maggiori esperti del pensiero di Bernard Lonergan e di Gilles Routhier, dell’Université Laval di Montréal, studioso della recezione del Vaticano II.
I lavori si sono svolti in diverse sessioni che hanno riguardato gli ambiti della liturgia, del dialogo interreligioso, di giustizia e pace dell’ecclesiologia e dell’apporto dei domenicani al Concilio. I numerosi interventi proposti nelle
sessioni di studio da una trentina di studiosi provenienti da diversi Paesi hanno sottolineato alcuni percorsi di rinnovamento aperti dal Vaticano II sottolineando il ruolo avuto in particolare da alcuni domenicani nell’ambito del metodo teologico, dell’ecclesiologia, del dialogo tra le fedi.Se il Vaticano II ha costituito un momento di accoglienza di tanti percorsi maturati nella prima metà del secolo XX anche nell’ambito dell’Ordine domenicano, esso rimane promessa di un rinnovamento ancora da attuare. Rimane appello oggi per una effettiva recezione di tale evento che divenga vita dei singoli e delle chiese. Il cammino di una chiesa capace di scoprirsi e di strutturarsi come popolo di Dio è ancora da proseguire.
Così come la chiamata a vivere la disponibilità ad un rinnovato ascolto del Vangelo e al dialogo con le donne e gli uomini del nostro tempo nella linea del servizio e della povertà. Il Vaticano II è stato un passaggio di maturazione di responsabilità pastorale e di attenzione alla storia e alla vita. La recezione di tale evento significa lasciare spazio allo spirito del Concilio, alle aperture indicate e soprattutto interrogarsi e agire in fedeltà al Vangelo di fronte alle grandi questioni poste oggi dalla globalizzazione, dagli spostamenti dei popoli e dal dialogo interreligioso.
fr. Alessandro Cortesi, O.P.